14 agosto 2019: il giorno del dolore e del ricordo per Genova. L’Arcivescovo: “Restiamo uniti, nel ricordo delle vittime, angeli della città”

14 agosto 2019. Per Genova è il giorno del dolore, della memoria, del ricordo, del silenzio. Una giornata calda e soleggiata, a differenza di quella dello scorso anno, quando sotto un diluvio incessante alle ore 11.36 il ponte sul Polcevera è crollato, portandosi via la vita di 43 persone.
Le vittime del crollo del ponte Morandi sono “angeli della città”. Così il Cardinale  Angelo Bagnasco, nell'omelia della Santa Messa in ricordo delle 43 vittime presieduta (e concelebrata da diversi sacerdoti della Diocesi) nel cantiere che 24 ore su 24 lavora senza sosta per costruire il nuovo ponte e sul quale campeggiava enorme una bandiera di Genova.
“Genova è qui. Genova non li dimenticherà mai”, ha detto l’Arcivescovo, che ha poi aggiunto: “Le nostre capacità faranno miracoli” se “restiamo uniti”.  “Tutti hanno vissuto il distacco da un ambiente famigliare caro, hanno visto messo in crisi il loro lavoro. Ma su tutto ha aleggiato la speranza, il credere in un futuro non lontano che oggi cominciamo a vedere, proprio qui”, ha spiegato il Cardinale.
Alla cerimonia anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (accolto da un lungo applauso quando ha fatto ingresso nel capannone davanti al pilone 9), il premier Giuseppe Conte, i Ministri Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Giovanni Tria, Sergio Costa, Danilo Toninelli, Erika Stefani , Enzo Moavero Milanesi, Alberto Bonisoli, Alfredo Bonafede ed Elisabetta Trenta.
Era arrivato anche Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia, la società che controlla Autostrade per l'Italia, ma la delegazione della società ha deciso di allontanarsi dopo un breve colloquio con Conte: secondo quanto fatto sapere da Aspi, alcuni parenti delle vittime avrebbero chiesto al premier di far allontanare la delegazione di Autostrade.
A margine della cerimonia ha preso la parola Alfredo Maiolese, presidente della Lega dei Musulmani europei, che nel suo intervento ha detto che «oggi siamo tutti fratelli. Il crollo del ponte ha diviso la città, ma non i nostri cuori. Non esiste un morto musulmano o un morto cristiano, sono tutti nostri cari. Se Dio l'altissimo ci concederà salute, percorreremo insieme il nuovo ponte».
È stata poi la volta del sindaco e commissario per la ricostruzione Marco Bucci, molto emozionato: “È un momento di ricordo e commemorazione, Genova vuole crescere, si merita delle infrastrutture di primo livello, la città è unita e sta collaborando. Sia sul lato ovest che est del ponte anche oggi stiamo lavorando, non abbiamo interrotto i lavori, la nuova pila 9 è quasi a 20 metri, abbiamo già 11 pile con fondamenta. Stiamo rispettando il piano dei lavori, sono convinto che a fine aprile 2020 inaugureremo il ponte”.
Nel suo intervento, il governatore della Liguria Giovanni Toti ha sottolineato che «ricordiamo le 43 vittime, per le quali speriamo che ci sia presto una giustizia, che non dev'essere sommaria e di polemica, ma legata alla verità dei tribunali».
Egle Possenti, presidente del comitato che unisce i parenti delle vittime, nel suo intervento ha sottolineato che «quanto è accaduto è inaccettabile: non possiamo restare inermi, chiediamo ai nostri rappresentanti segni concreti». Ancora: «Un anno fa abbiamo perso un pezzo del nostro cuore. È una montagna infinita da scalare, ma per la loro memoria dobbiamo continuare nella ricerca della verità. Siamo stati attori di una delle tante tragedie di questo paese. Chiediamo un segnale concreto affinché i cittadini possano sentirsi tutelati. I beni demaniali non possono essere la causa delle tragedie. Nel nostro paese la parola principale devessere “prevenzione”». Prima di concludere, la donna ha detto che «chiediamo processi brevi, diciamo “no” alla prescrizione per reati di questa gravità. E un'unità di crisi per gestire le emergenze, perché nessuno si senta più solo. Grazie alla magistratura per la forza e determinazione con cui sta lavorando». Infine, un ringraziamento ai «cittadini che oggi e nei giorni passati ci sono stati vicini e ai giornalisti che hanno lavorato seriamente».
A chiudere la cerimonia è stato Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, che ha ricordato che «lo scorso dicembre ha avuto inizio la demolizione del ponte. Ora non esiste più, e nascerà un nuovo ponte nato dal disegno che Renzo Piano ha donato alla città. Sarà percorribile ad aprile, secondo le previsioni. Ringrazio Bucci, Toti e Toninelli». «Abbiamo aperto un tavolo tecnico – ha concluso – per vedere come erogare ai parenti delle vittime un anticipo delle spese giudiziarie».
Infine, alle ore 11.36, al minuto esatto in cui un anno fa crollò il ponte, le campane di tutte le chiese della Diocesi hanno suonato ‘a morto’, cosiccome le sirene delle navi in Porto; un minuto di silenzio assordante e intenso di emozione: i parenti delle vittime si sono abbracciati in lacrime e tutti i presenti hanno fatto sentire un lungo applauso. Nello stesso momento, abitanti e commercianti della zona hanno raggiunto il ‘ponte delle Rattelle’ per liberare palloncini e gettate rose nel torrente.
Genova chiude così la giornata del ricordo, tutti i genovesi guardando orgogliosamente la grande bandiera di Genova che sventola sul cantiere guardano al futuro, nel ricordo delle 43 vittime, e come ha detto l’Arcivesvovo “Se restiamo uniti e ci lasciamo umilmente abbracciare da Dio, allora saremo capaci di abbracciarci gli uni gli altri, e le nostre capacità si moltiplicheranno e faranno miracoli: sia così, per il bene di noi tutti, delle giovani generazioni di cui siamo responsabili, sia così per il bene di Genova e del nostro amato Paese”.

Leggi il testo integrale dell'omelia dell'Arcivescovo
 

condividi su