“Stretti attorno a Maria, Madre di misericordia”

Omelia pronunciata a Ovada in occasione della preghiera dei Vespri per l'incontro delle Confraternite di Piemonte, Lombardia, Liguria
18-09-2022

Ovada, 18.9.2022

Incontro Confraternite

di Piemonte, Lombardia, Liguria

 

OMELIA ai VESPRI

“Stretti attorno a Maria, Madre di misericordia”

Eccellenza Carissima

Cari Fratelli e Sorelle delle Confraternite

delle Regioni di Piemonte, Lombardia e Liguria

è una gioia per me essere qui con voi a questo significativo Incontro del Nord-Ovest d’Italia. Mi rallegro per il vostro cammino che permette la reciproca conoscenza, la condivisione delle esperienze, ritempra l’entusiasmo, conferma la vostra identità nella diversità delle storie, ma nella identica appartenenza alla Chiesa.

La Chiesa è madre, e voi siete generati dal suo grembo fecondo; la Chiesa è nutrice, e voi sapete che in lei vi è il Pane della vita; la Chiesa è maestra, sulle sue labbra vi è la Parola della fede apostolica; la Chiesa nasce dall’amore ferito di Gesù sulla croce, e voi ne siete segno generoso per tutti, vivi e defunti, bisognosi e dimenticati. La vostra è una storia che, variegata nelle forme, nasce dalla fede nel Verbo fatto carne nel grembo purissimo di Maria, e dall’amore di Dio che ci fa capaci di amare c di servire gli altri con il suo cuore.

Spesso, ho la grazia di vedere nel nostro Paese folle di persone attirate dalle celebrazioni della comunità cristiana, celebrazioni dove voi siete presenti con i vostri segni, che sanno di storia e che parlano anche al mondo moderno. Perché hanno qualcosa da dire ancora oggi? E perché la gente sente questa voce che sembra venire da lontano, e che è eco di chi ci ha preceduto nei secoli? Perché vedo un fascino che esprime un desiderio, una speranza, un’attesa nei cuori dei credenti ma anche di molti che sembrano indifferenti e forse lontani? Forse perché pensano di vedere del folclore, perché sono incuriositi da qualcosa di insolito rispetto agli spettacoli consueti? Forse per sorridere con sarcasmo, per giudicare e compatire “chi ci crede ancora”? Sono certo di no!

Cari Amici, nelle vostre tradizioni, comprese le immagini care alla pietà popolare, non ho visto folclore ma fede. Sono testimonianza umile e convinta della fede in Gesù, testimonianza di fronte a un mondo che sembra indifferente ma che, in fondo al cuore, sente l’angoscia per il proprio destino, spera di intravedere una luce affidabile, di ascoltare un messaggio di verità e di speranza: spera che, oltre la vita terrena vi sia non il nulla ma la vita eterna. Spera di sentire una parola di perdono per i propri peccati, una parola che non suoni come discolpa consolatoria, ma di perdono che rigenera e riapre alla vita e alla fiducia in se stessi.

Anche il mondo moderno, che appare così distratto e a volte ostile – voi lo sapete – attende senza dirlo il perdono di Dio che Gesù ci ha conquistato con il suo sangue. Anche oggi l’uomo sente il bisogno inconfessato di inginocchiarsi davanti a chi, con autorità non sua, può dire una parola di cielo: “io ti assolvo dai tuoi peccati”.

Negli sguardi, nei gesti, nella stessa curiosità, mi sembra di vedere piuttosto questo desiderio, quasi un’invocazione: il desiderio di un mondo migliore, di qualcosa che dia un colpo d’ala al presente pesante e annoiato, che capovolga l’individualismo diffuso e triste. Esso, però, non è riuscito a spegnere il bisogno di stare insieme, di volersi bene, di guardare il cielo, di invocare Dio, di ritrovare Gesù che forse, nel cammino della vita, si è perso di vista, ma del quale sopravvive una segreta nostalgia.

Non si è spento il bisogno di non sentirsi soli in mezzo alla moltitudine, di sapersi guardati da qualcuno che ci vuole bene e che ci è a fianco anche quando noi siamo distratti e forse lontani; anche quando lo contestiamo, e gli voltiamo le spalle.  Sì, Dio non è assente nel nostro mondo e l’uomo ne sente il bisogno. Egli ha parole di misericordia e di perdono, ci solleva dalle cadute, ci parla di una realtà diversa, più concreta e reale di tutto ciò che vediamo.

La Madonna della Misericordia, vostra Patrona, riassume tutto questo, così come una madre riassume il Figlio del suo grembo e lo presenta al mondo. Sotto quel manto, grande quanto l’umanità e la storia, continuate a stare insieme, a vedervi, a pregare, chiedendo a lei di ispirare i vostri passi, di darvi coraggio nella vostra presenza: essa è già, da sola, una voce che parla di Lui, il Signore. E pensate all’Europa, a tanti fratelli e sorelle che – al di là delle lingue e delle storie – percorrono lo stesso vostro sentiero confraternale.

Sotto il mano della Santa Vergine, vogliamo stare noi con voi: stretti attorno a lei, saremo stretti tra noi, sempre aperti e desiderosi di stringerci ancora di più per fare posto a tutti, al mondo intero.

Card. Angelo Bagnasco

Arcivescovo emerito di Genova