Scuole paritarie, Stato inadempiente

Il tema della parità scolastica è stato al centro anche dell’ultimo incontro di Cattedrale Aperta. “La questione educativa – ha detto nella sua relazione Maria Grazia Colombo, Past President AGESC – è problema importante per le famiglie, sono importanti il lavoro, l'equità fiscale ma l'educazione è sentita dai genitori tutti, sia di scuola statale che paritaria,come una questione grave. Si parla giustamente di emergenza e quindi di sfida educativa . La famiglia quale prima cellula della società e soggetto sociale che precede lo stato è in prima linea. Chiede aiuto in modo drammatico, a volte in modo esplicito a volte nel silenzio in una solitudine educativa preoccupante. Sente la responsabilità educativa riconosciuta anche dalla stessa Costituzione ma è profondamente smarrita.  C'è una confusione anche nel nostro mondo cattolico riguardo il concetto corretto di scuola, di sistema scolastico, di scuola statale, paritaria”.
“I pubblici poteri, a cui incombe la tutela e la difesa della libertà dei cittadini – ha detto a sua volta il Card. Peter Erdö, Presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee –  nel rispetto della giustizia distributiva debbono preoccuparsi che le sovvenzioni pubbliche siano erogate in maniera che i genitori possano scegliere le scuole per i propri figli in piena libertà, secondo la loro coscienza”. Queste affermazioni sono in rapporto diretto con quanto era già stato scritto nella Dichiarazione dei diritti umani del 1948, dove si scrive che “i genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli” (art. 26, §3).
A chiusura dell'incontro il Card. Bagnasco ha evidenziato l'arretratezza dell'Italia in merito alla reale equiparazione tra scuole statali e paritarie. Il diritto del sostegno pubblico alla scuola paritaria e alla libera educazione, “e' un atto di giustizia, che nel nostro Paese, libero e democratico, e' ancora profondamente negato”. 

 

Nel nostro Paese, persiste una “grave discriminazione per cui da un lato si riconosce la libertà educativa dei genitori, e dall'altro la si nega nei fatti, costringendoli ad affrontare pesi economici supplementari”. È il grido d'allarme del cardinale Bagnasco in un passaggio della prolusione al Consiglio Permanente della CEI, che ha ricordato che la Chiesa “ha nel suo Dna la missione di evangelizzare e di educare”, e che “il compito educativo oggi è una missione chiave”, come dice Papa Francesco. 

Ogni anno, chiudere delle scuole cattoliche rappresenta “un documentato aggravio sul bilancio dello Stato, un irrimediabile impoverimento della società e della cultura, e viene meno un necessario servizio alle famiglie”. 
E proprio “per sostenere l'importanza decisiva della scuola tutta, dell'educazione e della libertà educativa”, i vescovi italiani hanno promosso “un evento pubblico” per il 10 maggio in piazza San Pietro, al quale Papa Francesco “ha dato non solo la sua approvazione, ma ha assicurato la sua personale presenza”.