“La fede dei Santi segna la storia degli uomini”

Omelia pronunciata in Cattedrale nella S. Messa per la Solennità di Tutti i Santi
01-11-2017
 Arcidiocesi di Genova
Solennità di Tutti i Santi
OMELIA
“La fede dei Santi segna la storia degli uomini”
 
 
Cari Fratelli e Sorelle
La festa dei Santi è festa di famiglia: essi vivono nel mondo invisibile di Dio. Non si vede e noi, mortali, siamo tentati di non considerarlo, abituati a credere solo a ciò che possiamo vedere e misurare. Non si vede ma lo possiamo toccare, come un cieco che non vede ma è in grado di conoscere attraverso la sensibilità del tatto e dell’udito. Questa sensibilità che ci fa toccare l’invisibile è la fede. I Santi avevano una capacità finissima di toccare e udire Dio e il mondo di Dio, come se lo vedessero nonostante le notti spirituali che molti hanno dovuto vivere. Dunque, questa festa ci parla innanzitutto non della carità e delle opere dei Santi, ma della loro vita di fede, che significa non fare qualcosa per Dio, ma lasciarsi fare da Dio, dalle mani invisibili dello Spirito.
 
La fede – per gli apostoli, i martiri, i confessori di ieri e di oggi nel mondo, anche in Europa – è una luce talmente abbagliante da diventare oscurità, un’oscurità che non mortifica l’intelligenza ma la eleva, non priva ma arricchisce, non acceca ma conduce: tanto che, anche ai nostri giorni, la mancanza di fede espone a qualunque credulità e superstizione. Si pretende di tutto capire e tutto verificare attraverso gli strumenti umani, come se la realtà dovesse cedere tutta sotto il nostro controllo diretto e sperimentale; ma così la realtà si rimpiccolisce tanto da ridursi al mondo e alla vita terrena. In questo modo, viene a mancare il respiro: è per questo – per mancanza d’aria – che l’uomo è tentato di percorrere strade parallele per evadere illusoriamente dalle strettoie che lui stesso si è costruito rifiutando l’orizzonte della fede. La fede apre spazi e orizzonti che non negano ciò che è terreno, ma lo abbracciano: apre il respiro, dona significato e senso.
 
I Santi hanno ascoltato le voci profonde del cuore e della vita, e hanno sfiorato Gesù e il suo Vangelo: allora – attraverso la sensibilità del tocco – hanno intuito una corrispondenza incomparabile tra l’anima e Lui che, come un viandante nella storia, cerca, guarda, sfiora, lascia tracce, affinché l’umanità intraveda la luce e trovi la gioia. Non tutto deve essere chiaro e distinto, basta che sia luminoso: se crediamo solo a ciò che comprendiamo pienamente, che appare logico e distinto per la nostra mente, dov’è la fiducia? L’invito di Gesù a Pietro di camminare sul mare, non era ragionevole, ma l’Apostolo si è fidato di quella parola solo perché l’ha detta Lui, il Maestro. E il suo piede non è affondato fino a quando ha guardato il volto di Cristo.
 
Ecco i Santi: gente che ha camminato sul mare tempestoso della storia con lo sguardo fisso a Cristo. Nutrendosi dell’invisibile, hanno schivato le trappole del mondo, innanzitutto la trappola dei modi di pensare che rispondono alle logiche dell’io, del narcisismo, della vanità e della presunzione, del comodo e dell’affermazione di sé. Essi hanno vissuto in perdita nella logica del vangelo, e oggi siamo qui per guardarli, ammirarli, gioire di loro e con loro. Essi hanno segnato la storia perché umili secondo le beatitudini: i grandi della terra, e coloro che misurano le cose su di sé, come se fossero l’ombelico del mondo, si credono importanti, ma invece sono vuoti, fantasmi inconsistenti, che si agitano tra le ombre illusi di contare, ma che non concludono nulla perché non hanno nulla da dire.
 
I Santi – cari Amici – ci insegnano la fede e la vita nella fede, ognuno secondo la propria vocazione. Ma la fede ci parla di umiltà, di piccolezza, di povertà, di perdono, di operosità mite e pacifica. Ci parla anche di persecuzione per la giustizia, quella di Dio. Non siamo soli: il mondo dell’invisibile ci accompagna, ci sostiene, ci esorta e incoraggia. La santa Vergine, Madre e Regina di Genova, continua ad ascoltare la preghiera del piccolo Gesù: “et rege eos”, guidali e sostienili.
 
Angelo Card. Bagnasco
Arcivescovo Metropolita di Genova