Torniamo a guardare l’Eucaristia

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Discorso pronunciato in Cattedrale al termine della solenne processione del Corpus Domini
28-05-2016
Arcidiocesi di Genova
Sabato 28.5.2016
Solennità del Corpus Domini
AI termine della processione
“Torniamo a guardare l’Eucaristia”
Cari Fratelli e Sorelle nel Signore
1. L’Eucaristia è Dio che si è seduto all’ultimo posto: Lui, che è il primo, si è messo in fondo, e così ha redento il mondo. Lo ha liberato dalle catene interiori della superbia, dell’egoismo: e ha reso l’uomo grande davanti a Dio, gli ha indicato la via della libertà e della vita.
La santissima Eucaristia – il Dio-con-noi, il Dio umile e paziente, mite e nascosto nel tabernacolo – non è solo un grande esempio da imitare, ma è il principio, la sorgente che ci rende capaci di vivere come Lui. E’ questa la vita secondo lo Spirito di cui parla l’Apostolo Paolo: noi non saremmo capaci di bene se il Signore non facesse il bene in noi e attraverso di noi. L’umiltà vera non untuosa, la bontà del cuore, il donarsi agli altri senza nulla pretendere, è la vita eucaristica.
2. Oggi si vive la cultura dell’immagine: l’immagine è necessaria, ma se diventa una cultura, cioè il mondo di pensare e di agire, allora la vita personale si corrompe, e così il vivere insieme, come famiglia, gruppo, chiesa, società. Tutto si corrompe perché conta non è più ciò che si è, ma ciò che si appare; non più ciò che io sono agli occhi di Dio, ma ciò che appaio agli occhi degli uomini; non più la verità delle cose ma l’apparenza e quindi spesso la menzogna. E’ l’umiltà che ci fa scoprire le cose che contano. La gente semplice questo lo sa e, lasciando cadere fronzoli e bugie, apparenze e miti, vive nella luce, diventa costruttore di relazioni, di compagnia, di società giuste.
L’arroganza – oggi tanto diffusa ed esaltata – vive di menzogna, favorisce i forti, crea stili di vita artefatti che, presto o tardi, deludono e angosciano.
3. Se, nel mistero di Betlemme, Dio è entrato nella storia per consumare con un eccesso di misericordia la prepotenza del peccato, nel mistero del cenacolo decide di rimanere con noi, al nostro fianco, con una vicinanza umile e dolce, nascosta ed efficace: si fa sacramento di un Dio che – senza diminuire la sua trascendenza – si è fatto a portata di mano, si fa trovare all’altezza del cuore.
4. Per questo diciamo che l’Eucaristia è il sole del mondo. Per questo all’uomo, affamato d’amore, annunciamo che l’Eucaristia è il volto dell’amore. E ricordiamo a tutti, a noi per primi, che l’amore cerca la presenza dell’amato, e che l’Eucaristia è Dio presente e visibile sulla terra. Per questo abbiamo tutti bisogno di tornare a guardare il volto eucaristico di Cristo. Abbiamo bisogno di fermarci, di stare, di guardare, di riposare davanti all’Amore per tornare ad amare; di fronte alla Luce per diventare luminosi. Il nostro mondo occidentale si allontana dall’Eucaristia e così avanza l’oscurità, svanisce l’uomo che diventa sempre più qualcosa da pesare sul piatto della sua efficienza e produttività, della convenienza. Nessuno può diventare “conveniente” per nessuno, ma tutti sono un dono per tutti, sempre.
5. La violenza nel mondo è molta: saremmo tentati di dire che è più grande che in altre epoche, ma sappiamo che non è possibile fare confronti, e neppure utile. Ieri ho avuto la gioia di incontrare un religioso parroco in Aleppo: mi ha illustrato la drammatica situazione di quella regione con gli occhi di chi vede dall’interno senza filtri ideologici. Mi ha raccontato la miseria e la paura della gente continuamente colpita. Mi ha parlato del bisogno di tutto, della fraternità in atto, di speranza. Ancora una volta ho pensato che l’onda della brutalità può suscitare l’onda della bontà, un’onda contraria che può essere ben più grande del male.
6. Guardiamo il mistero eucaristico e vediamo che ci invita ad andare a Lui: solo Lui può mandarci agli altri, e solo Lui può farceli vedere come fratelli, non come concorrenti che ci tolgono l’aria. Ci dice che nessuno è orfano perché Dio – che in Gesù si rivela come amore universale – è Padre di tutti. Sì, il mondo ha bisogno di guardare l’Eucaristia per non perdere di vista il volto degli uomini, il valore della loro vita, i loro bisogni. Torniamo a guardare L’Eucaristia e diventerà più chiara, facile e bella la via per creare una società meno arrogante, rassegnata e triste.
7. Cari Amici, a settembre dal 15 al 18, Genova ospiterà il Congresso Eucaristico Nazionale: tutta la Chiesa Italiana verrà rappresentata nella nostra Città. Sarà non una manifestazione, ma un evento di fede. Dall’Eucaristia nasce continuamente la Chiesa e la sua missione: annunciare a tutti la gioia di Gesù, Figlio di Dio salvatore, è il suo, il nostro compito.
L’impegnativa organizzazione è avanzata con la collaborazione e la disponibilità di tutti, comitato, volontari e Istituzioni.
Prepariamoci con una preghiera più intesa personale, in famiglia, in comunità. Scaldiamo i nostri cuori al fuoco dell’adorazione, lasciamoci illuminare dalla sua luce per essere tutti pronti e presenti al pubblico atto di fede, di preghiera, di amore al Gesù. E per offrire la testimonianza del tesoro della nostra vita. “Quello che abbiamo visto e toccato del Verbo della vita… noi lo annunciamo anche a voi perché siate in comunione con noi. E la nostra gioia sia piena”.
Affidiamo il grande appuntamento a Maria, Madre dell’Eucaristia, Regina di Genova.
Angelo Card. Bagnasco
Arcivescovo di Genova