Il vescovo della Liberazione. Giusto tra le Nazioni
80 anni dalla morte del Card. Pietro Boetto
Villa Migone – 29/01/2026
Cari amici,
è per me una gioia partecipare e portare il saluto della Chiesa che è in Genova ai partecipanti a questa commemorazione del Cardinal Pietro Boetto nell’80° Anniversario della morte.
Ringrazio calorosamente l’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea nella persona del suo Presidente, dott. Giacomo Ronzitti, che in collaborazione con la nostra Arcidiocesi ha voluto e organizzato questo evento.
Saluto cordialmente le autorità civili e militari e i rappresentanti della comunità ebraica: con la loro presenza testimoniano il permanere di un ricordo grato e commosso di questo protagonista della vita ecclesiale e civile della nostra città e regione.
“Il Vescovo della Liberazione – Giusto tra le nazioni”
Oggi ci troviamo riuniti in questo luogo storico, che fu la residenza del Card. Boetto a seguito dei bombardamenti che colpirono pesantemente il palazzo arcivescovile. Qui, come tutti sappiamo, venne firmato l’atto di resa che sancì la liberazione della città dalle truppe tedesche.
Il ruolo dell’Arcivescovo venne riconosciuto da tutti, e testimonianza significativa fu il conferimento della cittadinanza ononaria da parte del Comune di Genova, avvenuta l’8 dicembre 1945.
Il titolo di “Defensor Civitatis”, che troviamo sulla sua tomba, sintetizza al meglio la sua opera, sia nel salvaguardare la nostra città dalle distruzioni materiali sia nel custodirne la concordia in un tempo di accese passioni politiche e con le lacerazioni della guerra ancora sanguinanti.
“Giusto tra le nazioni”.
Questo il riconoscimento attribuitogli nel 2017 dal Dipartimento dei Giusti tra le Nazioni di Gerusalemme, che ha sede allo Yad Vashem, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah.
Forse più significativo, certamente di forte impatto all’epoca, fu l’appellativo “Il Cardinale degli Ebrei” col quale l’avvocato Salvatore Jona, figura di spicco nella Comunità ebraica genovese, volle intitolare l’articolo commemorativo nel giorno dei funerali.
Sono passati 80 anni da quel momento: il 31 gennaio 1946 il Cardinale Boetto moriva in questa villa, lasciando in eredità un esempio di carità cristiana, coscienza civica e coraggio personale che ne fanno una figura storica che non possiamo dimenticare o semplicemente ridurre a una sola dimensione celebrativa.
Gli interventi che seguiranno vogliono aiutarci a comprendere meglio questa straordinaria figura, inserendola nelle complesse vicende del suo tempo.
Lo stesso fine di studio e approfondimento ha anche il convegno che martedì prossimo, 3 febbraio, la nostra Arcidiocesi – sempre in collaborazione con l’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza – organizza a Palazzo Ducale.
Saranno messi in luce altri aspetti della poliedrica personalità di Boetto, inserendoli nel contesto storico e sociale dell’epoca, con uno sguardo alla sua eredità per la nostra Chiesa.
Concludo manifestando la mia particolare soddisfazione per aver camminato “insieme” nella realizzazione di questi eventi, con l’Istituto per la Resistenza, con le istituzioni, con la comunità ebraica, con l’Università, con tanti studiosi.
Anche di questo il Cardinal Boetto, uomo di dialogo tra persone di idee e condizioni tanto diverse, sarebbe molto contento.
