La gioia dell’amore

Omelia pronunciata nell'Oratorio di San Filippo Neri nella S. Messa per l'ordinazione diaconale di P. Enea Traffano
26-05-2016
 Arcidiocesi di Genova
Giovedì 26.5.2016
Quinto Centenario della nascita di san Filippo Neri
Ordinazione Diaconale di Enea Traffano
OMELIA
 
‘La gioia dell’amore’
Cari Fratelli e Sorelle nel Signore
Se il tratto della gioia cristiana è caratteristico di San Filippo Neri e dei suoi figli spirituali, oggi questa gioia si arricchisce di un nuovo dono: l’ordinazione diaconale del nostro fratello Enea.
E’ veramente una grazia, caro Enea, ricevere il diaconato nel centenario della nascita di san Filippo: una grazia per te, per la tua e nostra cara comunità degli Oratoriani, per la Diocesi.
L’esempio della tua radicale donazione sia per tutti motivo di fiducia nel futuro, di incoraggiamento di fronte alle difficoltà, di gratitudine al Signore che è fedele alla sua parola: ‘io sono sempre con voi, non temete’. Dove c’è timore non entra la gioia del cuore. Noi tutti ti auguriamo di essere un diacono della gioia e, un giorno, un sacerdote della gioia. Non della gioia mondana quando le cose vanno bene, c’è la salute, il vigore degli anni, il successo e il plauso degli altri. Tutto questo passa prima o dopo. E allora la gioia viene meno: solo -con Gesù Cristo – scrive il Santo Padre nel Messaggio per il Centenario ‘sempre nasce e rinasce la gioia’.
Qui sta dunque il segreto: stare al centro dell’anima, la ragione vera delle cose, l’unico essenziale, il fondamento roccioso del nostro vivere e morire. Le difficoltà, le incomprensioni, le prove fanno parte del vivere di tutti: anche della vita terrena di Gesù. Ma il suo cuore dimorava presso il suo tesoro, e il suo tesoro era il Padre: ‘non la mia ma la tua volontà si compia’. Gesù vedeva tutto nella luce del Padre, del Dio- Amore. Per questo il fondo del suo cuore era abitato da una gioia che neppure la morte poteva distruggere.
Ebbene, sii servitore di questa gioia di cui l’umanità ha sconfinato bisogno; il mondo langue e ride, è angosciato e si ubriaca in mille modi, cerca casa e corre folle da una parte all’altra, desidera la famiglia ma l’intende male. Ha bisogno di vedere la gioia che non viene meno al soffiare dei venti contrari; di toccare che è possibile vivere nella gratuità dei rapporti, che è affascinante donarsi e servire senza nulla pretendere. Il cuore dell’uomo moderno si strugge per l’anelito di sapere che qualcosa è vero, è bello non per una stagione ma per sempre. Ha paura del per sempre, ma spera che esista da qualche parte di questo magnifico e straziato mondo. Vuoi tu essere un piccolo, umile segno di questo ‘per sempre’ lieto e gioioso? Non è la chiassosità o il fragore del riso che mostrano il sorriso che tutti desideriamo – di quello ce n-è in abbondanza! – ma la pace profonda, la serenità del sacrificio senza sentirsi dei martiri, è la fortezza nella prova. E’, in una parola, che si può vivere e che è bello vivere in un modo diverso, diverso non perché si vuole fare i diversi dagli altri, ma per essere fedeli a Gesù pur con i nostri limiti, difetti e peccati.
San Filppo Neri amava la vita, amava la gioia, e per questo si è donato a Cristo e si è fatto tutto a tutto per guadagnare tutti a Dio. La via scelta era dentro di lui, e Filippo l’ha scoperta e abbracciata: la vita dell’amore a Gesù, all’Eucaristia, alla Vergine Madre, alla Madre Vergine, alla Chiesa, al mondo, specialmente i più deboli e i giovani. Un amore tanto grande da ingrandire il suo cuore di carne, ma soprattutto da dilatare il suo spirito: il calore umano, la letizia, la mitezza, la soavità – come ha scritto il Papa – sono ancelle della gioia evangelica. Siano i tratti della tua vita che affidiamo alla Madonna Regina di Genova.
 Angelo Card. Bagnasco
Arcivescovo Metropolita di Genova