Giornata della santificazione sacerdotale alla Guardia. L’Arcivescovo: “Siate preti gioiosi e testimoni dell’amore di Dio”

Giovedì 14 maggio al Santuario di N.S. della Guardia il Cardinale Arcivescovo ha guidato la tradizionale giornata della santificazione sacerdotale che ogni anno si celebra nel mese di maggio. In questa occasione si festeggiano i sacerdoti che nell'anno raggiungono i 25, 50, 60, 65 anni di ordinazione sacerdotale.

Dopo la processione dalla cappella dell'Apparizione fino al Santuario, il Cardinale ha presieduto la S. Messa alla presenza di molti sacerdoti e religiosi e anche di un nutrito gruppo di laici.

“Come ogni anno siamo qui – ha detto l’Arcivescovo nell’omelia – per riflettere e per pregare per noi sacerdoti. Siamo qui per chiedere al Signore che ci aiuti a camminare nella via della santità sacerdotale”.

Il sacerdote deve mettere al primo posto nel proprio cuore l'amore di Dio ed essere meravigliato.

“Siamo meravigliati – ha proseguito – o rassegnati, abituati per cui la vocazione è diventata qualcosa di scontato e banale? La nota dello stupore interiore dovrebbe essere una prima caratteristica del nostro essere preti e la gente dovrebbe cogliere nei nostri occhi sempre questa luce di stupore e di meraviglia”.

Inoltre il prete deve essere “gioioso”: “Le nostre comunità possono percepire nei nostri atteggiamenti i colori della gioia? – ha detto il Cardinale – La vita è una cosa seria e il cristianesimo non è una panacea contro i mali della vita, e predicare un Vangelo così sarebbe tradire il Vangelo stesso e uomini. La vita è seria, come l'amore. Ma proprio per questo noi possiamo non essere abbandonati dalla gioia e dalla pace interiore anche quando siamo accerchiati dalle prove, dalle croci, dagli anni e dalle difficoltà fuori e dentro di noi. La gioia è dono di Dio e ci può accompagnare anche in questi momenti”.

L’Arcivescovo ha poi raccomandato ai sacerdoti anche la fraternità sacerdotale: “Occorre sempre parlare bene gli uni degli altri e valorizzarci a vicenda. La fraternità non critica e non polemizza, ma valorizza e collabora”.

Infine il sacerdote sia uomo “dell’invisibile”, che sa vedere il risorto tra noi, nelle proprie comunità, in mezzo a croci e a gioie, e che sappia sempre avere gli occhi della fede.

Durante la celebrazione, il seminarista Andrea Carcasole ha ricevuto il ministero dell’accolitato e il seminarista Francesco Mortola quello del lettorato: “Un importante passo verso il sacerdozio – ha detto il cardinale – e continuiamo con fiducia a pregare il Signore perché ci siano ancora più vocazioni nella nostra diocesi”.

Al termine della S. Messa un dono e una foto ricordo con tutti i sacerdoti festeggiati.