Genova come il Battista

Omelia pronunciata in Cattedrale dopo la processione per la solennità di San Giovanni Battista, patrono della Diocesi e della Città
24-06-2016
Arcidiocesi di Genova
Venerdì 24.06.2016
Solennità di San Giovanni Battista
Omelia dopo la Processione
“Genova come il Battista”
Cari Fratelli e Sorelle nel Signore
Portare le ceneri di san Giovanni Battista fino al nostro mare desta sempre emozioni e ricordi: le emozioni sono legate al Patrono della Chiesa e della Città. Genova, infatti, ha l’onore di custodire le ceneri del Precursore di Cristo, di aver vissuto come la sentinella nella notte che scruta l’arrivo della luce, l’aurora di un giorno nuovo. E appena la scorge, lancia il grido della gioia, sveglia dal sonno gli altri, da sentinella si fa messaggero della luce.
Potesse anche Genova essere sentinella fedele e messaggera ardita! Sì, vorremmo che fosse sentinella che sa scrutare i tempi nuovi senza sonnolenza o pigrizie, senza paura, desiderosa di cimentarsi con il nuovo giorno promettente di opportunità e foriero di sfide.
Genova, adagiata come regina tra i monti e il mare, avvolta dai venti e superba di laboriosità e di ingegno, sei sveglia? Sorvegli la notte? Scruti le prime luci del giorno? Desideri misurarti col nuovo che incalza ma che non deve travolgerti? Sei pronta a dominarlo con coraggio senza subirlo? E poi, Genova amata, sei messaggera? Sì, messaggera che corre da una parte all’altra di se stessa e del mondo; che corre veloce, fantasiosa, impaziente di ascoltare, di capire, di creare progetti, sognare insieme, promuovere sinergie … messaggera di legami virtuosi, di unità di intenti; desiderosa di presentarsi al mondo con una sola voce, decisa e chiara, ragionata e insistente, per rivendicare considerazione e ascolto.
Noi ti amiamo, e per questo ti vogliamo bella e prospera, operosa per tutti i tuoi figli. La lunga crisi morde ancora nella carne di molta gente, a volte sembra addirittura peggiorare. La parola d’ordine è “razionalizzare”, che con cinica eleganza vuoI dire tagliare cose e persone. Nessuno nega la complessità globale, ma la gente semplice, non avvezza a strategie e conti pur necessari, si chiede quando si vedrà la luce? E, prima ancora, come tirare i mesi? I giovani, come riempire le giornate con dignità? I genitori, come educare i figli con libertà secondo i propri principi? Gli adulti, come mantenere la famiglia e onorare gli impegni? Gli anziani, come curare la propria stagione di vita?
Non dobbiamo cedere alla sfiducia, ma dobbiamo tutti fare un passo deciso per amore nostro, delle fan1iglie, della Città: è il passo non facile forse ma sempre possibile, sicuramente urgente e necessario, del parlarci per camminare insieme: se ognuno fa la sua parte – piccola o grande che sia – allora il sogno diventa realtà e la luce appare. Molti fronti possono illuminarsi, e con essi ritrovare il sorriso grandi e piccoli.
Il sogno che abbiamo evocato davanti alle insigni reliquie del Battista, è arduo ma necessario: con il Signore tutto diventa possibile, anche i miracoli. La forza della fede, che si traduce nella preghiera, sia la nostra luce e la nostra forza: luce per non sbagliare la strada, forza per percorrerla senza arrenderci. AI cuore della fede cristiana – la fede dei nostri Padri che hanno dichiarato Maria Regina di Genova (1637) – ci sta la divina Eucaristia, fonte e culmine della Chiesa. Il Congresso Eucaristico Nazionale, che sarà celebrato dal 15 al 18 settembre prossimo, vedrà tutte le città italiane qui rappresentate con le loro Delegazioni. Genova avrà l’onore e il compito di accogliere tutti. Prepariamoci a quell’evento di grazia con preghiera intensa e carità operosa. Prepariamoci per esserci tutti e con cuore caldo, per un atto pubblico di adorazione e di testimonianza, di amore a Cristo-Eucaristia e alla Città, che vogliamo servire con lealtà, libertà e intelligenza generosa. San Giovanni, che ha sempre rappresentato un riferimento per noi genovesi, vecchi e nuovi, ci sostenga con l’esempio della sua fede intrepida, e la Santa Vergine Regina ci guardi mentre la guardiamo con rinnovata e intensa preghiera.
Angelo Card. Bagnasco
Arcivescovo di Genova