‘Tu es Petrus’: a Palazzo Ducale molto partecipata la serata in vista della visita del Papa

Sale l'attesa, Papa Francesco sarà a Genova tra poche settimane. A Palazzo Ducale venerdì 5 maggio la Sala del Maggior Consiglio era gremita per la serata in preparazione alla visita di sabato 27 maggio. 
Il Cardinale Severino Poletto, Arcivescovo Emerito di Torino, e il giornalista Umberto Folena, capo redattore di Avvenire, hanno fornito delle riflessioni sulla figura del successore di Pietro da due punti di vista differenti, il primo di stampo teologico, il secondo più attento all'aspetto umano del pontefice; entrambe orientate a sottolineare come la visita del Papa non deve essere vissuta come un evento di cronaca cittadina, ma soprattutto di grazia: Francesco viene per confermare la fede dei genovesi e per riscaldare i cuori di coloro che ne sono lontani.  'Papa Francesco nella continuità del ministero di Pietro' è stato il tema della relazione del Cardinale Poletto, che ha detto all'inizio del suo intervento: “Il Signore stesso visita la vostra città attraverso la presenza di Papa Francesco. Il suo stile, sia con i governatori delle nazioni sia con i più piccoli e poveri, deve saper farci andare oltre la presenza per arrivare al Signore Gesù'”; fin da subito Gesù ha avuto un'attenzione particolare nei confronti di Pietro per prepararlo al futuro ministero, anche se l'apostolo non è sempre stato all'altezza della situazione. Ma che cosa il Signore vuole che il Papa faccia per lui? Una riflessione importante quella del Cardinale Poletto, che ha aiutato a evidenziare i compiti di tutti i pontefici, indipendentemente dall'epoca storica, dalla provenienza e dalla personalità di ciascuno, anche aiutando a capire che cosa i fedeli possono fare per lui.
Il primo compito è quello di garantire la verità oggettiva dei contenuti di fede riguardanti la salvezza eterna; il Papa gode del dono dell'infallibilità nell'esercizio del suo magistero solenne su problemi di fede e morale: ciò che afferma deve essere quindi accettato come insegnamento autorevole che viene dal Signore. 
Ma il credente deve ascoltare e obbedire al Papa sempre e non solo quando parla di verità importanti attraverso il magistero. 

Al Papa insomma bisogna credere e obbedire se ci si definisce cristiani, la critica non è accettabile se tesa a distruggere e mettere in cattiva luce la figura del successore di Pietro.
Secondo compito affidato da Dio al Pontefice è garantire la comunione tra cristiani e con tutta la comunità: l'ecumenismo è sempre stato un impegno importante per tutti i papi, ma l'impegno per ricucire i rapporti tra i fratelli separati ha subito un'accelerazione dopo il Concilio Vaticano II. 
Terzo e ultimo impegno sottolineato dal Cardinale Poletto è quello di garantire e realizzare la testimonianza e la coerenza di vita con il Vangelo: non si tratta soltanto della testimonianza eroica dei martiri, ma anche di quella di autentica vita cristiana che tutti i fedeli devono dare nei diversi ambienti di vita, perchè la testimonianza è una forza capace di cambiare il mondo.  
Il Cardinale Poletto al termine del suo intervento ha lanciato un invito ai presenti: “Una volta terminata la visita di Francesco a Genova, ciascuno deve sentirsi chiamato a un impegno concreto per migliorare la sua fede e testimonianza di vita cristiana”.
Umberto Folena ha attirato l'attenzione dei presenti con una relazione particolarmente vivace fatta anche di aneddoti personali. 
Il caporedattore di Avvenire ha strutturato il suo intervento su un originale parallelismo tra Ercole e Francesco, chiamati entrambi ad affrontare sette fatiche, soltanto che nel primo caso si è trattato di un'imposizione di una sola volta, nel caso del pontefice si tratta invece di prove quotidiane e continue destinate a non finire mai. 
Niente paura però, perchè a ogni fatica corrisponde anche una gioia! 

Interessante passare in rassegna le sette fatiche di Francesco immaginate da Folena. La prima è l'essere di tutti: Francesco carica su di sè le gioie e le fatiche di tutti i fedeli, anche di coloro che non lo apprezzano. Dovrebbe sforzarsi di piacere a tutti? 
La fatica semmai secondo Folena deve essere quella di farsi comprendere da tutti. 
La gioia corrispondente è quella di essere padre e guida per tante persone che aspettano la sua parola.
La seconda fatica è quella di essere chiamato ogni giorno a prendere mille decisioni che devono essere per forza giuste. Le conseguenze di una scelta sbagliata del Papa sono mille volte più gravi di quelle che può provocare la scelta di un comune fedele, al Pontefice non viene perdonato nulla: “Credo che quando Francesco chiede di pregare per lui – ha detto Folena – lo faccia anche perché possa essere capace di prendere decisioni giuste”. 
La gioia corrispondente è quella di ricevere una grazie inaspettato e disinteressato per qualcosa che non ti sembra nemmeno di avere fatto.
Terza fatica è quella di mettere le persone giuste al posto giusto, anche in questo caso attraverso scelte azzeccate; in questa operazione nemmeno il Papa può dirsi infallibile. La gioia  corrispondente è scoprire di aver dato fiducia a chi è rimasto nel buio magari per tanto tempo per poi scoprirlo come campione! La gioia insomma è quella di valorizzare tesori e talenti inaspettati.
Quarta fatica è sopportare i fratelli molesti, ovvero i provocatori, resistendo all'impulso umanissimo di reagire. Folena ha sottolineato a questo proprosito come le critiche al Papa siano oggi talvolta mirate a mettere in crisi l'unità della Chiesa. 
La gioia corrispondente, che potrebbe essere non immediata, è quella di sentirsi chiedere un giorno scusa.
Quinta fatica è l'impossibilità di condurre una vita 'normale', godendosi ad esempio la famiglia o gli amici. 
La gioia corrispondente è quella che banalmente il Papa può provare quando riesce davvero a vivere un momento di normalità, senza farsene accorgere da nessuno naturalmente.
Penultima fatica del Papa è pregare; può succedere anche al Papa, sommerso di pensieri e fatiche, di non pregare abbastanza e con gioia. 
La gioia corrispondente è sapere, e qui tutti i fedeli sono interpellati, che c'è qualcuno che prega per te, e magari in alcuni momenti al posto tuo!
L'ultima fatica illustrata da Folena è quella di cambiare radicalmente la propria vita, oltretutto in un'età in cui generalmente un uomo si gode la vecchiaia e il tempo riconquistato per sè. 
La gioia corrispondente è sapere che si può servire sempre e che ci sono tante persone che ripongono nel Papa fiducia e speranza. Il vero potere sta nel servizio.
La serata è stata allietata dai canti della Cappella della Cattedrale. 
L'Arcivescovo è intervenuto alla fine per dire il suo grazie ai relatori che hanno aiutato la diocesi a proseguire il suo cammino verso la visita di Francesco. 

Laura Ferrero

 

GUARDA IL VIDEO INTEGRALE DELLA SERATA ‘TU ES PETRUS’