Tre nuovi sacerdoti per la diocesi – Celebrazione trasmessa in diretta su Telepace 3 – canale 115 e in replica in serata

Domenica 24 maggio 2015 alle ore 16.00 in Cattedrale saranno ordinati tre nuovi presbiteri per la diocesi: Don Massimo Dellera, Don Paolo Costa, Don Matteo Paolo Conte.

La celebrazione sarà trasmessa in diretta su Telepace 3, al canale 115. In replica su Telepace 4, canale 218, alle ore 21.00

Ecco i loro profili biografici

Sono cresciuto in una famiglia che mi ha educato alla fede fin da bambino ed ho vissuto, prima di entrare in seminario, un’esperienza di vita come tante. Mi sono diplomato all’Istituto Tecnico Industriale “Don Bosco” di Sampierdarena nel 1998 e dopo aver frequentato il corso di Ingegneria Biomedica dell’Università degli Studi di Genova, ho iniziato a lavorare come consulente informatico e sviluppatore di software, prima come dipendente di una società, poi come piccolo imprenditore. Il primo germe della mia vocazione è nato in casa: ho uno zio, don Paolo Lastrego, che è sacerdote e vive in Cile, dove ha speso la sua vita al servizio di Dio e dei fratelli. La sua figura ha sempre suscitato in me una certa ammirazione e alla fine della terza media mi sono chiesto se il Signore volesse da me una cosa simile. Con l’aiuto di alcuni sacerdoti e dei miei genitori, scelsi di non intraprendere subito la strada del seminario, per approfondire meglio il disegno che il Signore aveva per me. Sono serviti 15 anni di crescita e numerose esperienze formative e personali (gli scout, gruppi di servizio e preghiera, la ragazza, il lavoro…) per poter compiere questa scelta con una maggiore consapevolezza. Il Signore, con molta pazienza, mi ha guidato lungo tutta la strada! 
Guardandomi indietro penso a tutto ciò che mi è stato donato: tanta vita vissuta, tante esperienze, tante persone che mi hanno accompagnato, educato, formato, amato…In tutto questo c’è la mano autorevole di Dio Padre che mi ha guidato, lasciato libero, e anche un po’ scosso in alcune particolari occasioni, necessarie a fortificarmi e ad interrogarmi sul mio rapporto con Lui.
Dopo i 6 anni di formazione in seminario, faticosi, intensi, belli e profondi, l’8 giugno scorso ho ricevuto il dono dell’ordinazione diaconale, pronunciando il mio “si” definitivo di accoglienza della vocazione che il Signore mi ha donato. In questo anno ho avuto la possibilità di crescere ulteriormente attraverso alcuni incarichi che mi sono stati affidati dal nostro arcivescovo: ho collaborato con Mons. Cavallero, per le molte esigenze e attenzioni che richiede la vita del Seminario ed ho affiancato Mons. Anselmi nella cura della neonata comunità vocazionale residenziale presso la parrocchia di S. Maria delle Vigne. Ho anche aiutato Mons. Doldi nell’altra nuova esperienza vocazionale diocesana chiamata “Comunità Seguimi”, che un giorno alla settimana consente ai ragazzi delle scuole superiore di approfondire meglio il tema della vocazione sacerdotale. Alla vigilia dell’ordinazione presbiterale ringrazio il Signore di quanto ha fatto in tutta la mia vita e particolarmente di avermi chiamato a zappare la terra della Sua vigna. Ci saranno giorni duri e faticosi, calli nelle mani, sudore, vento e pioggia, ma fede garantisce di non essere abbandonati e diretti nel cammino verso di Lui, insieme a tanti fratelli e sorelle. E per quante attenzioni possano gli uomini dare, i frutti della vigna sono sempre e solo opera di Dio.
Per questo chiedo a voi di pregare per me e per i miei compagni, perché nonostante i limiti, il carattere, i lati negativi di cui dobbiamo comunque prenderci cura per migliorare, possiamo mostrare al molto il volto gioioso della nostra fede, la speranza data dal vivere uniti a Cristo, l’amore operoso che il Padre ha dato a tutti i suoi figli con il dono di se stesso. 

