Religiosi chiamati a portare l’abbraccio di Dio nelle “periferie” del mondo

Lunedì 2 febbraio è stata celebrata la 19esima Giornata mondiale della Vita Consacrata.
A Genova religiosi e religiose di tutti gli Ordini presenti in Diocesi si sono ritrovati in Cattedrale dove è stata celebrata la S. Messa presieduta dal Cardinale Arcivescovo
All’inizio della celebrazione c’è stata l’accensione e la benedizione dei ceri e delle candele poichè la ricorrenza liturgica era quella della presentazione al Tempio di Gesù; in questo giorno la Chiesa celebra la festa della Candelora e si benedicono le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”.
Padre Gabriele Maria Gallotti, delegato arcivescovile per la vita consacrata, all’inizio della S. Messa, ha rivolto all’Arcivescovo il saluto a nome di tutti i religiosi e religiose presenti, sottolineando che nell’anno dedicato alla vita consacrata i consacrati porgono “l'orecchio alla sollecitudine del Santo Padre il quale ultimamente ha additato per noi consacrati un pericolo da cui stare in guardia: è un pericolo antico e nuovo che attanaglia l'uomo fin dall'Eden. Si tratta della mondanità”.
Il Cardinale Bagnasco, nell’omelia, ha invitato i religiosi a “continuare con generosità e fiducia le vostre opere, ma in modo particolare vi prego: aiutateci a riconciliarci con Dio! Il ministero della confessione è preziosissimo, è ministero di riconciliazione e di consolazione: tutti si sentano impegnati in questo ministero perché sia continuo, certo, discreto”.
Alle religiose ha raccomandato di “non temere, a non scoraggiarvi mai, a scorgere sempre il volto di Gesù nei molti volti che incontrate. Vi incoraggio a continuare ad essere segno della tenerezza di Dio, una carezza della maternità di Maria. Il mondo ha tanto bisogno di tenerezza, e voi avete – in quanto donne e consacrate – questo fondamentale carisma”.
Durante la funzione i religiosi e le religiose hanno rinnovato i loro voti di castità, povertà e obbedienza, promettendo a Dio di essere fedeli al loro Istituto e alla Chiesa e a servizio del mondo intero. 
Al termine della S. Messa Suor Maria Rosangela Sala, superiora generale delle Suore dell’Immacolata, ha rivolto all’Arcivescovo il grazie dei religiosi e delle religiose “per l’insegnamento dell’Arcivescovo ricco di speranza, nel quale ci ha invitato a continuare ad investire generosamente i nostri capitali: umani, spirituali e carismatici”.
Infine un ricordo speciale e una preghiera per quelle suore che quest’anno festeggiano i 25, i 50, i 60 e i 70 anni di consacrazione: per tutte loro al termine della celebrazione un dono e una foto con l’Arcivescovo.

Michela De Leo

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