La Lettera Pastorale del 1944 offre una sintesi teologica e morale per affrontare le sofferenze della Seconda Guerra Mondiale. Boetto riprende il messaggio natalizio di Pio XII, che esorta i fedeli a trovare sollievo nelle verità della fede di fronte alle distruzioni, ai lutti e alle ansie del conflitto. Il Cardinale interpreta le calamità presenti come un “giusto flagello” e un’occasione di espiazione per i peccati commessi, invitando a un umile riconoscimento delle colpe personali e sociali per ritrovare la via della salvezza.
La parte centrale della lettera indica nel Cuore di Gesù l’unico “Cuore amico” capace di comprendere e condividere appieno il dolore umano. Il Cardinale conclude invitando i fedeli alla preghiera, alla frequenza dell’Eucaristia e all’adesione a pratiche come l’Apostolato della Preghiera e la Consacrazione delle famiglie, strumenti per ottenere pace e serenità nonostante i “gravissimi mali” del tempo.
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