Il 20 marzo a S. Gottardo la Veglia dei martiri missionari presieduta dall’Arcivescovo

Sono 26 gli operatori pastorali che sono stati uccisi nei 5 continenti nel corso del 2014 secondo i dati raccolti dall’agenzia Fides, ma è evidente che i cristiani delle diverse confessioni che hanno pagato e stanno pagando a prezzo della vita la loro fede sono molti di più. Le notizie di cronaca che incalzano ce lo ricordano con la loro drammatica attualità. Oltre a levare la voce con il S.Padre e i Pastori della Chiesa per denunciare le continue discriminazioni, violenze e vere e proprie persecuzioni, siamo chiamati a vegliare e pregare in occasione della Giornata di preghiera e digiuno per i missionari e gli operatori pastorali martiri che si tiene il 24 marzo, promossa da Movimento Giovanile Missionario di Missio. Nella nostra diocesi la Veglia viene celebrata ogni anno in un vicariato diverso. Quest’anno è la volta di Marassi – Staglieno nella chiesa di S. Gottardo. 

La data viene anticipata a venerdì 20 marzo alle ore 20.45 data la concomitanza con Pasqua giovani la settimana successiva. Nelle parrocchie è stato recapitato un manifesto della giornata ed una copia dell’Animatore Missionario dedicato a questo tema. Ulteriori informazioni si possono trovare presso il Centro Missionario diocesano (Tel. 010.2468897 – missioni@diocesi.genova.it)

La veglia di preghiera sarà presieduta dal Cardinale Angelo Bagnasco.

Se c'è una cosa che accomuna tutti cristiani sparsi per i cinque continenti, questa è la croce. Uno strumento di tortura e di morte che per secoli ha terrorizzato tutti popoli soggetti al gioco romano, fino a quando su quella croce non vi è stato appeso il figlio di Dio, Gesù, ucciso dal sistema religioso del tempo come fosse un maledetto. Già nelle sue predicazioni il Maestro non esitava ad esortare i discepoli a “prendere la propria croce e seguirlo” e chissà come dovevano spalancarsi gli occhi dei suoi seguaci nel momento in cui pronunciava quella parola terribile. Pietro, qualche istante dopo la sua grande dichiarazione di fede “Tu sei il Messia” sobbalzò indignato nel sentire il suo Messia annunciare che avrebbe dovuto patire e morire come un Agnello condotto il macello.
Come possiamo giudicare il povero Pietro?
Chiunque tra noi reagirebbe alla stessa maniera se sapesse che il proprio figlio, un caro amico, la propria moglie, una persona cara, dovesse patire sofferenze ingiuste e violente come quelle che riserva la croce. Gesù è morto per tutti e che a nessuno sarà chiesto di pagare pegno. Lui ha già pagato per tutti e a noi spetta il compito di annunciare a tutti questa Buona Notizia. Spesso noi cristiani invece annunciamo un morto, un dio storico, non Dio Padre che è vivo, vero e reale e che può compiere meraviglie nella nostra vita se decidiamo di permetterglielo. È inoltre importante ricordare che la croce resta comunque una “collocazione provvisoria” come diceva Don Tonino Bello, e a seguire c'è il sepolcro vuoto, la risurrezione. Ricordarsi che non tutto finisce sulla croce è un obbligo per noi cristiani che siamo portatori di germogli nuovi, non di speranze disilluse.
Il mondo ha bisogno di annunci di speranza, fatti da gente che non parla per sentito dire ma testimonia ciò che ha vissuto e che continua a sentire dentro. “Nel segno della croce” è il tema scelto quest'anno per celebrare la Giornata di Preghiera e Digiuno in Memoria dei Missionari Martiri, in memoria, cioè, di tutti coloro che hanno perso la vita a causa del Vangelo, perseguitati in odio alla propria fede. Insieme ai missionari però ci sono tutti i credenti che ogni giorno vengono uccisi perché cristiani e i recentissimi fatti di cronaca lo dimostrano.
“Nel segno della croce” è anche il cuore della nostra comunione tra fratelli in tutto il mondo. Siamo come marchiati a fuoco dalla croce di Gesù e questo marchio brucia sulla nostra pelle tutte le volte che un fratello soffre a causa di Gesù. Approfittiamo di questo tempo per ricordare nella preghiera tutti fratelli che vivono difficili momenti di persecuzione, chiediamo allo spirito Santo di scaldare la nostra fede per impedire che questa si raffreddi e impegniamoci a divenire sempre più, autentici testimoni di Gesù.

Alessandro Zappalà
Segretario nazionale Missiogiovani