“La qualità della vita”

Omelia della S. Messa del pomeriggio pronunciata nella Solennità della Madonna della Guardia
29-08-2018
 Arcidiocesi di Genova
Solennità della Madonna della Guardia, 29.8.2018
Santa Messa del pomeriggio
OMELIA
La qualità della vita
Cari Fratelli e Sorelle nel Signore
La festa della Madonna della Guardia fa emergere i sentimenti più profondi dello spirito, le nostalgie che abitano il cuore. Questo accade soprattutto quando ci sentiamo nell’ ambiente familiare e intimo della casa. E’allora che siamo più disponibili, l’anima si scioglie dolcemente anche quando tira fuori preoccupazioni e pene. Ci accade così anche ora. Ognuno – se si sente a casa davanti alla grande Madre – apre il cuore con semplicità e fiducia, con la certezza che, comunque, la Madonna risponderà. Quest’anno – come genovesi – abbiamo tutti una pena in più nel cuore, una pena che ci accomuna in questi giorni di lutto e dolore: il crollo del ponte sul Polcevera con il suo carico di vittime, disagi, preoccupazioni. Le tragedie – qualunque siano le cause – mettono a nudo la nostra fragilità, i limiti della condizione umana, il fatto che non siamo padroni della vita, che abbiamo bisogno gli uni degli altri. Questo accade sempre e ovunque, in ogni circostanza e ambiente, nel piccolo mondo della nostra famiglia come nella comunità cristiana, nella società civile come nella convivenza internazionale.
Dio ci ha creati così, bisognosi gli uni degli altri, con la spinta a condividere le gioie, ma anche a chiedere aiuto, a mettere insieme la speranza, a sostenerci nella fiducia, a credere che – insieme – è sempre possibile superare le difficoltà, portare i dolori, affrontare la vita. Ecco perché possiamo vedere, dentro ad ogni situazione di limite e di bisogno, non solo un peso da portare, ma anche u n dono da cogliere e una responsabilità da abbracciare.
Oggi si parla spesso di ‘qualità della vita’, come se fosse questo il criterio per giudicare se un’esistenza umana valga la pena di essere vissuta o no. A ben vedere, però, la cosiddetta ‘qualità della vita’ è intesa come autonomia ed efficienza. Il Santo Padre, dialogando con le famiglie a Dublino, affermava che oggi la cultura diffusa ‘scarta tutto quello che non serve, scarta i bambini perché danno fastidio, scarta i vecchi perché non servono’Soltanto l’amore – ha aggiunto – salva da questa cultura dello scarto” (Incontro Mondiale delle Famiglie, Discorso 25.8.2018).
La vita, infatti, non è sempre nel pieno vigore degli anni, delle forze, dell’indipendenza, della capacità di affermare se stessi. Le stagioni cambiano, gli anni si rincorrono inarrestabili come un fiume che scorre a volte lento e calmo, a volte burrascoso, ma sempre inesorabile. Le circostanze mutano anche all’improvviso, senza rispetto per l’età di chi è coinvolto – anche giovanissimi – e che, pertanto, rende i drammi ancor più inestricabili e pesanti. Quando abbiamo bisogno, dobbiamo uscire dalla nostra sufficienza e tendere la mano per chiedere aiuto, mentre gli altri sono interpellai ad uscire a loro volta dal proprio guscio sicuro e comodo per offrire la mano e coinvolgersi nel destino altrui. Si apre così una rete di interesse, di vicinanza, di amore fraterno, per portare gli uni i pesi degli altri. La cosiddetta ‘qualità della vita’ è questa: la non solitudine, la rete d’amore nella quale viviamo!
Cari Amici, ‘la famiglia che prega insieme, rimane insieme’ ha ricordato il Santo Padre (id). Ciò vale anche per la comunità cristiana e la società civile. Se non leviamo lo sguardo, e non portiamo in alto i nostri cuori, resta solo la terra senza orizzonte, stanca e senza fiducia nel domani. La Madonna della Guardia ci aiuti a condividere i disagi degli altri con umiltà e coraggio, con forza e determinazione. Non tutti possiamo far tutto, ma tutti possiamo fare qualcosa: un sorriso benevolo, un silenzio che ascolta, una parola semplice, una disponibilità di alloggio, una preghiera alla Vergine, hanno il potere di accendere una piccola luce per illuminare i passi giorno dopo giorno, e di scaldare il cuore nostro e altrui.
                                                                                      Angelo Card. Bagnasco
                                                                            Arcivescovo Metropolita di Genova