S. Messa per il Cardinale Boetto, Giusto tra le Nazioni. Il Card. Bagnasco nell’omelia: “Un grande della storia”

In Cattedrale lo scorso 2 marzo è stata celebrata dall’Arcivescovo una S. Messa in suffragio di un suo predecessore, il Cardinale Pietro Boetto, che fu alla guida della diocesi di Genova dal 1938 al 1946. Erano presenti la dott.ssa Fiamma Spena, prefetto, l’assessore Pietro Piciocchi, in rappresentanza del sindaco Bucci, il Comandante provinciale dei Carabinieri Col. Riccardo Sciuto, il Comandante Regionale della Guardia di Finanza Generale Nisi.
‘Un grande della storia’: così il Cardinale Bagnasco ha definito il Cardinale Boetto nell’omelia per la sua opera di salvezza a favore di Genova e a favore degli ebrei. In anni terribili in cui il male sembrava non avere limite, dove la guerra, la dittatura, il totalitarismo impazzavano sconvolgendo la vita delle persone, un germoglio di bene cercava di porre rimedio a una tragedia così grande. Tra coloro che cercavano di far prevalere il bene nonostante tutto, vi era il Cardinale Boetto: la sua decisiva opera di mediazione con le autorità tedesche che occupavano Genova per evitarne la distruzione, grazie soprattutto al rapporto che instaurò con il generale Guenter Meinhold, gli valsero il titolo di ‘Defensor Civitatis’. Non appena colui che era stato il suo Vescovo ausiliare, Mons. Giuseppe Siri (che ebbe un ruolo determinante nel sostegno all’opera del suo predecessore), divenne Arcivescovo di Genova nel 1946, volle che in San Lorenzo fosse eretto un monumento in onore del Cardinale Boetto.
Oggi si può gioire, ha ricordato ancora nell’omelia il Cardinale Bagnasco, per un secondo importante riconoscimento che è stato assegnato al Cardinale Boetto, quello di ‘Giusto tra le nazioni’; il suo nome sarà, infatti, inciso nel Muro d’onore del Giardino dei Giusti a Gerusalemme: “La Chiesa genovese viene ancora una volta riconosciuta – ha detto Bagnasco – nella sua opera di ricovero e sostegno ai tanti fratelli ebrei che in quegli anni bui erano braccati da ogni parte in onore di una visione disumana”. Il ‘Cardinale degli ebrei’ non agì da solo, ma grazie alla collaborazione di un gruppo di sacerdoti che lo seguirono, anche a costo di essere incarcerati. Un riconoscimento che arriva a un quarto figlio della Chiesa genovese, dopo Mons. Francesco Repetto (segretario particolare di Boetto), Mons. Carlo Ivo Salvi e Mons. Emanuele Levrero. Alla S. Messa in Cattedrale per il cardinale Boetto era presente la signora Anna Maria, sorella di Mons. Repetto, che conserva ancora documenti e ricordi indelebili dell’opera del fratello.
Ma da dove il Cardinale Boetto traeva la forza per un’azione così determinata negli anni terribili in cui guidò la diocesi genovese? Dal suo desiderio di essere sempre sacerdote e pastore: “Il suo volto lasciava trasparire una pace di fondo che a volte poteva apparire temeraria – ha ricordato ancora nell’omelia il Cardinale Bagnasco -; essa non proveniva dal suo buon carattere, ma dall’intima unione con Dio. In qualunque impresa, voleva essere solo e tutto prete: sempre. Per ogni questione che il dovere di Pastore gli imponeva, l’altare doveva essere il punto di partenza e il punto di arrivo. E così insegnava ai suoi sacerdoti.”.
Al termine della celebrazione, il Cardinale ha reso omaggio e ha benedetto il monumento funerario del suo illustre predecessore che si trova nella navata destra della Cattedrale. L’onorificenza di ‘Giusto tra le nazioni’ al Cardinale Boetto è stata l’occasione per una nuova pubblicazione (fortemente voluta dal Cardinale Bagnasco) sulla sua figura di Pastore eroico; il libro ‘Pietro Boetto – Giusto tra le nazioni’, a cura de Il Cittadino, è disponibile presso la redazione de Il Cittadino o presso la libreria San Paolo al costo di Euro 10,00.

Laura Ferrero
Leggi il testo integrale dell'omelia del Cardinale Bagnasco