Una vita da liberi

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Omelia pronunciata in Cattedrale nella S. Messa della Veglia Pasquale
15-04-2017
Arcidiocesi di Genova
Veglia Pasquale, 15.4.2017
OMELIA
“Una vita da liberi”
“O inestimabile segno di bontà: per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio!”
Cari Fratelli e Sorelle in Gesù risorto
l . Questa è la più grande notte dell’anno: Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo, è risorto dai morti. E’ un messaggio inaudito nella storia umana. Il cristianesimo si fonda su questo evento che sfugge ad ogni pensiero ed esperienza: tutto è cosi singolare, incredibile, strano agli occhi del mondo!. E voi, cari amici, che siete venuti in questa cattedrale, credete veramente a questo mistero? Ci credete con il cuore, tanto che la vostra vita è segnata dal rapporto con Lui, Gesù? Tanto da guidare le vostre scelte sulla sua parola? Oppure è un ricordo bello dell’infanzia, qualcosa che scalda il cuore per lo spazio di una celebrazione suggestiva? Vedete, se non usciamo dalla chiesa con il desiderio di correggere qualcosa di noi, significa che è stato solo un buon sentimento.
2. Eppure, se ci pensiamo bene, in ciascuno di noi vive il desiderio di una vita migliore, migliore non per benessere e successo, ma per qualità spirituale e morale: per nobiltà. Questo desiderio, presente nella mia coscienza come in voi, dimora nelle profondità dell’anima. Spesso però dev’ essere risvegliato, perché assopito e confuso sotto il peso di rumori, preoccupazioni, distrazioni. Se lo risvegliamo, se lo lasciamo emerge e lo ascoltiamo col cuore, allora approdiamo alla spiaggia della verità. Che cosa significa questo? Significa che arriviamo a vedere le cose che contano e quelle che sono apparenti; giungiamo a distinguere il bene dal male, la verità dalla finzione. Forse, vedere le cose come stanno e come dovrebbero essere ci farà star male, ma sarà un bene perché saremo più liberi e responsabili. Allora sarà possibile smarcarci dal pensiero unico, che vuole farci pensare in un certo modo, creando confusione fino a rovesciare le cose più belle e sane come la famiglia, la vita, l’amore, le relazioni. Il nostro tempo inneggia alla vita, ma ama la morte: ce ne accorgiamo? Proclama la dignità dell’uomo, ma lo usa per guadagnarci sopra profittando anche delle sue sofferenze e debolezze. Anziché stargli accanto e sostenerlo in ogni modo, lo abbandona a se stesso mascherando la sua indifferenza e la sua convenienza con il rispetto.
3. Gesù è morto per noi perché noi fossimo liberi nella verità, ricordandoci che alcune verità dipendono da noi che le creiamo, ma molte altre ci precedono, non le possiamo cambiare a nostro piacimento come la vita umana. Vivere nella verità, che in Gesù ha la sua luce, può essere faticoso, ma è la nostra dignità, la nostra libertà: allora diventiamo un contagio benefico, avvertito come un pericolo per il potere, quando questo si concepisce non come servizio, bensi come dominio degli uomini e delle coscienze. Ma vivere nella menzogna non è forse vivere da schiavi?
Il Signore è venuto sulla terra perché fossimo liberi dalle finzioni di cui il padre è il diavolo. E’ venuto per dirci la verità di chi siamo. della nostra bellezza, del senso del nostro vivere e morire, della nostra origine e del nostro destino. E’ possibile vivere senza risposta a queste domande? Sono questioni decisive. Si tratta di spiegarci quella nostalgia ineliminabile che abbiamo dentro e che nessuna soddisfazione riesce ad estinguere; si tratta di quel sentirci perennemente incompiuti, di quell’impressione sottile di camminare sulla linea dell’ orizzonte, sospesi fra terra e cielo.
4. Cari Amici che tra poco diventerete cristiani con il battesimo, la cresima e l’Eucaristia. Sentite la nostra gioia di accogliervi e di ringraziare Gesù risorto con voi: Egli vi fa creature nuove, segnate dal sigillo dello Spirito Santo, fortificate dal Pane eucaristico. L’orizzonte della vostra vita cambierà per sempre: diventati viaggiatori dell’infinito, Gesù sarà il vostro compagno di strada, sarete cittadini del Popolo di Dio, la Chiesa. Benvenuti! Grazie per la vostra scelta, che per noi è di esempio e ci incoraggia a non essere cristiani tiepidi e timidi. Voi ci ricordate anche la testimonianza di tanti cristiani, perseguitati fino a perdere tutto e dare la vita. Noi abbiamo bisogno di essere scossi dall’inerzia, dal compromesso, da un cristianesimo sofisticato e pauroso, che tiene per sé il tesoro della fede. Continuate, vi prego, ad aiutarci, state con noi perché abbiamo bisogno di voi.
Angelo Card. Bagnasco
Arcivescovo Metropolita di Genova