Mons. Tasca: «Preghiamo San Giuseppe per tutti i genitori, in particolare per i papà»

Con la relazione di padre Mauro De Gioia, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi, sulla statua di San Giuseppe dello scultore Guido Galletti conservata in Cattedrale, si è concluso il ciclo incontri organizzati per approfondire la figura del santo a cui Papa Francesco ha voluto dedicare un anno di preghiera speciale e approfondimento con la pubblicazione della lettera apostolica ‘Patris Corde’.

Al termine dell’incontro Mons. Marco Tasca ha presieduto, alla viglia della festa di San Giuseppe, la S. Messa, concelebrata da Mons. Nicolò Anselmi, Vescovo Ausiliare e dai Canonici della Cattedrale.

Nell’omelia, l’Arcivescovo, prendendo spunto dal Vangelo con il racconto di Maria e Giuseppe che ritrovano Gesù nel tempio, sottolinea lo stupore e l’angoscia che provano Maria e Giuseppe in questa occasione; due sentimenti da comprendere e mettere insieme per offrire qualche tratto della figura del santo.

Sono, infatti, stupiti di aver ritrovato Gesù, ma tante sono le domande sul compito che li aspetta e sul futuro della missione del loro figlio. Tante sono le ansie e gli interrogativi che Maria e Giuseppe hanno dovuto affrontare. “Il mio pensiero va oggi ai genitori, ai papà e alle mamme che sono chiamati a esercitare il mestiere più difficile del mondo e per questo si sentono spesso impreparati e inadeguati – ha detto Mons. Tasca -; anche Maria e Giuseppe si sono sentiti così, per questo voglio pregare in modo speciale San Giuseppe che benedica tutti i genitori, in modo particolare i papà, perché sentano la forza di Dio sulle spalle, l’intelligenza di Dio nella testa e l’amore di Dio nel loro cuore.

Quando Maria e Giuseppe ritrovano Gesù nel tempio, la risposta del figlio di fronte alla loro grande preoccupazione è: “Non sapevate che devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Una posizione chiara per affermare un modo di essere che lo accompagna ovunque, un’identità precisa, quasi a dire che non sono loro a costruirlo, ma è il Padre e la relazione con Dio che caratterizza il suo cammino e le sue scelte. Gesù è preoccupato del Padre suo nei cieli perché sa che gli indica la strada: voglio pregare per tutti i figli perché sentano che c’è sempre qualcuno che li aiuta e che la presenza di Dio passa attraverso quella dei genitori”.

Al termine dell’omelia l’Arcivescovo ha ricordato le vittime del covid, nella giornata nazionale a loro dedicata, ha pregato per tutte le famiglie che sono state colpite dal lutto e dal dolore e per chi oggi si trova ad affrontare grandi difficoltà; l’Arcivescovo ha recitato a nome di tutti la preghiera che per l’occasione è stata preparata dall’Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana.

 

L’AUDIO DELL’OMELIA