Sabato 18 dicembre 2021 Mons. Guido Marini, Vescovo di Tortona, ha incontrato i fedeli della Chiesa genovese nella S. Messa in Cattedrale

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Primo incontro del Vescovo di Tortona Mons. Guido Marini, dopo la sua nomina episcopale, con i fedeli della sua città natale nella Cattedrale di San Lorenzo, sabato 18 dicembre.

Mons. Marini è stato ordinato sacerdote dal Cardinale Canestri il 4 febbraio 1989, nella chiesa della Maddalena a Genova, è stato segretario particolare dello stesso, poi dei Cardinali Tettamanzi e Bertone, infine Maestro delle Celebrazioni liturgiche del Cardinale Bagnasco, prima di essere chiamato a Roma il 1 Ottobre 2007 da Papa Benedetto XVI quale Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, un grande e insostituibile ausilio al Santo Padre nelle celebrazioni liturgiche ufficiali, incarico che ha ottimamente svolto anche per Papa Francesco dal 2013 all’agosto di quest’anno.

L’elevazione alla dignità episcopale non è semplicemente un onore per chi la riceve, fa parte del Sacramento dell’Ordine Sacro ed è un onere per lui: essere un successore dei Santi Apostoli.

Dopo gli anni vissuti a Roma, accanto a due Papi. Mons. Marini ha  avuto la grande emozione di tornare in quella Cattedrale che lo ha visto Cancelliere e Prefetto dei Canonici della stessa, ma questa volta come celebrante principale.

E’ stato bellissimo vedere il Vescovo Guido circondato dai Vescovi in carica ed emeriti di Genova: l’attuale metropolita Arcivescovo Marco Tasca, il Cardinale Angelo Bagnasco, suo predecessore, Mons. Martino Canessa Vescovo emerito proprio di Tortona e Mons. Nicolò Anselmi attuale Vescovo ausiliare di Genova e poi il capitolo dei canonici della Cattedrale di San Lorenzo, dei quali Mons. Marini ha fatto parte fino alla sua nomina episcopale.

Vi era molta attesa per questa visita, i fedeli genovesi sono molto affezionati a lui, una numerosa rappresentanza era presente il 17 ottobre nella Basilica di san Pietro alla sua ordinazione episcopale, affetto che Mons. Marini sente tanto e ricambia generosamente!

La Cattedrale di San Lorenzo, a causa delle limitazioni del Covid-19, purtroppo ha avuto una limitata disponibilità di posti, ma chi ha potuto partecipare c’era e con grande gioia, sì gioia grande dei fedeli, del clero e dello stesso Mons. Marini.

La celebrazione è iniziata con un saluto dell’Arcivescovo Tasca a Mons. Marini: semplice e schietto come sempre, ma aperto ed affettuoso ha accolto il neo Vescovo con un breve ma toccante discorso, al quale Mons. Marini ha risposto ringraziando e passando immediatamente alla celebrazione della santa Messa, accompagnata dai canti dei virtuosi cantori della Cappella Musicale di San Lorenzo, da lui stesso fondata, prima del suo periodo romano.

Essendo la Messa vespertina della quarta domenica di Avvento, l’omelia ha riguardato l’imminenza della festa del Natale; Mons. Marini si è soffermato: Tutti conosciamo bene la bella consuetudine che accompagna il tempo dell’Avvento: la consuetudine di mettere, nelle nostre chiese, quella che è chiamata la corona dell’Avvento. In questa corona, lo sappiamo, ci sono quattro candele. La prima: la candela detta del profeta, perché ci ricorda  un tempo nel quale ascoltiamo le profezie che ci parlano del Salvatore atteso. La seconda candela: detta di Betlemme, perché la nostra attenzioni si concentra sul luogo della nascita del Signore. La terza candela, detta dei pastori, perché il nostro cuore si porta là presso quei pastori che per primi hanno avuto la grazia di ricevere l’annuncio del Natale. Poi la quarta e ultima candela: quella che accendiamo oggi, nella quarta domenica di Avvento: la candela degli angeli, perché la nostra attenzione si porta su quell’annuncio angelico dato la notte di Natale che cambia la storia del mondo e la vita di tutti noi.

Quattro candele che scandiscono il tempo che ci separa dal Natale: oggi accendiamo l’ultima. Questo vuol dire che il Natale è vicino. Sorge, allora, spontanea una domanda: “che cosa ne abbiamo fatto di questo tempo di grazia che ancora una volta ci è stato donato? Come abbiamo vissuto la bellezza di queste settimane nelle quali la Chiesa ci ha aiutato a disporre il cuore e l’intelligenza ad accogliere il mistero di Gesù nostra salvezza? Come lo abbiamo vissuto?”.

Egli ha posto una serie di domande se ci siamo, e come, preparati in questo tempo di Avvento, ricordando che ancora abbiamo un breve periodo per eventualmente recuperare il tempo perduto…

Ha concluso ricordando tre parole: “Tre parole, soprattutto, vogliamo riascoltare e custodire…. Sono Gioia, piccolezza e fedeltà…Camminiamo in questa settimana di Avvento che ancora ci rimane, con il desiderio ardente di entrare in sintonia con il mistero della nostra salvezza. Facciamolo, coltivando la gioia autentica, vivendo nella piccolezza del Vangelo, assestandoci con fedeltà nel “sì” sempre, gioioso, al Signore che ci chiama a seguirlo, alla sua volontà.”

Momento insolito, ma decisamente significativo, è stata la benedizione e la consegna dell’abito a 5 nuovi coristi della Cappella Musicale.

Al termine della Messa l’Arcivescovo Tasca ha donato a Mons. Marini una reliquia di Santa Caterina, la più importante Santa della nostra città, questo dono inaspettato e bello, ha suscitato, se ancora ce n’era bisogno, l’emozione del presule, che commosso ha ringraziato e abbracciato l’arcivescovo.

Al termine della celebrazione, tra la gioia d tutti presenti, da rilevare molte religiose a lui legate spiritualmente, Mons. Marini si è fermato a salutare tutti singolarmente e con grande affettuosità, mostrando anche in questo modo la sua grande propensione ad essere un grande pastore di anime e un vero uomo di Dio.

A presto carissimo don Guido”!

 

In allegato il testo integrale dell’omelia pronunciata da Mons. Marini in occasione della celebrazione

 

Il video integrale della S. Messa 

 

Alcune foto della celebrazione (foto ©_Luigi_Bloise)