«La via di Gesù è quella dell’umiltà»

S. Messa in Coena Domini
02-04-2026

(trascrizione del testo dell’omelia pronunciata nella S. Messa in Coena Domini)

Cari fratelli e sorelle,

Ringraziamo il Signore che ci ha regalato anche questa sera di vivere insieme l’Eucaristia, il rendimento di grazie in questo inizio del Triduo pasquale, per la Messa in Cena Domini.

Abbiamo ascoltato il Vangelo secondo Giovanni, al capitolo 13, e la reazione di Simon Pietro di fronte alla lavanda dei piedi.

Sappiamo bene come Pietro, insieme a tutti i discepoli, abbia fatto molta fatica ad accettare lo scandalo della croce.

Oggi forse ci appare qualcosa di già sentito, quasi familiare, e per questo rischiamo di non cogliere più lo scandalo che i discepoli, e Pietro in particolare, hanno vissuto.

È uno scandalo che non finirà mai di sorprenderci e anche di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai.

Non abbiamo l’idea di un Dio umile. A un Dio umile non ci si abitua mai.

Sarebbe interessante immaginare come abbia vissuto la lavanda dei piedi Giuda, quando nel suo cuore aveva già deciso di consegnare Gesù.

Pietro protesta, ma poi accetta subito quel gesto quando comprende che in esso c’è la salvezza.

È la salvezza che convince Pietro ad accogliere il Signore che lava i piedi. Questo Dio umile è, prima di tutto, lo stile di Dio. Lo vediamo anche nella storia dell’Esodo: il Signore ascolta le mormorazioni e le lamentele del popolo. Erano rivolte contro Mosè, ma in realtà erano rivolte contro Dio. Se la prendevano con Dio che li aveva liberati dalla schiavitù e li guidava nel deserto verso la terra promessa. È questo lo stile di Dio.

Domani, nel Venerdì Santo, vedremo il disprezzo dei capi, il tradimento di Giuda, Gesù arrestato, percosso, oltraggiato. Ascolteremo il rinnegamento di Pietro e le grida della folla che chiede la liberazione di Barabba.

È lo stile di un Dio umile, al quale facciamo fatica ad abituarci. Questa è la via di Dio: la via dell’umiltà, la strada di Gesù. Non sembra essercene un’altra. E non esiste umiltà senza umiliazione. Una parola difficile oggi, ma Gesù l’ha vissuta fino in fondo.

Esiste però una strada opposta: quella che Papa Francesco chiama “mondanità”. La mondanità propone la via della vanità, dell’orgoglio, del successo, dell’avere ragione. È un’altra via. È la via che il maligno propose a Gesù nelle tentazioni nel deserto, ma Gesù la respinse senza esitazione. Solo con la grazia di Dio anche noi possiamo vincere queste tentazioni, non solo nelle grandi scelte, ma nella vita quotidiana.

Ci aiutano tanti uomini e donne che, nel silenzio, ogni giorno rinunciano a se stessi per servire gli altri. Servono un malato, un anziano solo, vivono una carità concreta e nascosta. Pensiamo anche a chi, per fedeltà al Vangelo, subisce discriminazioni. Pensiamo ai cristiani perseguitati: i martiri di oggi. Non rinnegano Gesù, sopportano con dignità insulti e oltraggi, e lo seguono sulla sua via.

Il Signore Gesù insegna anche a noi, oggi, a seguirlo sulla strada che Lui per primo ha percorso.

 

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