Il cammino sinodale arriva in parrocchia

In occasione della festa patronale a San Fruttuoso, domenica 16 gennaio Mons. Marco Tasca ha incontrato la comunità parrocchiale e ha tenuto un momento di catechesi sul Sinodo convocato da Papa Francesco “Comunione, partecipazione e missione”.

L’Arcivescovo ha introdotto il cammino che è stato intrapreso non solo nella Diocesi di Genova, ma in tutta la Chiesa universale, e che è predisposto secondo alcune tappe.

Tutte le comunità stanno vivendo il biennio dedicato all’ascolto “dal basso”, ossia un ascolto che sappia coinvolgere il maggior numero possibile di persone, dedicando una particolare attenzione alle periferie, agli emarginati, a chi è lontano dalla Chiesa.

Ma come agire? Partendo dalle domande che accomunano credenti e non credenti: “Questa pandemia sta provocando sofferenze a tutti”, ha detto l’Arcivescovo. “Che senso ha questa sofferenza? Questa domanda è comune a tutti. E allora perché non fare che sia l’amicizia a farci incontrare?”. Incontrarsi nelle comunità è relativamente semplice: l’amicizia è la base per potersi incontrare, anche sui temi più caldi legati all’attualità. “Ti sono amico, e per questo ho voglia di incontrarmi con te. Il tema della relazione, su cui il Papa insiste, diventa dunque centrale per aprire un dialogo comune”, credenti e non.

In questa fase, tante parrocchie stanno camminando in maniera diversificata, e anche questo, secondo l’Arcivescovo, rappresenta un valore aggiunto: “Il cammino che si compie a Gavi, per fare un esempio, non è lo stesso che si compie ad Arenzano. E questo porterà ad approdi molto diversi, che però saranno messi a fattor comune”.

“Siamo chiamati a confrontarci, in un dialogo improntato sull’amicizia e non sul desiderio di primeggiare” su tutti i temi, anche quelli che oggi sono più dibattuti e divisivi, dall’eutanasia alla legalizzazione della cannabis all’omosessualità.

“Se le discussioni vanno lasciate al Parlamento, noi possiamo trovarci insieme in amicizia a ragionare su questi grandi temi, senza giudizi e pregiudizi. La Chiesa ha già posizioni chiare su questi argomenti: a noi il creare occasioni di incontro, per camminare insieme da amici”. Il metodo cristiano suggerisce di parlare in amicizia, anche su posizioni diverse.

Questi apporti che stanno emergendo nelle comunità e nelle parrocchie confluiranno alla Conferenza Episcopale Italiana; “A noi interessa – ha detto l’Arcivescovo – soprattutto quello che emergerà per impostare il cammino fino al 2025, Anno Santo”. Fino al 2025 dunque, la Chiesa vivrà il cammino sinodale.

Tenere viva l’amicizia negli incontri e non essere divisivi sui grandi temi è il metodo da seguire per coinvolgere tutti e per creare relazioni, anche “con chi è battezzato, ma deve riaccendere un fuoco che è sopito dalla cenere”.

Ai cristiani spetta il compito di vivere con gioia ed entusiasmo la propria fede, non solo partecipando alla Messa, ma in ogni ambiente della vita quotidiana, sull’esempio di San Fruttuoso, che per la propria fede ha dato la vita.

F.D.P.

 

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