S. Messa per l’anniversario dell’alluvione a Borgo Incrociati. Mons. Doldi: “Qui si è toccata con mano la tanta solidarietà dei genovesi”

“Si compie un anno da quando l’alluvione ha fortemente colpito la nostra città. Vogliamo pregare per chi ha sofferto in questa occasione, per chi ha perso la vita, e vogliamo anche riconoscere il tanto bene che si è manifestato in quella circostanza. Davvero c’è stata una prova di solidarietà, perchè da tutte le parti hanno guardato verso queste zone, preoccupandosi che nessuno si sentisse  solo e offrendo, come era possibile, un primo aiuto. Raccogliamo tutte queste intenzioni nella celebrazione eucaristica e le mettiamo nelle mani di Dio”. Con queste parole Mons. Marco Doldi, Vicario Generale, ha iniziato la celebrazione della S. Messa che ha presieduto lo scorso 10 ottobre nella Chiesa dei Diecimila Martiri Crocifissi in Via Canevari per il primo anniversario dell’alluvione che ha colpito Genova nel 2014, devastando in modo particolare il quartiere di Borgo Incrociati.
Dopo un anno le ferite sono ancora evidenti in questa parte di città, perché non tutte le attività  hanno ripreso il proprio lavoro, come ha ricordato il parroco Don Mario Leonardi, che ha concelebrato la S. Messa insieme con Mons. Marino Poggi, Direttore della Caritas diocesana e con Don Erasmo Magarotto, Vicario territoriale di San Fruttuoso.
“In questa celebrazione – ha detto Don Leonardi – vogliamo pregare per Antonio Campanella, che nella piena del Bisagno ha perso la vita, e per questa comunità parrocchiale che ha saputo stare unita nel momento della difficoltà”. “Ma non dimentichiamo – ha continuato – che le problematiche esistono ancora. Con i fondi prontamente stanziati dalla Cei e dalla Caritas diocesana sono stati  aiutati tanti esercenti, ma c’è ancora molto da fare: dobbiamo ancora tutti insieme rimboccarci le maniche nella preghiera e nella carità”.
“Non a caso siamo qui nella parrocchia di Borgo Incrociati  – ha detto Mons. Doldi nell'omelia – perché questa parrocchia è stata centro di solidarietà durante i giorni tristi dell’alluvione. Attorno a questa parrocchia si sono intensificati gli sforzi di persone che non hanno pensato a se stesse, ma che in quella circostanza hanno pensato agli altri e si sono presi cura di chi era nel bisogno. Come non vedere in questo una risposta alla parola di Dio?”. 

La solidarietà della Chiesa genovese in quest’anno non è certo mancata: ha infatti prontamente sostenuto con aiuti economici e con attenzione pastorale i cittadini colpiti nelle loro case e nelle loro attività lavorative. Oltre al milione di euro stanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana, la Caritas diocesana, in collaborazione con i Centri di Ascolto vicariali, ha censito i bisogni e ha destinato le offerte ricevute a 173 famiglie (oltre 535 mila euro), a 290 esercenti (oltre 644 mila euro), a 15 strutture sociali e socio-pastorali (oltre 168 mila euro); ha riservato 50 mila euro come fondo di garanzia presso la Fondazione Antiusura “S. Maria del Soccorso” e la Commissione Emergenza Famiglie per le situazioni di grave difficoltà economica che non potevano accedere a normali prestiti bancari o che erano a rischio usura. Infine, ha avviato ‘servizi segno’ nelle zone colpite dall’alluvione, che vogliono essere un contributo alla riattivazione sociale, con il coinvolgimento dell’intera comunità ecclesiale del territorio. Tra gli altri: gli alloggi sociali presso la Maddalena in Centro Storico, un centro distribuzione viveri a Voltri, la Mensa di S. Quirico in Valpolcevera di prossima apertura, le paratie antiallagamento per i negozi di Borgo Incrociati.