Continuano le serate dedicate alla comprensione del senso del Sinodo e organizzate nella chiesa del Gesù dal Centro Giovanile Arecco e da San Marcellino

All’interno delle serate dedicate alla comprensione del senso del Sinodo e organizzate nella chiesa del Gesù dal Centro Giovanile Arecco e da San Marcellino, il 25 Marzo scorso è intervenuto p. Giuseppe Riggio, direttore di Aggiornamenti Sociali, con una conferenza dal titolo: “Partecipare come Chiesa: difficoltà e opportunità”. Nella scia dell’intervento di febbraio di p. Giacomo Costa, continuiamo ad interrogarci sull’importanza della partecipazione e sugli ostacoli che incontra.

Riggio parte da una considerazione centrale: ogni forma di partecipazione non nasce a tavolino, ma dall’ascolto delle esigenze della Chiesa e del mondo, senza riflessioni astratte ma radicandosi nella vita. Se non fosse così sarebbe un partecipare vuoto, senza frutto. E chi è chiamato a questo ascolto? Tutti i battezzati. È dal battesimo, nostra sorgente di vita, che deriva l’uguale dignità dei figli di Dio, pur nella differenza di ministeri e carismi. Per questo, tutti sono chiamati a partecipare attivamente alla vita della Chiesa e alla sua missione nei modi più diversi: dal volontariato al catechismo, dalla cura della liturgia ai consigli parrocchiali. Tutto questo con lo scopo di rendere la vita ecclesiale più viva, capace di scuotere le coscienze con l’annuncio del Vangelo.

Nelle parrocchie, nelle piccole comunità cristiane, nei movimenti laici, nelle comunità religiose e in altre forme di comunione, donne e uomini, giovani e anziani, siamo tutti invitati ad ascoltarci l’un l’altro per sentire i suggerimenti dello Spirito Santo: non c’è una gerarchia di qualità di contributi, ma una polifonia, dove ognuno – dice sempre p. Riggio – canta secondo il proprio timbro e dove tutte le voci sono accordate secondo una nota fondamentale, il Vangelo. Per questo motivo dobbiamo fare particolare attenzione a certe presunte gerarchie di qualità, che sembrano dire che ci sono voci che contano e altre no: questo mortifica la preziosità del contributo di tutti. Bisogna invece imparare ad ascoltare la voce dei piccoli, di chi è ai margini, perché lo Spirito parla attraverso tutti dando punti di vista diversi che possono essere illuminanti o spiazzarci. Se vogliamo crescere nella comunione, approfondirla e allargarla, non costituisce un dato accessorio prestare ascolto a chi è ai margini della vita ecclesiale, a chi è più giovane, ma dovrebbe rappresentare una scelta di fondo. È l’immagine del poliedro che papa Francesco ci ha consegnato nell’Evangelii gaudium, il documento fondamentale per comprendere la sua visione della Chiesa, della sua missione e delle relazioni con il mondo.

Le strutture istituzionali o informali proposte alla partecipazione esistono, non partiamo da zero. Detto questo, dobbiamo però riconoscere che la partecipazione è un tratto sofferente nella nostra società, dalla politica al volontariato.

Su che cosa possiamo lavorare? Innanzitutto dobbiamo prendere atto di una modalità liquida di partecipazione, figlia di un senso di appartenenza debole, che si attiva in situazioni precise, per realizzare obiettivi capaci di coagulare l’attenzione e la motivazione di tanti. Tante volte per eventi speciali, si attivano energie che fino ad allora erano rimaste nascoste. Ne è un esempio quello che vediamo in questi giorni con la grande disponibilità di tante famiglie ad accogliere i rifugiati provenienti dall’Ucraina.

Un altro degli aspetti in cui si manifesta questa difficoltà nel partecipare nasce dal fatto che non è raro che ciò che si dice o si fa non venga riconosciuto. Quello che denuncia questo atteggiamento è che a volte non ci si sente parte di un tutto, perché la comunità non è capace di assumere un atteggiamento di ascolto. Spesso si hanno risposte precostituite, quelle del “si è sempre fatto così”.

Rilanciare la partecipazione nella Chiesa significa comprendere che è necessario entrare in una dimensione di cammino da fare insieme la cui meta è l’annuncio del Vangelo. Non sappiamo che strada fare, ma sappiamo che siamo chiamati a scoprirla passo dopo passo con il contributo di tutti.

Il terzo e ultimo appuntamento del ciclo di incontri dedicati al cammino sinodale presso la Chiesa del Gesù è in calendario venerdì 3 giugno, alle ore 21: Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, affronterà il tema “Partecipare come Società: difficoltà e opportunità”.

P. Leonardo Vezzani SJ