Storia

Storia

Le origini della presenza cristiana a Genova non sono documentate: secondo la tradizione la prima evangelizzazione fu portata dai Santi Nazario e Celso, discepoli di San Pietro, che, sbarcati sulla spiaggia della Foce, che predicarono la buona novella in buona parte della costa ligure (fig.1). Gli scavi archeologici hanno permesso di identificare la presenza cristiana almeno a partire dalla metà del III secolo, mentre la diocesi sarebbe stata istituita nel IV secolo, subito dopo la pace costantiniana: è infatti citata la presenza del vescovo Diogene (o secondo altri Dionisio) al Concilio di Aquileia, del 381, e nel 451 è citata la presenza del vescovo Pascasio al concilio tenutosi a Milano. Più difficile datare con certezza l’episcopato dei vescovi delle origini, di cui si è conservato il culto: Valentino, Felice e Siro, anche se gli studiosi propendono in maggioranza, per il IV secolo. Tra questi emerge in particolare la figura di San Siro, da cui prende oggi nome la basilica che vide le sue gesta, allora chiamata dei Dodici Apostoli, che è da ritenersi la prima cattedrale di Genova. Anche la sede episcopale di Genova viene chiamata per antonomasia “Cattedra di San Siro”.

Nel 568 i Longobardi occuparono Milano, e l’arcivescovo Onorato, per sfuggire all’arianesimo, si trasferì a Genova, rimasta nell’ambito del potere bizantino. La presenza dei vescovi milanesi è tradizionalmente legata alla chiesa oggi detta del Gesù, conosciuta anche come dei Santi Andrea e Ambrogio; nel 643 San Giovanni Bono ritornò a Milano e le due sedi rimasero così definitivamente separate.

I secoli dell’Alto Medio Evo presentano scarsa documentazione e anche la lista dei vescovi ci è giunta con lacune e incertezze. Ai secoli alto-medievali - anche se gli elenchi rimastici sono posteriori - risale la divisione ecclesiastica della diocesi in pievi, secondo il modello di organizzazione ecclesiastica allora vigente nell’Italia settentrionale, e parte di quella centrale.

Il secolo XI fu un momento cruciale nella storia della città di Genova. Cresce la sua potenza marittima e si moltiplicano i suoi successi contro i saraceni: i rapporti con i musulmani non furono soltanto di guerra, ma anche commerciali e culturali, favorendo l’effervescente sviluppo della città, che in questi decenni si riorganizzò anche dal punto di vista politico. Il secolo si chiuse con la partecipazione dei genovesi alla prima crociata, indetta nel 1096 da Urbano II a Clermont Ferrand. Il personaggio che più emerge in questa spedizione è il genovese Guglielmo Embriaco (- 1102), che si impossessò del celeberrimo “Sacro Catino”, che la tradizione identificò o col vaso usato da Gesù nell’ultima Cena, o con lo stesso Sacro Graal; in quell’anno, dalla città di Myra, un gruppo di fedeli genovesi raccolse le ceneri di San Giovanni Battista, che divennero vero palladio della città (fig. 2). Nel 1118 papa Gelasio II consacrò, anche se non ancora terminata, la Cattedrale di San Lorenzo, che veniva in quegli anni ricostruita in forme romaniche, e nel 1133 Innocenzo II con la bolla Iustus Dominus elevò a metropolitana la sede genovese, sottraendola alla giurisdizione dell’arcivescovo di Milano (fig. 3).

A cavallo fra il XIII e il XIV secolo, la Liguria fu segnata dal passaggio dei “Bianchi”: processioni di pellegrini che avviandosi a Roma per il Giubileo del 1300, si flagellavano pubblicamente, implorando pace e misericordia mentre predicavano conversione e vita evangelica. Questa energia spirituale si incanalò nella istituzione delle Confraternite laicali, che divennero centri importanti di azione religiosa e sociale, sia di mutua assistenza tra i componenti, sia di servizio caritativo a poveri e malati.

La seconda metà del XV secolo è illuminata dalla figura di Santa Caterina Fieschi Adorno (1447-1510), la cui conversione “al Divino Amore” segnò la sua vita tutta rivolta al servizio dei poveri e dei malati, in particolare degli “incurabili” (fig.4). Al suo “cenacolo spirituale”, parteciparono numerosi eminenti cittadini tra cui spicca la figura di Ettore Vernazza (- 1524), che nel 1497 fondò la “Compagnia” o “Oratorio del Divino Amore”. Il XV secolo si chiude con un evento che segnerà profondamente nei secoli seguenti la devozione mariana genovese: l’apparizione il 29 agosto 1490 della Vergine Maria sul Monte Figogna, là dove oggi sorge il Santuario della Madonna della Guardia.

