“Tempo di verità”

Omelia pronunciata in Cattedrale nella S. Messa del mercoledì delle Ceneri
14-02-2018
 Arcidiocesi di Genova

Mercoledì delle Ceneri,

14.2.2018 OMELIA

“Tempo di verità”

 

Cari Fratelli e Sorelle

 

1.       La liturgia è evento

Il tempo incalza e la liturgia lo accompagna attraverso i misteri della vita di Cristo. Questi misteri non sono ricordi del passato, ma eventi nei quali incontriamo il Signore che nasce a Betlemme, che vive a Nazaret, che cammina sulle strade della Palestina, che muore a Gerusalemme, che risorge e siede nel cuore del Padre, che invia il suo Spirito. Se noi ci apriamo alla fede, allora il tempo che scorre non è una sequenza inarrestabile di giorni, ma luogo di grazia, dove il bene fiorisce, la bellezza si insedia, e l’eternità avanza. Tutto acquista senso e santità. In questa logica, siamo invitati a iniziare la Quaresima, tempo di preparazione alla Pasqua. Il Vangelo ci parla di preghiera, elemosina e penitenza, come le piste migliori di questa preparazione. Sono le vie che la Chiesa percorre da millenni.

 

2.       Il messaggio del Santo Padre

Quest’anno, sollecitati dal messaggio del Santo Padre, vogliamo mettere in luce un aspetto particolare, quasi un denominatore comune delle letture ascoltate. La preghiera, infatti, insieme alla carità evangelica e alle diverse forme di digiuno, non ci aiuta forse a vedere meglio le cose? A essere più liberi nella verità? Quando ci mettiamo davanti a Dio nell’orazione – cuore e cuore con Lui – e lo ascoltiamo con animo aperto, non ci parla forse delle cose che contano? Allora, alla luce di ciò che è importante, possiamo smascherare ciò che importante non è, e che – invece – la cultura diffusa si vuole far credere.

Viviamo in mezzo alle bugie, accerchiati da “falsi profeti” dice il Papa: questi esasperano le emozioni e gli istinti “per rendere schiave le persone e portarle dove vogliono loro”. Attraverso la menzogna, propagandata in ogni modo, vogliono suggestionare le menti per confondere il piacere di pochi attimi con la felicità che il cuore desidera. Illudono con la cultura dell’apparenza, del successo, del potere, come se fosse questo lo scopo dell’esistenza. Predicano un mondo dorato, dove la sofferenza, le difficoltà, la morte saranno sconfitte, e tutti vivranno nell’eterna giovinezza e nel perenne benessere, soddisfatti.

 

3.       Razionali o creduloni?

Il dramma vero non è che ci siano questi ciarlatani – ci sono sempre stati nella storia! – ma che a credere a queste menzogne sia un numero crescente, giovani e adulti, quasi fosse un contagio inevitabile, un’illusione collettiva fatale, che consola dai pesi quotidiani. Ciò che dovrebbe maggiormente sorprendere è che, quanto più l’umanità tralascia la fede in nome della razionalità scientifica e tecnologica, tanto più sembra diventare credulona, disposta ad affidarsi a qualunque cosa – dagli oroscopi ai sortilegi, dai guaritori ai maghi, alle cabale … – a tutto quel mondo esoterico che non solo è creduto, ma anche cercato. Si può costruire la vita sulla credulità e sulla superstizione? Si può affidare la nostra serenità a oracoli, illusioni, emozioni che vengono manipolate da chi ha convenienza? Per lucrare sulla confusione delle idee, per poter meglio condizionare te menti e i cuori, oggi si presenta il male come bene, e il falso come vero.

 

4.       La concretezza delle idee

La Quaresima è tempo favorevole per purificare lo spirito dalle falsità che distorcono la nostra mente: per fare verità nel modo di giudicare prima ancora che di agire, sapendo che le azioni seguono le idee. Se ci pensiamo, la cosa più concreta non sono i fatti, ma le idee che ispirano i comportamenti: se le idee sono vere le azioni saranno vere e buone! Ma se sono false allora saremo noi stessi nella menzogna, affermando a tutti di essere nella verità e nella giustizia. Nei momenti di silenzio di questo tempo quaresimale, cerchiamo di individuare i luoghi comuni che ci suggestionano, gli slogan ingannatori sulla vita e la morte, sull’amore e la famiglia, sulla libertà e i legami, su stili di vita diffusi, su leggi che in nome della libertà individuale vanno contro la vita indifesa, o lasciano sole le persone più deboli. Fissando lo sguardo su Gesù sapremo smascherare i nostri nascondigli interiori, le nostre scuse infantili, le autogiustificazioni solenni ma ideologiche. Sapremo chiamare le cose con il loro nome: il bene e il male, la linearità e i raggiri, gli egoismi e i comodi propri, le paure e i pregiudizi … Saremo più liberi e sereni, più umili perché più veri, più disposti a metterci in discussione, più grati di essere parte della comunità ecclesiale concreta, senza sognare ciò che non esisterà mai sulla terra. Si sa, sognare realtà perfette è comodo per sentirsi legittimati a criticare e rifiutare realtà e persone, gettando sugli altri responsabilità nostre.

La Vergine Santa ha vissuto la sua Quaresima in modo unico: l’ha vissuta con l’obbedienza della fede, e con fiducia d’amore. Sotto la Croce del Figlio non si è lamentata e non ha pianto su se stessa, ma ha continuato a credere che Dio è fedele, e tutto conduce alla risurrezione.

 

Angelo Card. Bagnasco

Arcivescovo Metropolita di Genova