Sacerdoti, per il popolo di Dio

C ome da tradizione, dopo il giorno dell'Epifania, abbiamo iniziato e vissuto un tempo di grazia per noi, presbiterio più giovane, per stare attorno al Cardinale Arcivescovo e passare i momenti di queste giornate insieme. Durante queste giornate trascorse a Roma, da martedì 7 a sabato 11 gennaio, gli eventi che abbiamo vissuto sono stati molti e vari. Il mercoledì abbiamo partecipato all'Udienza Generale di Papa Francesco in Piazza San  Pietro, al pomeriggio abbiamo visitato il museo di Propaganda Fidei e siamo andati poi alla chiesa Trinità dei Monti; in serata abbiamo incontrato la giornalista Costanza Miriano: parlandoci dei libri che ha scritto e delle reazioni suscitate  ci ha trasmesso il suo entusiasmo per la fede e  l'amore per la sua famiglia.
Il giovedì siamo stati guidati dalla passione e dalla fede di don Andrea Lonardo, responsabile dell'Ufficio catechistico della diocesi di Roma, sia nel l'accompagnarci nei luoghi dove Pietro ha dato la vita per Cristo che nel sentirlo, alla sera, sul tema della catechesi: trasmettere in modo vivo, preparato, ma gioioso, la fede in Gesù Cristo, senso della nostra chiamata e vita sacerdotale. 
Il venerdì abbiamo celebrato la S. Messa in San Pietro (qui abbiamo rinnovato la nostra professione di fede ricordando tutti i sacerdoti della Diocesi). Successivamente abbiamo  incontrato e salutato il Card.  Tarcisio Bertone e il Card. Domenico Calcagno. 
Dopo molte visite e ritmi vivaci è arrivato anche il tempo per un pomeriggio lasciato per un momento personale, dove ognuno potesse visitare i luoghi sacri a lui cari. Alla sera il pensiero era rivolto all'evento più atteso: la concelebrazione con il Santo Padre a Santa Marta per sabato 11 alla mattina. La figura di Papa Francesco, la sua presenza semplice, umile e forte allo stesso tempo, e le sue parole nell'omelia sono rimaste scolpite nel nostro cuore e, caratteristica propria della fede e della trasmissione della fede, il nostro volto è divenuto luminoso e pieno di gioia. A questo riguardo riporto le parole di un addetto ai luoghi della Casa Santa Marta: 'vi ho visto entrare attenti, concentrati, e vi ho visto uscire con il sorriso e il volto gioioso'. 
Si, il nostro volto è diventato gioioso per aver incontrato ed ascoltato le parole del Papa: “Noi sacerdoti abbiamo tanti limiti: siamo peccatori, tutti. Ma se andiamo da Gesù Cristo, se cerchiamo il Signore nella preghiera – la preghiera di intercessione, la preghiera di adorazione – siamo buoni sacerdoti, benché siamo peccatori. Il nostro rapporto con Gesù Cristo, rapporto di unti per il suo popolo cresca in noi ogni giorno di  più”.
Il nostro grazie per questa settimana va al Cardinale Arcivescovo che, come pastore infaticabile, continuamente ci sollecita alla fraternità tra di noi, fraternità che non nasce da simpatie, sintonie, ma dalla paternità di  Dio. Fraternità che ha possibilità di crescere con un tempo dilatato come questa settimana, ma che cresce ordinariamente con il saperci tutti, li dove ognuno è, dietro al Signore e il ritrovarci agli appuntamenti di vicariato e diocesani.  
Grazie al Santo Padre che con umiltà e gioia ha chiesto a noi preghiere per lui, mentre nel nostro cuore era vivissimo il desiderio di abbandonarci alla sua preziosa intercessione. Un grazie da parte mia, ma credo di condividere un sentimento unanime, grazie per la presenza di ognuno, che è sempre un dono mai scontato.
Rientriamo in Diocesi dopo il saluto del Papa  e chiediamo al Signore di far maturare, crescere e trasmettere la gioia della fede che abbiamo ricevuto e condiviso.
 

Don Rosario Fazio