Quinta Convocazione della Famiglia: i vicariati del Levante uniti a sostegno della famiglia – GUARDA IL SERVIZIO

Sabato 31 ottobre, la Zona del Levante genovese, nei vicariati di Albaro, S. Martino-Valle Sturla, Quarto, Nervi-Quinto-S. Ilario, Bogliasco-Pieve-Sori, Recco-Uscio-Camogli, si è riunita per celebrare e per riflettere sui valori e sulla situazione in cui versa oggi la famiglia cristiana genovese e italiana. Circa quattrocento i partecipanti, che si sono incontrati nella giornata per seguire gli appuntamenti proposti. Nella mattinata, si sono svolti gli interventi di Ezio Aceti, della Pastorale della Famiglia della Conferenza Episcopale Italiana, dedicati sia all'essere oggi genitori e i figli, e del Cardinale Angelo Bagnasco nel primo pomeriggio, nessuno è tornato a casa senza spunti – anche molto alti – sui quali riflettere. E pregare. L' affluenza alla “festa” è stata buona ed ha prodotto ottimi momenti di riflessione e provocato idee sul cosa sia oggigiorno vivere il dono della famiglia, con una visione a tutto tondo dei suoi problemi e delle sue gioie. Ognuno ha fatto tesoro in particolare delle due conferenze, ugualmente illuminanti nelle proprie differenze,
Quella della mattina, tenuta da Ezio  Aceti, ha dato modo di capire cosa voglia dire educare i figli, rivolto più che altro ai genitori, e, con occhio particolare ai giovani, sul rapporto con l' amicizia e i primi amori, aprendo  di conseguenza una prospettiva assolutamente inedita alla maggior parte del pubblico. Nel pomeriggio il Cardinale ha spiegato, attraverso un dibattito, cosa comporta essere famiglia nella situazione storico politica del 2015, mettendone in luce con chiarezza le sfide e i veri valori da difendere in una società che cambia in maniera molto celere. Sapersi adattare al cambiamento è doveroso. Farsi dominare dal cambiamento, quando questo comporta lo stravolgimento del nostro essere cristiani sarebbe un errore imperdonabile. Basta quindi non commetterlo. Questa festa della famiglia può essere quindi considerata a buon  diritto ciò che veramente il Santo Padre desidererebbe che le grandi “famiglie” parrocchiali fossero. Non sedute e chiuse in loro stesse nelle loro piccole e comode realtà, ma aperte, in un certo qual modo sfrontate nel proclamare la gioia di questo dono.