«L’accettazione dell’ignominia, anche la più estrema»

Omelia pronunciata in Cattedrale nella Liturgia della Passione del Venerdì Santo
07-04-2023

Abbiamo sentito il racconto evangelico della passione di Gesù dove non emerge chiaramente il timbro eroico della sopportazione del dolore, emerge piuttosto l’accettazione dell’ignominia, anche la più estrema. E questo modo di vivere di Gesù ci parla chiaramente, mette in tutto il suo splendore, l’amore con il quale Gesù ci ha amato perché nell’ignominia, custodire l’amore, significa aver ceduto in modo così radicale i propri diritti da far vedere l’unica cosa che muove il cuore di Gesù. A Gesù interessa l’intimità con il Padre e la solidarietà con i fratelli, è questo che gli interessa, e cede in modo radicale i propri diritti.

Mi piace molto la preghiera della Liturgia bizantina che esprimono, a me pare molto bene, i sentimenti che Maria vive in questa situazione. “Gridava la vergine, piangendo a calde lacrime, col cuore trafitto. Oh mia dolce primavera dolcissimo figlio mio dov’è tramontata la tua bellezza? O luce degli occhi miei, dolcissimo figlio mio, come può ora coprirti una tomba? Per liberare Adamo ed Eva io soffro tutto questo. Non piangere madre. Do gloria Figlio mio alla tua somma compassione. Per essa tu soffri tutto questo. Risorgi o datore di vita, dice tra le lacrime la madre che ti ha partorito. Affrettati a risorgere o verbo e dissipa la tristezza di colei che puramente ti ha partorito”. 

 

Mons. Marco Tasca

Arcivescovo di Genova

IL VIDEO DELLA FUNZIONE

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