11 ottobre 2026. Inaugurato l’Anno Pastorale

La gioia dell’evangelizzazione, la corresponsabilità nella vita delle comunità e la testimonianza missionaria sono stati al centro dell’apertura dell’anno pastorale 2026-2027 della Chiesa di Genova, domenica 11 ottobre in Cattedrale.

Nel suo intervento, l’Arcivescovo ha invitato a rimettere Gesù Cristo al centro della vita personale e comunitaria, proseguendo il cammino sinodale e passando dall’ascolto all’attuazione. Una Chiesa in cui ciascuno è chiamato a mettere i propri doni a servizio della missione comune, condividendo responsabilità, carismi e ministeri.

La benedizione degli operatori pastorali, l’ammissione agli ordini sacri dei candidati al diaconato permanente e il mandato ai partecipanti alla Scuola Evangelii Gaudium hanno espresso concretamente questa chiamata a camminare insieme. L’Arcivescovo ha indicato nella figura di san Francesco d’Assisi e nell’invito «Va’ e ripara la mia casa» l’orizzonte del nuovo anno: contribuire tutti, senza sentirsi soli, alla vita e alla missione della Chiesa.

La testimonianza di Maddalena Boschetti, missionaria genovese fidei donum ad Haiti da 25 anni, impegnata accanto ai bambini con disabilità e alle loro famiglie. Raccontando l’esperienza dell’«Azione Gasmi», nata per sostenere i bambini più fragili e le loro famiglie e cresciuta fino alla realizzazione di un centro di riabilitazione ed educazione speciale, ha condiviso i tre doni che ha voluto portare alla Chiesa genovese: pace, fraternità e unità.

«Da un Paese in guerra io vi porto un dono di pace», ha detto, invitando a custodirla. E ha ricordato come proprio i bambini più fragili siano diventati le bussole della missione: «Se li seguiamo, se li aiutiamo a guidarci, ci portano a costruire una vita degna di essere vissuta».

Leggi qui il testo dell’intervento dell’Arcivescovo

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Scarica in allegato il testo del discorso di Maddalena Boschetti

 

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