«Il Signore è risorto, il Signore veramente risorto»

Omelia pronunciata in Cattedrale nella Veglia pasquale
08-04-2023

Il Signore è risorto, il Signore veramente risorto. Questo è il bellissimo annuncio che come cristiani noi facciamo in questa veglia. È davvero bello dircelo. Il signore risorto è veramente risorto e l’augurio che fanno le chiese sorelle nella liturgia bizantina, ovvero questo bellissimo saluto di buona Pasqua, signore, rende proprio l’idea che il signore è risorto.

Un saluto speciale ai catecumeni, qui presenti in mezzo a noi oggi, che riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana o completeranno l’iniziazione cristiana. È bello avervi questa sera, è molto bello, ringrazio davvero il Signore che avete accolto la sua proposta. Il signore vi ha condotto fino a qui; ovviamente grazie ai vostri parroci, ai sacerdoti padrini, madrine, a tutti coloro che vi hanno accompagnato a questo momento, grazie a tutti coloro che il Signore ha chiamato a cooperare per donarvi e farvi dono dei sacramenti dell’iniziazione cristiana.

Abbiamo sentito il Vangelo di Matteo. Passato il sabato all’alba del primo giorno, Maria di Magdala, e Maria vanno a visitare la tomba. È interessante il termine che usa Matteo: in greco, il termine che usa Matteo vuol dire qualcosa di vuoto, vuol dire vuoto. Quindi Maria di Magdala e l’altra Maria vanno a visitare qualcosa di vuoto. Sono convinte che Gesù è morto, che la storia è finita. Vanno a visitare, a vedere, a onorare il corpo di un morto, ma qualcosa che è finito, la storia è finita. Ed è con questo spirito che queste donne vanno e pensano che tutto sia finito.

Questa sera il Signore si dice che il Signore è risorto, è veramente risorto. Abbiamo l’angelo che dice alle donne: non temete. Angelo è colui che annuncia, è colui che viene mandato ad annunciare qualcosa. E cosa fa la parola di Dio in ciascuno di noi? Ci rotola via la pietra, come ha fatto l’angelo, la pietra che ci impedisce di vedere la luce; quando pensiamo che la vita sia tutta chiusa in una grotta, nelle piccole cose della mia vita – con tutto il rispetto per le piccole cose della mia vita – la pietra e non mi fa vedere perchè chiude tutto, la parola di Dio, l’angelo che annuncia la parola di Dio, rotola la pietra. E questo è bellissimo. La parola di Dio, il Signore, ci fa rotolare via la pietra che ci impedisce di fare grandi sogni, di avere grandi ideali, di vedere orizzonti, di non vedere al di là della nostra piccola grotta, di non vedere al di là del proprio naso. E questa sera il Signore ci invita a non temere, a non avere paura e a fidarsi di lui.

E voi catecumeni vi siete fidati del Signore, della sua storia che sta facendo con voi. Nessuno vi ha obbligato a presentarvi questa sera, nessuno. Sentite che il signore vi ha chiamato a questa scelta, a non temere. Dio farà la sua storia, continuerà a fare la sua storia con voi ed è davvero molto bello che abbiate accettato questo invito. Vi siete affidati alle comunità cristiane. È molto bello anche questo, proseguite il cammino nelle comunità cristiane e nostre realtà, nelle nostre associazioni, seguendo quello che è il cammino della Chiesa di Dio che è in Genova. Con tutto quello che c’è di bello, di faticoso, di entusiasmante; è la nostra Chiesa che cammina ed è davvero bello che vi fidiate di questa chiesa.

E questa sera, cari catecumeni, il Signore manda a voi. Voi annunciate il Vangelo con quello che siete, con quello che siete di bello, interessante, con la vostra storia. Siete voi, Gesù manda voi. Con quello che siete, bellissimo anche questo. Chiediamo sempre di imparare lo stupore dell’amore del Signore. Che traccia sentieri sempre nuovi. Sulle nostre strade, per quello che sono, Gesù traccia sempre sentieri nuovi. È questo l’augurio che faccio a voi, cari catecumeni. Ma a tutti voi qui presenti e alle nostre comunità: che sempre sentiamo l’invito a tracciare nuovi sentieri, a tracciare nuovi pensieri in questo nostro mondo, in questa realtà, in questa nostra storia. Il Signore risorto, il Signore è veramente risorto e cammina con noi a tutti voi. Davvero un Santo augurio.

Mons. Marco Tasca

Arcivescovo di Genova

 

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