Desiderio di Famiglia

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Omelia pronunciata al Santuario di N.S. della Guardia nella S. Messa del mattino della solennità
29-08-2015

Arcidiocesi di Genova

Solennità della Madonna della Guardia, 29.8.2015

Santa Messa del Mattino

OMELIA

‘Desiderio di famiglia’

 

 

Cari Fratelli e Sorelle

La festa della Madonna della Guardia ritorna come un caro anniversario di famiglia. Ancora una volta la Madonna ci parla della casa di Nazaret, della vita semplice di Gesù – bambino, ragazzo, giovane – che vive da figlio con Maria e Giuseppe. Ci ricorda la vita quotidiana delle famiglie di ieri e di oggi; ma soprattutto ci parla della bellezza della famiglia, della sua fondamentale importanza per ogni persona e per ogni società.

1.         Quanto desiderio c’è oggi di famiglia! Nonostante difficoltà e venti contrari, i giovani desiderano farsi una famiglia perché ne sentono l’importanza, ne colgono il valore. Riconoscono che se poter viaggiare e conoscere il mondo allarga gli orizzonti, poter tornare a casa è necessario e bello: ritornare per rientrare in se stessi, fare sintesi, raccontare ad altri che ci vogliono bene, sentirsi accolti, pensati, desiderati, attesi, richiamati con amorevolezza per non perdere la via del bene. La famiglia è tutto questo ed altro ancora, in un intreccio d’amore tra generazioni e generi che ha inizio e fondamento nel matrimonio. Ma quanto appare difficile oggi entrare in questo splendido mondo familiare senza pregiudizi e con sufficiente chiarezza! Una certa rappresentazione vuole farci credere che oggi nelle famiglie regnano solo difficoltà, ostacoli, ferite, situazioni insormontabili: quando, addirittura, qualcuno non pensa che è causa di molti male. Potremmo dire che la famiglia è oggi la grande inquisita e la cenerentola. Perché succede questo? Perché, nonostante che i giovani abbiano il desiderio di famiglia, sembra così difficile intendersi sulla famiglia? Credo che il motivo sia questo: perché bisogna parlare di amore! E questo è un discorso diventato difficile perché inquinato da una serie di bugie che vengono continuamente ripetute, con la raffinata arte della manipolazione delle menti e delle coscienze. Ne metto in evidenza tre.

2.         Si ripete fino all’esasperazione che l’amore è solo sensibilità e sentimento, mentre invece è anche volontà e decisione: è la scelta di accogliere per sempre un’altra persona e diventare un ‘noi’. Si ripete che l’amore deve essere sempre gratificazione, e quando questa non c’è vuol dire che l’amore è finito: ma la vita di coppia non è sempre effervescente, facile, piena di slanci, è anche impegno e sacrificio. E questo non contraddice l’amarsi, semmai lo rende più vero e più forte perché mette radici profonde nei cuori.

3.         Un’altra bugia è che amare significa prendere, mentre invece vuol dire innanzitutto donare, anzi donarsi. E questo comporta un continuo esodo, un uscire da sé per andare incontro all’altro. Comporta porre la nostra felicità nella felicità vera dell’altro, il proprio bene nel vero bene dell’altro. Quando parlo di felicità vera e di bene vero, intendo dire che vi può essere anche qualcosa che è considerato vero e buono ma non lo è; voglio dire che il bene  costa impegno e anche sacrificio. Ma fa bene!  Ciò significa che gli sposi tra loro, e i genitori con figli, devono aiutarsi a cercare insieme la verità e il bene al di là delle sensazioni e delle voglie di ciascuno. Anche in questo sono necessari un esercizio costante, una disciplina di coppia e di famiglia. Si è mai visto costruire una casa senza un metodo e un progetto, spontaneamente e senza fatica?

4.         Un terza bugia sembra impossibile, ma ormai circola e – come spesso accade – avanza come un’onda dal mare dell’individualismo: si sostiene con fiera sicurezza che due sposi vivono meglio senza figli perché i figli limiterebbero in modo insopportabile la libertà dei genitori. Si vuole scardinare l’idea che i figli – se vengono – sono il frutto bello e benedetto dell’ amore coniugale, e si vuole far pensare che è meglio non averne perché sono un impaccio per il papà e la mamma, per la loro ‘realizzazione’.

Il discorso sarebbe ancora lungo, e nel biennio sulla famiglia sicuramente se n’è parlato. Appena possibile sarà redatta – come frutto conclusivo – una ‘Carta della famiglia’, una sorta di ‘Bussola’.

5.         Ora vorrei spingere lo sguardo lontano, non solo al prossimo Sinodo della Chiesa sulla famiglia, ma – ancora oltre – al Congresso Eucaristico Nazionale che si celebrerà a Genova dal 15 al 18 settembre del 2016, all’interno del Giubileo della Misericordia. E’ un onore e una gioia per la nostra Chiesa e un grande impegno. Il Programma pastorale della Diocesi già prevede alcune iniziative specifiche. Ma da questa cara Basilica-Santuario, sotto lo sguardo della nostra Celeste Guardiana, chiedo a tutti i fedeli non solo di pregare ogni giorno per il grande appuntamento, ma anche di partecipare alla Santa Messa nei giorni feriali almeno una volta per tutte le settimane fino al Congresso Eucaristico. Non poche persone vanno alla Messa anche tutti i giorni, e questa è una grande grazia, ma chiedo a tutti questo passo in più. Non è impossibile se c’è un po’ di fede e di amore a Gesù Eucaristia. La Madonna ci sorriderà con particolari benedizioni e grazie.

                                                                                             Angelo Card. Bagnasco

 

                                                                                             Arcivescovo di Genova