Centesimo Anniversario della Casa della Divina Provvidenza di Certosa

Omelia pronunciata nella Parrocchia S. Bartolomeo della Certosa
06-05-2018
Arcidiocesi di Genova
Domenica 6.5.2018
Centesimo Anniversario della Casa della Divina Provvidenza di Certosa
e della presenza delle Suore Maestre di Santa Dorotea, Figlie dei Sacri Cuori
OMELIA
Cari Fratelli e Sorelle nel Signore
1. È una gioia partecipare a questa festa di famiglia: la famiglia della Parrocchia di Certosa, e la famiglia delle Suore Maestre di Santa Dorotea, Figlie dei Sacri Cuori: esse sono qui da cento anni. Tutto ci spinge a lodare Dio, a ringraziare la Divina Provvidenza, il Santo Fondatore delle Suore, il Vescovo Giovanni Antonio Farina.
Saluto con affetto il Parroco, Don Gianandrea Grosso e il Curato, Don Andrea Carcasole; saluto il Sig. Sindaco e le Autorità presenti; saluto la Madre Generale delle nostre Care Suore e tutta la Comunità Religiosa.
Vedere tante persone, anche quanti hanno frequentato la Scuola e ora sono adulti, i genitori dei bambini che la frequentano, è segno della grande stima e dell’affetto riconoscente alla Parrocchia che ha istituito – nel 1918 – la Casa della Divina Provvidenza, e alla Comunità religiosa che qui è giunta nello stesso anno. I due destini si intrecciano.
Sappiamo che il Parroco di allora, Don Andrea Parodi, fondò la Casa che era inizialmente destinata ai profughi di guerra, e che in seguito accolse bambine rimaste orfane: fu lui a chiedere alle Suore che venissero a Certosa per essere educatrici sagge e materne. Negli anni, poi, l’orfanotrofio lasciò spazio alla scuola dell’infanzia ed elementare. Le prime tre Suore giunsero il 18 maggio del 1918 e – ricevendo in dono un quadro della Madonna di Pompei – dichiararono la Santa Vergine la loro “vera e unica padrona di casa. La storia della Casa della Divina Provvidenza, dunque, si intreccia da sempre alle Suore di San Giovanni Antonio Farina; ma anche la Parrocchia di Certosa da sempre ha sentito le Suore come membri della famiglia, in uno scambio benefico di stima, preghiera, sostegno.
Quando delle Religiose entrano a far parte di una Comunità parrocchiale, qualunque sia il loro compito, cambia l’aria della Parrocchia: tutto si riveste di una patina di maternità, di ferma comprensione, di tenerezza. Si respira l’aria della Provvidenza, e tutto sembra più facile e possibile. Il genio femminile, infatti, porta in sé una singolare capacità di dono, l’impronta di ciò che è eroico. Vogliamo ringraziare il Signore per questa presenza, oggi provvidenziale almeno quanto allora.
2. Una parola a voi, cari Genitori dei bambini di ieri e di oggi. La vostra missione è grandiosa: attraverso il vostro amore Dio continua il miracolo della vita. Procreare un uomo ha un tempo, ma educare una persona non ha tempo: dura tutta la vita. La cultura di oggi non vi aiuta, ma il vostro altissimo compito resta intatto. La famiglia – lo sappiamo – è il luogo dove si trova sicurezza, si rigenera la fiducia, dove i ruoli sono riconosciuti e rispettati, i figli imparano a chiamare le cose per nome, a distinguere il bene dal male, a riconoscere diritti e doveri; dove scoprono che le regole sono necessarie per vivere insieme, e i ‘no’ fermi dei genitori insegnano a fidarsi e ad essere veramente liberi; dove – vedendo il papà e la mamma – il bambino fa esperienza della bellezza dei legami, della serietà della parola data e dell’importanza dell’onore. La famiglia – se solida – è il punto fermo che ci insegna ad avere fiducia in noi stessi, a non aver paura della sfide e dei dolori, ma ad affrontarli e a portarli con l’aiuto di Dio e la vicinanza degli altri. In famiglia si apprende, nel modo giusto, che la morte fa parte della vita e che, oltre quella porta, Dio ci attende come Padre.
Molte sono le cose che vi giocano contro, ma il Signore vi è vicino e vi sostiene. Si vuole far diventare la vostra missione educativa impossibile: per questo si rende ogni legame debole, solubile, soprattutto quello familiare, così che – mancando punti chiari e stabili – i figli crescano incerti e confusi, deboli e manovrabili. Sappiamo che l’amore coniugale non è un continuo idillio, chiede fedeltà e fatica; ma gli anni e le prove rendono l’amore più profondo, più forte per voi e per i vostri figli
3. Anche la Chiesa vi è vicina, fedele alla missione di portare la luce che illumina e che risponde alla grande domanda – da dove vengo e verso dove vado? Senza la luce su questa questione, cari Amici, non sappiamo dove andare, quale direzione prendere; tutto si scolora e diventa equivalente, anche il bene, il dovere: l’amore diventa fragile. Noi vogliamo che la nostra vita abbia un senso alto, un fine nobile e duraturo, altrimenti sentiamo di lavorare invano. Ecco la luce della fede che ci assicura che Dio ci ama da sempre, è con noi, e nell’eternità ci attende insieme a quanti abbiamo amato e per i quali ci siamo sacrificati. La bellezza del vostro amore di sposi e di genitori si riversa sui vostri figli, la vostra ricchezza più grande: voi volete fare per loro qualcosa che non venga meno sotto i colpi del tempo. La fede ci apre l’eternità, il per sempre di Dio diventa il per sempre per noi: esso ricupera ogni atto di bontà, ogni fatica, ogni preoccupazione. Nulla si perde.
La Scuola Cattolica si pone accanto a voi e ai vostri figli, con umiltà e competenza li accompagna mentre si aprono alla vita. Essa riconosce che curare il benessere fisico e la cultura è necessario, ma sa anche che se l’anima è vuota nulla sta in piedi. Voi desiderate la felicità dei vostri figli, sapendo che la vita non risparmia nulla a nessuno, ma se curate la loro anima date a loro il segreto più grande e sicuro per affrontare la grande partita dell’esistenza, una partita senza rivincita, un esame senza ricuperi. La Scuola Cattolica sa questo, e questo umilmente vi offre tramite gli insegnamenti, la presenza, l’ambiente, un clima che sia – insieme a voi – il più benefico per crescere.
La Santa Vergine, Madre di Dio e Madre nostra, ci protegga e accompagni i vostri passi di genitori, come nella casa di Nazaret ha cresciuto il piccolo Gesù insieme a San Giuseppe. Vegli anche su noi, sulla Comunità della Suore e sulla Parrocchia, perché – insieme – possiamo accompagnare le giovani generazioni sulle vie della luce, della vita, di Dio. E quindi della vera gioia.
Angelo Card. Bagnasco
Arcivescovo Metropolita di Genova