Domenica 2 ottobre 2022 aperto il nuovo Anno Pastorale. L’Arcivescovo: «Chiamati a vivere con speranza e fede la missione che Dio ci ha dato»

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Domenica 2 ottobre in San Lorenzo l’Arcivescovo ha dato avvio al nuovo anno pastorale diocesano e al secondo anno del cammino sinodale. La recita del Vespro, alla presenza di Monsignor Nicolò Anselmi, di Monsignor Marco Doldi, dei Vicari Episcopali, dei Canonici della Cattedrale e dei sacerdoti diocesani, è stata molto partecipata dai fedeli e giovani provenienti da tante parrocchie e vicariati della Diocesi.

Nell’omelia, Mons. Tasca ha commentato la lettura del brano evangelico di Luca, l’incontro di Gesù con Marta e Maria nella casa di Betania, suggerito dalla Conferenza Episcopale Italiana come icona del secondo anno del cammino sinodale della Chiesa. “Gesù sta svolgendo, in quei momenti, la missione che il Padre gli ha affidato”, non senza difficoltà, ha commentato Padre Marco. “È importante – ha continuato l’Arcivescovo rivolgendosi ai fedeli – chiedersi di che cosa ha bisogno Gesù in questo momento così difficile della sua vita”. Gesù ha bisogno di un ascolto libero, disinteressato, gratuito e accogliente, così come le tante persone che si incontrano nella vita quotidiana e che il cammino sinodale ci invita ad intercettare.

“Questo è il messaggio, oggi, per la nostra Chiesa. Siamo chiamati a metterci in ascolto dei bisogni degli uomini e delle donne che incontriamo, al di là dei beni materiali cui certamente bisogna provvedere”. Un ascolto dunque che va al cuore delle persone, scevro da pregiudizi e preconcetti, in un desiderio di mettersi in sintonia. Un secondo aspetto che emerge dalla lettura evangelica suggerita dalla CEI è la scelta decisa di Gesù di vivere secondo il mistero Pasquale: “Emerge che Gesù – ha ribadito l’Arcivescovo – è venuto per svolgere la missione che il Padre gli ha dato, e a questo è chiamata anche la nostra Chiesa Genova”.

La grazia da chiedere è dunque quella di cogliere la presenza di Dio anche e soprattutto nelle difficoltà, senza perdere la fiducia, vivendo la missione con speranza e fede. In terzo luogo, emerge dal brano evangelico l’urgenza di una domanda: “Dobbiamo chiederci non tanto che cosa dobbiamo fare nel nostro cammino piuttosto che in questo anno che ci apprestiamo a vivere, ma dobbiamo imparare a riconoscere la presenza Signore nella nostra Chiesa”. La consegna del mandato da parte dell’Arcivescovo agli animatori pastorali che a vario titolo – evangelizzazione, catechesi, carità, educazione, animazione liturgica – hanno scelto di impegnarsi nel servizio alla Chiesa genovese, ha sancito l’avvio del cammino annuale.

Francesca Di Palma