Beato Tommaso Reggio

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 Discende da patrizi dell’antica Repubblica genovese e ne ha i modi, le finezze, la faccia. Ordinato sacerdote nel 1841, due anni dopo Tommaso è vicerettore nel seminario di Genova e poi rettore in quello di Chiavari. Nel 1851 torna “genovese” come abate di Santa Maria Assunta, per 26 anni intensissimi. È l’uomo-avanti, un anticipatore sereno.
Tommaso guida il quotidiano Il Cattolico e poi Lo Stendardo Cattolico, e nelle convulsioni risorgimentali sta ben fermo con il Papa. Ma è pure pronto a segnalare vie nuove per i cattolici nella realtà dello Stato unitario. Sente l’urgenza di un nuovo rapporto tra la Chiesa e il mondo contemporaneo, e lavora all’aggiornamento del clero come alla valorizzazione dei laici. Aiuta varie nuove famiglie religiose nelle difficoltà di esordio.
Nominato vescovo di Ventimiglia nel 1877, l’anno successivo fonda egli stesso una congregazione nuova. Sono le Suore di Santa Marta, chiamate dapprima al servizio-convitto e poi plasmate “sul campo” dagli avvenimenti: sono infatti infermiere nel 1884 per i colerosi di Piani di Latte (Im), meritandosi dal Governo la medaglia di bronzo. Durante il terremoto del 1887, fondano un orfanotrofio a Ventimiglia e la Casa della Misericordia a Sanremo. La loro “ragione sociale” sono le necessità altrui; flessibili per ogni emergenza. Chiamate, dice il Fondatore, esse “voleranno” dove necessità urge, mai dimenticando di sorridere. E sorridono ancora oggi nelle loro case sparse in Italia, Argentina, Brasile, Cile, India e Libano. Nel 1892, papa Leone XIII rimanda Tommaso come arcivescovo a Genova, dove egli ristabilisce una convivenza rispettosa e cordiale con i rappresentanti dello Stato, dopo anni arcigni. La sua battaglia culturale prosegue con la nascita della Pontificia Facoltà Giuridica e della Scuola superiore di religione. Nell’agosto del 1900 Tommaso Reggio celebra a Roma le esequie del re Umberto I di Savoia, assassinato il 29 luglio a Monza. Nel novembre 1901 prende per l’ultima volta il treno (viaggia in terza classe) per andare all’inaugurazione della statua del Redentore sul Monte Saccarello. Ma a Triora lo coglie la morte.
Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 3 settembre del 2000.
 
Domenico Agasso, Famiglia Cristiana, da www.santiebeati.it