La riforma luterana richiese rinnovate forze e idee per contrastare le nuove tendenze spirituali: il rinnovamento promosso dal Concilio di Trento (1545-1563) fu sostenuto in Liguria con il Concilio Provinciale (1574) (fig. 6) indetto dall’arcivescovo Cipriano Pallavicini (1567-1586), e con la visita apostolica compiuta per autorità pontificia dal vescovo di Novara Francesco Bossio (1500c. – 1584), nel 1582. Il secolo seguente è segnato dalla proclamazione di Maria Regina di Genova: il 25 marzo 1637, il doge offrì alla Santa Vergine i simboli della regalità con la corona, lo scettro e le chiavi della città, segni di autentica devozione e di strategia politica internazionale (fig. 5).

Al Cardinale Stefano Durazzo (1635- 1664) si deve la profonda e definitiva instaurazione della riforma tridentina in diocesi: compì due volte la visita pastorale, indisse nel 1643 un sinodo, istituì il Seminario Diocesano, facendone edificare la sede in via Porta d’Archi, curò l’insegnamento catechetico e la disciplina del clero. Molte furono le fondazioni di religiosi e religiose in tutta la Diocesi.  Nel 1656, Genova fu devastata da una terribile epidemia di peste. Due figure emergono in santità: Santa Virgina Centurione Bracelli (1587-1651), fondatrice delle Brignoline, ed Emanuele Brignole (1617-1678), principale artefice nella costruzione dell’Albergo dei Poveri, uno dei primi e più significativi esempi di come la società dell’epoca affrontasse il fenomeno del pauperismo.

La fine della Repubblica oligarchica segnerà il XVIII secolo, ma i frenetici eventi che vanno dalla rivoluzione francese alla caduta di Napoleone trasformarono definitivamente la situazione politica, sociale e religiosa dell’Europa e muteranno radicalmente anche il volto della chiesa genovese.   Molte furono le soppressioni di istituti religiosi, che furono ricostituiti solo con l’arcivescovo Luigi Lambruschini (1819-1830), che curò anche la formazione del clero. Difficili furono i rapporti con Casa Savoia, con la quale gli arcivescovi seguenti si dovettero confrontare. I fatti del Risorgimento, la diffusione delle idee di Giuseppe Mazzini, la guerra contro l’Austria provocarono una costante crescita di un clima anticlericale.

L’arcivescovo Salvatore Magnasco (1871-1892) si fece promotore di nuove vocazioni sacerdotali, accogliendole volentieri anche dai ceti più umili, in un momento in cui i rapporti con la società civile erano tesi e difficili. In questi anni si distinse la figura di San Francesco Maria da Camporosso, il “Padre Santo” (1804-1866), frate laico cappuccino, vero “padre spirituale” della varia umanità che incontrava (fig.7).

L’ultimo decennio dell’Ottocento vide il governo episcopale di Tommaso Reggio (1892-1901), attivo nell’attività pastorale, e promotore di importanti restauri in cattedrale. Gli anni che seguirono furono segnati dalla difficile convivenza tra le attese del mondo civile e le nomine degli arcivescovi: alla elezione al soglio di Pietro del genovese Benedetto XV seguirono veloci episcopati che dovettero affrontare il primo conflitto mondiale e gli anni della ricostruzione.

Nel 1923 si tenne a Genova il VII Congresso Eucaristico Nazionale (fig.8), durante l’episcopato di Giosuè Signori (1921-23). Importante campo d’intervento fu quello dell’apostolato laicale, soprattutto attraverso l’Azione Cattolica, che pure ebbe molto a soffrire nello scontro col regime fascista negli anni Trenta, periodo in cui si distinsero  numerosi giovani sacerdoti culturalmente preparati e spiritualmente vivi: i futuri cardinali Giacomo Lercaro (1891-1976) e Giuseppe Siri (1946-1987), i futuri vescovi Emilio Guano (1900-1970) e Franco Costa (1904-1977), Monsignor Giacomo Moglia (1891-1976) e Monsignor Mario Righetti (1882-1975) , che fecero di Genova uno dei centri italiani del Movimento Liturgico. Nel campo delle attività caritative sono da segnalare la presenza delle opere assistenziali fondate da San Luigi Orione (1872-1940). In seguito alla grande crisi economica del ’29 sorse l’opera assistenziale diocesana dell’Auxilium (1931), mentre nel 1932 fu costituito l’Apostolato del Mare, con sede a Genova, ma rivolto all’assistenza spirituale di tutti i naviganti italiani.

