(trascrizione dell’omelia pronunciata nella solenne Messa di Pasqua)
Un augurio a tutti voi di una santa Pasqua: a voi, alle vostre famiglie, alle persone care, e a tutti coloro che stanno vivendo momenti di fatica e difficoltà. Un saluto anche alle autorità presenti, con gratitudine per questa condivisione del nostro cammino.
La risurrezione di Gesù, come abbiamo ascoltato nel Vangelo, sorprende persino i suoi amici. Faticano a credere: vanno al sepolcro, vedono, ma non comprendono fino in fondo. È come se fosse troppo bello per essere vero.
Eppure Gesù lo aveva detto chiaramente: sarebbe andato a Gerusalemme, avrebbe sofferto, sarebbe stato ucciso… ma sarebbe risorto. I discepoli sembrano ricordare solo la fatica, il dolore, la prova, dimenticando la promessa.
E forse accade anche a noi: ricordiamo ciò che pesa, ciò che ferisce, e facciamo più fatica a fidarci della promessa del Signore, che la sofferenza, il dolore e la morte non hanno l’ultima parola.
Questo è il cuore del messaggio pasquale: il male non è l’ultima parola sulla vita.
Le donne, trovando il sepolcro vuoto, si interrogano. Non tengono per sé la loro ricerca, ma la condividono con la comunità. Ed è significativo che il primo annuncio della risurrezione sia affidato a una donna.
In quella fatica, in quella paura, in quelle domande, possiamo riconoscere anche noi stessi: quando ci chiediamo che senso abbia ciò che viviamo, ciò che accade nel mondo.
Eppure Cristo, nostra Pasqua, è la nostra speranza: ci invita ad alzare lo sguardo.
Ci aiuta a vincere due grandi nemici della speranza: l’ansia e la fretta.
L’ansia è la paura del domani, il timore che le cose non vadano bene. Ci toglie serenità. Ma la speranza cristiana è certezza: la nostra vita è nelle mani di Dio, e questo basta.
L’altro nemico è la fretta: l’impazienza di voler tutto e subito. Una fretta che oggi sperimentiamo continuamente, anche nelle relazioni, nei ritmi, nei social.
Dio invece è paziente. Con noi, con il mondo, con la storia. E ci insegna a vivere con fiducia, senza ansia e senza fretta, con un cuore libero.
Se davvero crediamo che la nostra vita è nelle mani di Dio, possiamo vivere con più pace, affrontare le fatiche con maggiore forza, e diventare persone capaci di speranza.
Questa è la grazia della Pasqua: imparare a fidarsi, camminare con il Signore e vivere ogni giorno nella luce della sua promessa.
