Quarto anniversario del crollo del Ponte Morandi. L’Arcivescovo alla cerimonia di commemorazione: «Giustizia e solidarietà unica strada da percorrere»

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Domenica 14 agosto, ore 11.36: per un minuto il suono delle sirene delle navi in Porto e i rintocchi delle campane di tutte le chiese dell’Arcidiocesi. Un momento di grande commozione, di silenzio, di occhi lucidi per tutta Genova che. da quattro anni, in questo preciso istante si ferma. Per ricordare, per celebrare e fare memoria e rendere omaggio a 43 persone che non ci sono più.

Il 14 agosto 2022 è stata una domenica calda, in un’estate torrida che verrà ricordata per il caldo da record e per la lunga siccità. La mattina del 14 agosto 2018, invece, la pioggia batteva forte su Genova e sull’asfalto del ponte Morandi percorso da auto di persone che si recavano al lavoro o in vacanza. Alle ore 11,36 un boato incredibile e il crollo che ha trascinato nel vuoto decine di macchine. La vita spezzata di 43 persone, molti i feriti, centinaia gli sfollati, una città e un quartiere in ginocchio. Oggi, al posto di quella voragine c’è un nuovo ponte, il San Giorgio, inaugurato nell’agosto 2020; lo scorso 7 luglio invece è iniziato il processo per fare luce sulle responsabilità del crollo.

Con la S. Messa presieduta dall’Arcivescovo nella chiesa di San Bartolomeo della Certosa in ricordo delle vittime e per i loro familiari è iniziata la mattinata della commemorazione. Erano presenti il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, il sindaco Marco Bucci, il segretario della Lega Matteo Salvini. Per la Regione c’era l’assessore alla Cultura Ilaria Cavo. Per il Municipio V Valpolcevera il Presidente Federico Romeo.

Ha parlato di forza, coraggio e giustizia Mons. Tasca nell’omelia, in una “difficile giornata nella quale, amareggiati e delusi, con tanti sentimenti nel cuore continuiamo a porci tante domande”.

Ponendo l’attenzione sulle Letture del giorno tratte dalla Scrittura, l’Arcivescovo ha evidenziato, citando in particolare il passo del Vangelo di San Luca «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!», che Gesù non parla del fuoco divorante che brucia e terrorizza, ma di un fuoco che “illumina, riscalda, motiva, spinge e dà forza”. “Basta questa immagine – ha proseguito – per comprendere che una vita senza fuoco non è vita! La missione di Gesù era quella di spargere come fuoco la presenza efficace di Dio nel mondo e desidera vedere il fuoco diventare incendio di giustizia e solidarietà”.

Questo fuoco, che è il Vangelo, può essere smentito e fatto tacere dall’uomo, può essere addirittura contraddetto, e allora sembra restare inerte sotto la cenere. Ma se siamo alla ricerca della verità e abbiamo il coraggio di scostare la cenere, il fuoco e la luce tornano a mostrarsi!

“Occorre mettersi insieme – ha detto in conclusione – per lasciare che la fiamma si riaccenda e dia di nuovo calore e forza; per essere missionari appassionati offrendo speranza a quanti incontriamo sulla nostra strada”.

Dopo la S. Messa, il ricordo della tragedia alla Radura della Memoria, sotto il nuovo Ponte San Giorgio, dove oltre al ministro Enrico Giovannini, hanno preso la parola la presidente del Comitato per il ricordo delle vittime del Morandi Egle Possetti, il sindaco Marco Bucci, l’imam Salah Hussein, il governatore Giovanni Toti.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Mario Draghi hanno fatto giungere il loro messaggio. “Un dramma che segna la vita della Repubblica e per il quale la magistratura sta doverosamente accertando le responsabilità – le parole di Mattarella –  Rinnovo anzitutto ai familiari, costretti a patire il dolore più grande, la più intensa solidarietà della nostra comunità nazionale”.

“Il dolore per questa terribile ricorrenza si associa a una convinzione: lo Stato deve fare tutto il possibile perché tragedie simili non avvengano mai più”, il messaggio di Draghi.

“Genova non dimentica, Genova vuole crescere, Genova vuole giustizia”: così il sindaco Marco Bucci ha concluso il suo intervento dal palco per la commemorazione. Bucci ha anche detto: “Il mio primo pensiero va alle vittime e ai familiari delle vittime. Genova non vuole dimenticare, noi saremo sempre vicini ai parenti di chi ha perso la vita, Genova scolpirà nella pietra questa data: il 14 agosto”.

“Onorare la memoria significa anche avere procedimenti giudiziari efficaci e celeri che accertino le responsabilità del disastro”. Un riferimento al processo da parte dell’Arcivescovo nel suo intervento. “Il tempo non cancellerà il dolore. Il tempo che passa non cancellerà i danni subito dalla città. il Tempo che passa ci dice di fare memoria e giustizia. Non si può circoscrivere quanto accaduto il 14 agosto 2018 nelle pagine di un libro di storia, il tempo che passa non potrà servire per cancellare il dolore di chi ha perso i propri cari o di chi ha perso la casa o il lavoro”. Nella sua preghiera l’auspicio: “Oggi siamo qui insieme per ricordarci che la vita e la solidarietà sono più forti della morte, della precarietà e dell’egoismo, per affermare che la giustizia e la solidarietà sono l’unica strada da percorrere”.

La portavoce dei parenti delle vittime Egle Possetti nel suo intervento ancora una volta sferza lo Stato e le istituzioni, sempre con la sua ormai nota compostezza. Ha definito “una vergogna dello Stato l’accordo che ha portato 8 miliardi nelle casse degli azionisti di Atlantia per la cessione di Aspi”.

“Siamo disillusi – ha detto ancora – ma speriamo che qualcuno possa stupirci”. “A forza di osservare minuti di silenzio abbiamo messo insieme anni di vergogna. Basta, facciamo luce e apriamo le finestre su questo paese: la politica diventi veramente attività per la polis e per la nostra terra”.

E poi la richiesta di realizzare finalmente il memoriale della tragedia, “Che sia aggiornato con la verità del processo”.

“È la prima cosa da fare, non per rabbia né per vendetta, ma perché è necessario”, ha detto il Governatore Toti. “Auspico che il processo possa svolgersi senza ritardi, la scelta del ministero di costituirsi parte civile dimostra la volontà di fare piena luce su una tragedia inaccettabile”, le parole del ministro Giovannini.

A chiudere la cerimonia, l’intervento musicale al violoncello con la composizione del Maestro Nevio Zanardi.

IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVENTO DELL’ARCIVESCOVO

 

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