L’episcopato del gesuita Pietro Boetto (1938-1946) coprì gli anni drammatici della Seconda Guerra Mondiale: il Cardinale si impegnò in prima persona nell’assistenza alla popolazione civile, ai rifugiati, ai perseguitati politici, agli ebrei: per questo fu onorato da Israele col titolo di “Giusto tra le nazioni”, nel 2018. Poco prima di morire gli fu conferita la cittadinanza onoraria con il titolo di “Defensor civitatis” (fig.9). Fondò l’ONARMO, cappellani del lavoro, la cui attività fu fortemente sostenuta dal suo successore, Giuseppe Siri, nominato arcivescovo nel maggio del 1948 da papa Pio XII: il suo lungo episcopato (1946-1987) segnò la vita della Diocesi nelle profonde trasformazioni del dopoguerra, del boom economico, della riforma conciliare, del Sessantotto, degli anni di piombo. Continua fu la sua azione, ispirata ai principi della dottrina cristiana, a favore delle classi lavoratrici e della concordia sociale. Fondò l’UCID Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, segni di una costante interazione della Chiesa con la società civile. Negli anni della ricostruzione post bellica si impegno nella fondazione di oltre cinquanta nuove chiese, favorì l’associazionismo (Azione Cattolica e Scoutismo), e dopo il Concilio Vaticano II, anche con l’accoglienza dei nuovi movimenti (fig.10).

Nel 1950 celebrò il Concilio Provinciale e nel 1956 il Sinodo Diocesano. Negli anni Sessanta costruì il nuovo Seminario Arcivescovile sulle alture del Righi, e nel 1976 promosse la sezione della Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale. Accolse a Genova San Giovanni Paolo II, primo papa a visitare la città dopo Pio VII nel 1815. Gli successe il Cardinale Giovanni Canestri (1988-1995) che avviò le celebrazioni per il V centenario dell’apparizione della Madonna della Guardia, e per questa occasione accolse San Giovanni Paolo II, di nuovo in visita alla città. Promosse la costruzione della missione diocesana genovese a Santo Domingo, durata fino al 2010.

Seguì la nomina del Cardinale Dionigi Tettamanzi (1995-2002), che aveva già svolto numerosi e importanti incarichi ecclesiali ed era un noto teologo, con all’attivo numerose pubblicazioni soprattutto sui temi della famiglia e della bioetica. Mostrò grande attenzione alla dimensione sociale della fede, promuovendo opere di carità e assistenza, quali i centri di ascolto vicariali e la fondazione Santa Maria del Soccorso per le vittime dell’usura. Fu anche avviato il restauro della cattedrale di San Lorenzo per le celebrazioni del grande Anno Santo del 2000, con l’adeguamento liturgico del presbiterio.

Il 10 dicembre 2002 San Giovanni Paolo II nominò arcivescovo metropolita di Genova Tarcisio Bertone, salesiano. Creato Cardinale il 21 ottobre 2003, la sua permanenza a Genova fu breve: il suo successore è stato il Cardinale Angelo Bagnasco (2007-2020) che nel 2016 tenne il XXVI Congresso Eucaristico Nazionale (fig.11) e accolse nel 2008 papa Benedetto e nel 2017 papa Francesco. Nel luglio 2020 gli successe Padre Marco Tasca, dell’Ordine dei Frati minori Conventuali.

Grazia Di Natale
Vice Coordinatore Ufficio Beni Culturali

Bibliografia

Il Cammino della Chiesa Genovese dalle origini ai nostri giorni, a cura di Dino Puncuh, Genova 1999

P. Mauro De Gioia, d.O, Tracce per la storia dell’Arcidiocesi di Genova, in Janua Coeli, Genova per il XXVI Congresso Eucaristico Nazionale, a cura di Grazia Di Natale, UBCE, Genova 2016, pp. 22-51.

Dati statistici

Relativi all'Arcidiocesi

Superficie della diocesi: Kmq 966,74

- Sacerdoti incardinati e residenti in Diocesi: 198

- Sacerdoti incardinati e residenti fuori Diocesi: 12

- Diaconi permanenti: 30

- Vicariati: 22

- Parrocchie: 278

- Rettorie Curate: 2

- Basiliche: 11

- Religiosi in servizio diocesano: 67

- Religiose: 755

- Confraternite: 139

(Dati aggiornati al 26/06/2024)
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