Prosegue il Triduo dedicato a San Giovanni Battista. Lunedì 22 giugno in Cattedrale Mons. Fully Doragrossa ha celebrato la S. Messa serale e nell’omelia ha invitato i fedeli a riscoprire il significato del deserto nella vita cristiana come luogo di conversione, ascolto e discernimento.
Partendo dal Vangelo del giorno e dalla figura di Giovanni Battista, Don Fully ha sottolineato come il precursore di Cristo abbia vissuto e annunciato la conversione proprio nel deserto, facendone uno spazio privilegiato di incontro con Dio. “Il deserto non è una fuga dalla realtà – ha affermato – ma un luogo che ci aiuta a ritrovare l’essenziale, a fare silenzio e ad ascoltare in profondità ciò che il Signore vuole dirci”.
Ha richiamato alcuni spunti contenuti nella lettera Magnifica Humanitas di Papa Leone, soffermandosi su tre temi particolarmente attuali: la verità, il lavoro e la libertà. Riguardo alla ricerca della verità, don Doragrossa ha evidenziato le sfide poste dalla società contemporanea e dalle nuove tecnologie: “Viviamo in un tempo in cui facciamo sempre più fatica a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Giovanni Battista ci ricorda che la verità si incontra nel silenzio e nell’ascolto profondo”.
Un invito, quindi, a riscoprire momenti di distacco dal continuo flusso di informazioni e stimoli digitali: “Abbiamo bisogno di fare deserto anche oggi, di imparare a stare disconnessi per recuperare la capacità di pensare con la nostra testa”.
Il secondo tema affrontato è stato quello del lavoro. Richiamando l’esperienza del popolo d’Israele liberato dalla schiavitù, don Doragrossa ha invitato a interrogarsi sul significato del proprio operare quotidiano e sulle nuove forme di esclusione e sfruttamento che possono emergere nel mondo contemporaneo. Infine, la riflessione si è concentrata sulla libertà, descritta come uno dei grandi doni che il deserto insegna a custodire. “Giovanni Battista ci richiama a una sete di libertà autentica – ha spiegato –. Per essere davvero liberi dobbiamo custodire la nostra capacità di pensare, discernere e mettere al centro il Signore Gesù”.
Concludendo l’omelia, don Doragrossa ha ribadito che l’esperienza del deserto rimane una proposta attuale per ogni credente: “Andare nel deserto non significa allontanarsi dalla vita, ma prepararsi ad affrontarla meglio. È lì che possiamo ritrovare le energie per costruire una società più umana e, come dice la Bibbia, far fiorire anche il deserto”.
IL VIDEO DELL’OMELIA