don Matteo Paolo Conte

Sono don Paolo Costa e sono nato a Genova ventinove anni fa, primo di due fratelli; provengo dalla parrocchia di San Francesco d’Albaro, benché abbia svolto il percorso del catechismo e abbia ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana presso la parrocchia di Sant’Antonio in Boccadasse. Dopo la cresima continuai a frequentare i gruppi parrocchiali, svolgendo alcuni servizi di aiuto nel catechismo e con i ministranti. 
 Negli anni del Ginnasio – ho, infatti, frequentato le scuole superiori presso il Liceo Classico Andrea D’Oria – per la prima volta iniziai a percepire un’attrazione per la vita sacerdotale, ma questo pensiero “vocazionale” e l’impegno nella vita spirituale non durarono molto e negli anni centrali del Liceo mi allontanai dalla frequenza ai sacramenti e dalla vita parrocchiale. Nell’ultimo anno del Liceo, con un dono di grazia inatteso, si accese in me un vivo senso della presenza del Signore in un modo nuovo e fino ad allora non sperimentato. Questa esperienza mi scosse molto e riaffiorò con una caratura nuova e più radicale il pensiero del sacerdozio. Venni accompagnato e incoraggiato in questo cammino di discernimento da alcuni sacerdoti verso i quali è grande la mia gratitudine e riconoscenza: è per me doveroso ricordare Mons. Luigi Palletti e Mons. Nicolò Anselmi. Dopo l’esame di maturità, nel 2004, pur avendo pensato di entrare subito in Seminario, decisi di iniziare l’Università, anche per consolidare e verificare la scelta, e mi iscrissi alla Facoltà di Giurisprudenza. Negli anni dell’Università ho avuto il dono di un ricco percorso spirituale e di servizio presso il Centro diocesano di pastorale giovanile.
Nel 2008 fui ammesso al Seminario Maggiore e l’anno successivo, dopo essermi laureato in Giurisprudenza, ho iniziato gli studi teologici. Nei sei anni di seminario molte sono state le fatiche inaspettate, ma ben più grandi i doni insperati nella relazione con il Signore, nella vita fraterna, nello studio e nei servizi in Seminario e nelle parrocchie. 
Nelle comunità a cui sono stato inviato (S. Teresa in Albaro, SS. Cosma e Damiano a Prato, SS. Andrea e Ambrogio a Cornigliano, S. Giovanni Battista della Costa di Rivarolo) ho conosciuto e imparato molto dai parroci, ho avuto la gioia di condividere un tratto di cammino con molti gruppi parrocchiali giovanili e di approfondire con passione il metodo scout in alcuni gruppi (Genova 23 e 56), dai quali ho ricevuto assai di più di quello che potessi e sapessi dare. 
In parrocchia tante persone semplici e buone mi hanno voluto bene, con la genuinità della loro esperienza di fede, e ciò mi ha aiutato ad aprirmi al dono che il Signore mi ha fatto un anno fa con l’ordinazione diaconale.
In quest’ultimo anno la benevolenza sovrabbondante del Signore e della Chiesa si è manifestata nei primi servizi che il Cardinale mi ha chiesto di compiere, nominandomi suo Segretario particolare e contestualmente inviandomi a Roma per frequentare i corsi per la Licenza in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico, come alunno dell'Almo Collegio Capranica. 
La gratitudine per questi anni, in questo momento benedetto dalla grazia di Dio, si rivolge ancora una volta e volentieri alla mia famiglia, al Cardinale Arcivescovo, ai Superiori di Genova e di Roma, ai miei compagni di Seminario e di Collegio e ai preziosi collaboratori della Segreteria Arcivescovile e si unisce alla richiesta di accompagnarmi con la vostra preghiera.

don Paolo Costa

Mi chiamo Massimo sono di origine milanese e questo non so se è proprio un punto a mio favore. Ho trentatre anni e sono laureato in Scienze del turismo all'Università Bicocca di Milano. Sono entrato nei Carmelitani Scalzi della Liguria nel 2006,  da quel momento ho vissuto in questa terra che ho imparato con il tempo ad amare e a sentirmi come a casa. Nel 2012 in accordo con i superiori ho deciso di fare il passaggio dal Carmelo alla Diocesi e devo dire che è stata una decisione felice.  In questa nuova realtà diocesana ho trovato tante persone dal cuore grande che mi hanno accolto e con la loro pazienza e il loro affetto mi hanno fatto crescere. In seminario in questi anni ho trovato un clima fraterno e allegro, un luogo abitato da compagni che amano veramente il Signore Gesù e che desiderano seguirlo donandogli la vita. Quando inizi il cammino non sai se la strada che scegli è quella giusta e a volte buttarsi non è facile ma cammin facendo capisci che non sei solo ma che il Signore è con te e ti dice di non avere paura. Gesù ci vuole veramente felici dobbiamo pregarlo di indicarci la via da seguire per raggiungerla. La nostra vocazione è proprio questo progetto di felicità che Gesù ha su di noi. Il Signore riesce veramente  a colmare la sete di amore che abbiamo nel cuore basta avere fiducia in Lui e lasciarsi amare da Lui. Mi viene spontaneo dire a tutti quei ragazzi che magari pensano di diventare sacerdoti: non fatevi fermare dalle paure o dai dubbi, ne abbiamo tutti, ma affrontate seriamente questa intuizione perché può essere quella giusta. La diocesi propone vari cammini che hanno proprio lo scopo di aiutavi sfruttate questa opportunità, ne va della vostra felicità. 
Vi posso garantire che è proprio vero che il Signore da il centuplo a chi si affida totalmente a Lui. Dopo due anni trascorsi a Pontedecimo  a fianco di Don Paolo Micheli, l'Arcivescovo mi ha destinato alle parrocchie di San Marcellino in via Bologna e a Granarolo. Due realtà molto diverse ma che mi hanno donato e fatto crescere tanto. 

don Massimo Dellera