“Invisibili ma vicine”

Omelia pronunciata nella Chiesa del Monastero delle Monache Visitandine nella S. Messa per la Solennità di Santa Giovanna Francesca di Chantal
12-08-2022

Genova 12.8.2022 Monastero Monache Visitandine
Solennità di Santa Giovanna Francesca di Chantal
OMELIA
“Invisibili ma vicine”

Care Sorelle della Visitazione

Con voi festeggiamo Santa Giovanna Francesca di Chantal che, con la guida spirituale di San Francesco di Sales, fondò la Congregazione delle Visitandine. Fa bene fare memoria di coloro che ci hanno preceduto, che – senza conoscerci – hanno pensato anche a noi. Voi, infatti,  care Sorelle eravate nel cuore di Santa Giovanna Francesca, e ricordarla significa tornare alla sorgente, bere l’acqua fresca delle vostre origini. Vi permette di camminare veloci e liete nel nostro tempo senza farvi sviare dalle mode del tempo. I Santi hanno vissuto guardando a Gesù, a quello che ha detto e fatto senza stravolgimenti interpretativi. Per questo hanno raggiunto la santità e hanno aiutato le anime nella via al Cielo. Care sorelle, voi sapete che la via della santità è la via della croce, ma è anche quella della gioia, quella del cielo.

  1. Portare la grazia al mondo

Non è forse questa la vostra missione? Portare la grazia nel mondo! Quando la Santa Vergine incontrò Elisabetta, Giovanni Battista esultò nel grembo dell’anziana madre, esultò di gioia poiché aveva incontrato la grazia del Salvatore promesso, del Messia atteso, di Colui al quale avrebbe preparato la strada. E’ questo il frutto della grazia di Dio: l’esultanza, la letizia del cuore, la pace dell’anima. In una parola, la gioia di Gesù.  Quanto è grande il bisogno della gioia, oggi, in un tempo di sconcerto e di solitudine! Ma come potete voi portare la gioia all’ uomo moderno? Come incontrare i cuori affaticati? Quali strade potete percorrere voi che non potete uscire dal vostro monastero? Forse bisogna aprire ogni porta e abbattere questi muri? Le vostre vie sono quelle dell’invisibile, sono quelle dello spirito, quelle che solo Dio può percorrere, quelle che arrivano nelle profondità del cuore e sono capaci di suscitare domande, donare risposte,  sciogliere durezze, dare significato all’esistenza, aprire orizzonti di speranza. Ecco i luoghi dell’incontro, ecco i crocicchi delle strade dove l’uomo moderno vi incontra senza sapere che voi siete lì, e vegliate con la misteriosa lampada della fede e dell’amore, con l’olio della consolazione e il vino della gioia di Cristo. Per questo siete araldi del Vangelo in un mondo ripiegato su se stesso, siete missionarie della luce in un mondo di dubbi, siete umili messaggere  di dolcezza in un mondo violento e pieno di  conflitti. Voi, infatti, siete nascoste ma non assenti, invisibili ma reali, piccole come le viole ma non inermi, perché portate il buon profumo di Cristo. Ecco perché la vostra vita claustrale è un mistero di grazia per l’umanità e per il mondo. La preghiera – questa grande felicità – è il vostro respiro!

  1. Essere rafforzati nell’uomo interiore (cfr Ef 3, 16)

E’ forse poesia tutto questo? E’ forse un’illusione patetica? La vostra scelta è  forse fuga al riparo dal mondo, dalle fatiche quotidiane, dalle responsabilità della storia? Solo pensarlo è offensivo, ma soprattutto è falso: significa giudicare senza conoscere.

Oggi si pensa che la prima e più importante responsabilità sono le cose temporali, l’impegno per costruire una terra giusta e prospera. Anche i credenti possono restarne presi, dimenticando però che il discepolo non è un brav’uomo ma un uomo redento. In questa prospettiva terrena gli uomini devono certamente coinvolgersi e lavorare, ma senza scordarsi che vi sono anche altre battaglie da affrontare, altre sfide con cui  misurarsi in ogni momento.

Di questo parla San Paolo: “Prego che (Dio) vi conceda (…) di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell’uomo interiore”. Oltre il mondo attorno a noi, vi è il mondo dentro di noi: questo mondo interiore è spesso la sfida più grande, certamente la più decisiva poiché ne va del nostro destino, l’eternità. Anche i cristiani a volte sembrano assorbiti nel  costruire la storia anziché crescere nello spirito: temono di restare fuori dal mondo se pensano all’anima, e con questo metro facilmente sono giudicate scelte e realtà diverse. Rafforzare l’anima con un quotidiano lavorio di preghiera, di ascesi e vita comune, chiede vigilanza, fede, coraggio, lotta con se stessi, sapendo che l’aiuto della grazia, il suo Santo Spirito non mancheranno mai poiché Dio è fedele.

Care Sorelle, vi diciamo grazie! Noi tutti abbiamo bisogno di sapere che ci siete accanto, che vi siete separate dal mondo per starci più vicine; che non ci avete abbandonai nelle lotte della vita, poiché anche voi le conoscete nel vostro spirito, le portate con noi nella preghiera che fa di voi dei ceri accesi, la cui vita si esprime in una fiamma d’amore.

Card. Angelo Bagnasco

Arcivescovo emerito di Genova