Concluso il Giubileo della Cattedrale. L’Arcivescovo: “Crescere come pietre vive del tempio che è Cristo”

“Consacrare vuol dire dedicare qualcosa solo a Dio, e la cattedrale – tempio di pietra – è così diventata uno spazio a cui Dio ha legato in modo speciale la sua presenza”. Così ha esordito il Cardinale Arcivescovo nell’omelia pronunciata domenica 21 ottobre nella celebrazione eucaristica presieduta in San Lorenzo per la chiusura del Giubileo per i 900 anni di consacrazione della Cattedrale.
In apertura Mons. Mario Grone, Preside del Capitolo dei Canonici della Cattedrale, ha ricordato che “le pietre di questa Chiesa Cattedrale profumano di sacro e nei secoli sono stati testimoni di solenni celebrazioni liturgiche e di preghiere di umili persone, povere davanti agli uomini, ma grandi davanti a Dio”. “Queste pietre da Dio volute – ha detto ancora Mons. Grone – stanno a parlarci e a richiamare le nostre menti che anche noi siamo pietre vive del tempio che Dio ha edificato in noi”.
La celebrazione, animata dal Coro della Schola Cantorum diretta dal maestro Luca Ferrari, ha visto la partecipazione, oltre che dei Canonici del Capitolo della Cattedrale e di molti sacerdoti, anche dei Vescovi: Mons. Alberto Tanasini, Vescovo di Chiavari, Mons. Luigi Ernesto Palletti, Vescovo di La Spezia, Mons. Calogero Marino, Vescovo di Savona, Mons. Martino Canessa, Vescovo emerito di Tortona, Mons. Alberto Maria Careggio, Vescovo emerito di Ventimiglia-Sanremo, Mons. Vittorio Lupi, Vescovo emerito di Savona e e Mons. Luigi Testore, Vescovo di Acqui Terme.
Tra le autorità civili e militari era presente il Sindaco di Genova Marco Bucci, il Prefetto Fiamma Spena e il Questore Sergio Bracco. A loro l’Arcivescovo ha rinnovato i sentimenti di vicinanza e la preghiera per il loro operato, in questo difficile momento che sta vivendo la città, affinchè Genova possa superare al meglio le difficoltà con determinazione e fiducia nel futuro.
“Abbiamo bisogno di spazi che parlino alla nostra fede – ha detto tornando sul Giubileo della cattedrale il Cardinale – che facilitino l’incontro con il mistero di Dio; che ci aiutino ad accogliere la grazia, che ci ricordino che il vero tempio del Signore siamo noi, pietre vive”. “La nostra cattedrale – ha proseguito – è questo luogo in modo speciale, non solo perché cuore della Diocesi, sede del magistero e della guida pastorale del Vescovo successore degli Apostoli, ma anche per la sua molteplice bellezza”.
“Se guarderemo le cose con questi occhi – ha sottolineato ancora – allora la nostra fede sarà confermata anche dalle pietre, e noi cresceremo come pietre vive del tempio che è Cristo, ricordando che la Pietra angolare è Lui, come ricorda il Vangelo”.
Al termine della funzione, Mons. Michele De Santi, Cancelliere Arcivescovile, ha letto il messaggio del Santo Padre in cui Papa Francesco ha espresso la partecipazione per questa gioiosa ricorrenza, auspicando che l’evento segni “una rinnovata vitalità spirituale per l’intera popolazione e favorendo una fedele e più costante adesione a Cristo”.
Dopo la Messa un momento di festa nel Chiostro dei Canonici, con il taglio di una grande e bella torta con l’immagine della facciata della Cattedrale con la scritta “1118-2018: 900 anni di doni”. Si conclude così l’anno giubilare diocesano che ha visto, in questi mesi, il pellegrinaggio in San Lorenzo di tanti fedeli appartenenti a tutti i Vicariati della Diocesi.
Domenica 21 ottobre si è anche ufficialmente aperto il nuovo anno pastorale. Come ha ricordato il Cardinale, l’occasione di questo Giubileo deve essere momento di rinnovamento della fede, di fiducia e di missionarietà. “E tutto questo – ha detto – nasce da un’unica fonte: la divina Eucaristia celebrata e adorata e sarà proprio questo l’orizzonte pastorale di questo nuovo anno che oggi inauguriamo”.
Per vivere al meglio il tema di questo anno la Diocesi ha infatti preparato il sussidiio di catechesi “L’Eucaristia, sorgente di vita cristiana”, disponibile nella sede de Il Cittadino.

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