L’Arcivescovo nella S. Messa della notte di Natale: «Sull’esempio di Maria, accogliamo la vocazione che il Signore ci affida» – IL VIDEO

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Giovedì 24 dicembre alle ore 20, nell’orario stabilito in osservanza del ‘coprifuoco’ in vigore, l’Arcivescovo ha presieduto in San Lorenzo la S. Messa della notte di Natale, animata dalla Cappella Musicale della Cattedrale, concelebrata dai Canonici del Capitolo Metropolitano e trasmessa in diretta streaming e sulle emittenti televisive locali grazie allo staff di TNN. Nell’assemblea dei fedeli, anche la presenza del Sindaco di Genova Marco Bucci e del Vice Sindaco e assessore Pietro Piciocchi.

Dopo aver deposto, durante il canto del Gloria, l’effigie del Bambin Gesù nella mangiatoia allestita in presbiterio, l’Arcivescovo nell’omelia ha in apertura ricordato e assicurato la vicinanza a chi in questo momento ‘sente più dura la vita’. “Assicuriamo preghiera e vicinanza – ha detto –  che deve essere fatta anche di interesse concreto”. Commentando le letture e il Vangelo di San Luca letto nella funzione della notte, Mons. Tasca ha sottolineato che il ‘grande annuncio della nascita del Signore Gesù’ è colta innanzitutto dai piccoli, dai pastori, dai deboli e dai fragili: essi vegliavano, mentre i potenti dormivano.

Mons. Tasca ha rimarcato che, come avveniva ai tempi storici della nascita di Gesù, la tentazione è quella di organizzare la vita delle nostre comunità secondo una certa logica, una logica della potenza, dell’efficienza, dei risultati. Citando la frase del profeta Isaia ‘il bue conosce il proprietario e l’asino la greppia del padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende’, l’Arcivescovo ha sottolineato proprio che la nascita del Signore Gesù ribalta la logica del potere.

“La figura che ci può aiutare a comprendere meglio questa logica – ha detto – è Maria che, come recita il versetto del Vangelo, ‘serbava tutte queste cose nel suo cuore’”.

Maria ha cercato di cogliere tutto quello che le stava accadendo. Le collegava alla sua vocazione, alla parola che le era stata regalata. Non era un mettere insieme le cose forzatamente, ma era collegare tutto quello che le accadeva all’Annunciazione, alla nascita della sua vocazione ad essere Madre di Dio. Tutto aveva un filo, un significato collegato a questo momento.

“Sarebbe bello – ha proseguito ancora – che anche noi cristiani collegassimo tutto quello che scegliamo per la nostra vita alla Parola e al disegno che Dio ha per noi”. Quella stessa Parola che ha affascinato Maria e per la quale ha detto il suo ‘sì’, accompagnando Gesù fino alla croce. “Il Natale ci doni questa grande grazia – ha concluso l’Arcivescovo – chiediamo a Dio che ci aiuti a collegare la nostra vita con la a vocazione che Egli ci ha affidato; allora saremo sempre capaci di far nascere il Signore Gesù nella nostra vita, affinchè ci possa essere una grande luce che nasce dal leggere tutto ciò che siamo alla luce della parola di Dio”.

IL VIDEO DELLA S. MESSA