Archivi della categoria: Omelia

“La gioia impenitente dello Spirito”
Omelia pronunciata in Cattedrale nella S. Messa di Pentecoste per le Sacre Ordinazioni
31-05-2020

Dopo la gioia della Messa Crismale di ieri, oggi abbiamo la gioia della Pentecoste: nel cuore abbiamo viva l’immagine di Gesù che sale al Cielo, e nell’orecchio le sue parole: “Vado e tornerò a voi” (Gv14,28): Gli Apostoli presto si accorgeranno che il Maestro tornerà alla fine del tempo, ritorna con il suo Spirito nella Chiesa.

“Tornare al centro”
Omelia pronunciata in Cattedrale nella Santa Messa Crismale
30-05-2020

Cari Confratelli nell’Episcopato, nel Sacerdozio e nel Diaconato

Ho molto desiderato incontrarvi attorno all’altare: la Messa crismale è il momento liturgico più significativo che rende visibile il mistero della Chiesa stretta attorno al Risorto, Luce delle genti (cfr LG 1). La vicinanza della comunità attraverso i media, pur non potendo sostituire la presenza fisica, ricorda che siamo uniti nella fede, costituiti Corpo mistico di Cristo, suo Popolo.

“Le mani stese sul mondo”
Omelia pronunciata in Cattedrale nella S. Messa dell'Ascensione del Signore
24-05-2020

Cari Fratelli e Sorelle

finalmente torniamo a celebrare la divina Eucaristia con il popolo. Dopo un lungo digiuno eucaristico possiamo nuovamente accostarci al banchetto della vita e offrire croci e speranze. Abbiamo avuto modo di la Messa è un dono, che nulla è scontato, neppure ciò che è facile e quotidiano: in famiglia, in chiesa, nel lavoro. La pandemia ha fatto crescere la consapevolezza di ciò che siamo e di ciò che facciamo: una nuova coscienza deve vivere in noi, non sofisticata e capricciosa, ma più saggia, che si rende conto di ciò che vale, che merita il nostro rispetto, che dobbiamo custodire con amore, difeso con coraggio, vissuto con umiltà.

Il Buon Pastore
Omelia pronunciata nella parrocchia S. Bartolomeo della Certosa senza la partecipazione di fedeli nella S. Messa del Buon Pastore
03-05-2020

Cari Fratelli e Sorelle

Nel Vangelo ascoltato, Gesù descrive se stesso come il Buon Pastore che ha cura del suo gregge, conosce le sue pecore, le chiama ciascuna per nome. Egli parla di Lui e di noi. Come è importante essere chiamati con il nostro nome; come è bello sentire che non siamo un branco anonimo! In un altro passo evangelico, il Signore dice agli apostoli: “rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli” (Le 10.20). In quale cielo, possiamo chiederci?

“Il grande Sì di Dio all’uomo”
Omelia pronunciata nella Cappella del Seminario Arcivescovile nella S. Messa senza partecipazione di fedeli della Domenica in Albis
19-04-2020

Cari fratelli e Sorelle

Oggi è si conclude l’Ottava di Pasqua, mistero talmente grande che la Liturgia lo prolunga per otto giorni. In questa domenica i neofiti deponevano la veste bianca del battesimo ricevuto nella veglia pasquale, e San Giovanni Paolo II la volle consacrare alla divina misericordia. Come abbiamo ascoltato nel Vangelo, il Risorto l’ha manifestata con il sacramento del perdono, la confessione: “Ricevete lo Spirito Santo. a chi perdonerete i peccati saranno perdonati”.

“Il popolo della Pasqua”
Omelia pronunciata in Cattedrale senza la partecipazione di fedeli nella S. Messa di Pasqua
12-04-2020

Cari Fratelli e Sorelle

la Pasqua non è un simbolo che dipende dalle vicende umane così da assumerne le cangianti tonalità, bensì la chiave per leggere gli accadimenti e poterli vivere in modo cristiano. Ridurla a simbolo significa cancellarla dal mondo o farne la festa di primavera. La Pasqua è un mistero, e il mistero, nel linguaggio della fede, non è oscurità, ma luce così intensa da non poterla com-prendere, cioè costringere in categorie umane. È qualcosa che ci supera, e che ci è donato per aprire le nostre tombe dove a volte viviamo rinchiusi diventando incapaci di sopportare la luce.

“Non temete”
Omelia pronunciata in Cattedrale senza la partecipazione di fedeli nella S. Messa della Veglia pasquale
11-04-2020

Cari Fratelli e Sorelle

Nella veglia di Pasqua il Vangelo presenta alcune donne che all’alba si recano al sepolcro di Gesù. Vanno per stare vicino alle sue spoglie, l’unica cosa che rimane del Maestro: un gesto umanissimo che ispira la cura delle tombe che custodiscono le spoglie de nostri cari. Lì incontrano l’angelo sfolgorante che siede sulla pesante pietra che sigillava la grotta: postura che manifesta la supremazia della vita e della luce sulla morte e sul buio. Poi annuncia che Gesù è risorto e seguono alcune parole che Cristo ripeterà poco dopo.

“La risurrezione della croce”
Omelia pronunciata in Cattedrale senza la partecipazione di fedeli nella Liturgia della Passione del Signore
10-04-2020

Cari Fratelli e Sorelle
la fede parla di croce gloriosa, ma è possibile questa parola? Si pensa che la gloria sia legata al mattino di Pasqua, quando la tomba resta vuota, non certo all’agonia di Gesù e alla sua passione. Come è possibile, dunque,chiamare glorioso il patibolo?

“Dimmi che sono bravo”
Omelia pronunciata in Cattedrale senza la partecipazione di fedeli nella S. Messa in Coena Domini del Giovedì Santo
09-04-2020

Cari Fratelli e Sorelle

Celebriamo la Messa in Cena Domini a porte chiuse ma a cuore aperto: voi, cari fedeli, sapete che siete qui accanto a noi, e che – attraverso Cristo – vi porto davanti a Dio.

“La fede non spiega ogni passo, ma illumina la strada”
Omelia pronunciata in Cattedrale senza partecipazione di fedeli nella S. Messa della Domenica delle Palme
05-04-2020

Carissimi Fratelli e Sorelle

Iniziamo una Settimana Santa speciale, ferita da un morbo che dilaga per il mondo, quasi una voce sinistra che semina smarrimento, piega la presunzione, riconduce alla realtà dell’ umana condizione e del significato della vita. L’illusione di essere invincibili è brutalmente infranta, ritorna il senso della misura e del limite.