Diocesi di Parigi GUIDA PRATICA PER L’ACCOMPAGNAMENTO AL CATECUMENATO

Diocesi di Parigi

GUIDA PRATICA

PER L’ACCOMPAGNAMENTO AL CATECUMENATO

Per gli accompagnatori in parrocchia

Settembre 2026

 

«Spetta in primo luogo al popolo di Dio, cioè alla Chiesa che trasmette e nutre la fede ricevuta dagli Apostoli, la cura di preparare al battesimo e di formare i cristiani». — Rito dell’Iniziazione Cristiana degli Adulti, RICA, n. 7

«Il battesimo ci rende testimoni di Cristo. Nel rito del battesimo c’è un segno molto forte: quando riceviamo la candela accesa al cero pasquale. È la luce di Cristo morto e risorto che ci impegniamo a mantenere accesa, alimentandola con l’ascolto della Parola di Dio e la comunione assidua con Gesù Eucaristia… Il catecumenato è un cammino di fede che non finisce con il battesimo, ma continua per tutta la vita. Siete chiamati a condividere la vostra esperienza di fede con gli altri, testimoniando l’amore di Cristo e diventando discepoli missionari». — Papa Leone XIV, Discorso ai neofiti e catecumeni francesi, 29 luglio 2025

«Siamo in cammino con i compiti che ho appena indicato: accompagnare le attese spirituali e accogliere i catecumeni e i cercatori di Dio con benevolenza e stupore; tessere i legami della fraternità e della comunione; permettere a ciascuno, nella Chiesa e nel mondo, di trovare un posto riconosciuto e benefico per tutti». — Mons. Laurent Ulrich, Arcivescovo di Parigi, Lettera pastorale, prima domenica di Avvento, 27 novembre 2022

Cari accompagnatori,

un grandissimo grazie per aver accettato di accompagnare un catecumeno sul cammino che lo condurrà ai sacramenti dell’iniziazione cristiana: il battesimo, la confermazione e l’eucaristia. Ricevete questa missione dalla Chiesa, che conta su di voi. Si tratta di aiutare un adulto a fare l’esperienza dell’incontro con Cristo, che cambia una vita. Il battesimo non è soltanto un evento fondamentale nella vita: è soprattutto un evento fondatore.

Il 26 settembre 2026 papa Leone XIV ha incontrato i membri dell’assemblea ecclesiale provinciale, insieme a catecumeni, neofiti e accompagnatori. Ha detto: «Come voi e con voi, sono meravigliato dal numero di persone che si presentano oggi sulla soglia della fede e dai numerosi adulti che chiedono i sacramenti dell’iniziazione cristiana».

Questa guida vi aiuta nella vostra missione. Il parroco e i responsabili locali del catecumenato sono al vostro servizio.

Buona missione,

Canonico Hervé Geniteau

Vicario episcopale per il catecumenato

Indice

  • Accoglienza in parrocchia
  • Incontro con il gruppo catecumenale
  • Tempo del precatecumenato
  • Tempo del catecumenato: dall’ingresso in catecumenato
  • Tempo del catecumenato (seguito): verso la chiamata decisiva
  • Tempo della Quaresima
  • I tre sacramenti dell’iniziazione cristiana
  • Tempo del neofitato
  • Padrini e madrine
  • Moduli da inviare
    • Modulo 1: Scheda informativa, fin dai primi incontri in precatecumenato
    • Modulo 2: Celebrazione dell’ingresso in catecumenato
    • Modulo 3: Celebrazione della chiamata decisiva e iscrizione del nome
    • Modulo 4: Scheda riassuntiva dei sacramenti dell’iniziazione cristiana

 

 

Accoglienza in parrocchia

I – Accoglienza delle persone che si presentano alla Chiesa

Questa prima accoglienza non rientra ancora nel catecumenato. Richiede un’attenzione particolare nelle parrocchie, con grande disponibilità e ascolto. L’accoglienza deve essere ampia e calorosa, ma è importante che chi accoglie conosca bene l’insieme delle proposte della parrocchia, per orientare la persona verso il gruppo più adatto alla sua richiesta.

Chi si presenta, anche se parla di battesimo, non chiede necessariamente di essere battezzato. Può trattarsi del desiderio di scoprire Cristo, la sua Chiesa, la Bibbia. Sappiamo accogliere e «indirizzare» chi varca la soglia della chiesa verso i luoghi che sembrano adatti alla richiesta espressa, che non è sempre esplicita.

A seconda delle parrocchie, questi luoghi saranno: un gruppo biblico, un gruppo di preghiera e condivisione, il corso Alpha, un luogo di ascolto e di aiuto reciproco, un certo accompagnamento. Non ogni richiesta è necessariamente una richiesta di sacramento. Chi chiede deve capire che può già partecipare a molte attività nella Chiesa, senza sentirsi costretto a dirigersi verso il battesimo. Certo, il cammino libero e pieno d’amore verso il battesimo resta il più bello dei percorsi, quando è possibile.

Il parroco, per la visione d’insieme che ha della comunità, è particolarmente adatto a chiarire questo orientamento. Una buona procedura può essere che la persona che ha accolto chi si presenta con una richiesta di eventuale battesimo lo indirizzi al parroco, dopo averlo ascoltato.

In caso di necessità, ci si può rivolgere al vicario episcopale competente nell’ambito richiesto: il servizio diocesano del catecumenato, se l’orientamento è il battesimo.

  • Come accogliere nel modo più ampio possibile, ascoltando i desideri di ogni persona?
  • Come possono le nostre comunità creare cellule di accoglienza che non siano già il catecumenato stesso?
  • Precisare la necessità di un accompagnamento nel tempo.
  • Ricordarsi che non tutto è «sacramentale».

II – Accoglienza delle persone con una richiesta esplicita

1 – Primo tempo: discernere la richiesta

Dopo la prima accoglienza in parrocchia, se una persona che si è presentata in chiesa viene indirizzata al catecumenato, è opportuno che il parroco, con il responsabile del gruppo catecumenale, abbia un colloquio con lei.

2 – Secondo tempo: esaminare la situazione

Il parroco o il responsabile del catecumenato verifica con precisione le possibilità canoniche. Queste riguardano eventualmente situazioni matrimoniali complesse (unione senza matrimonio, matrimonio seguito da divorzio). Non bisogna esitare ad affrontare il tema abbastanza presto per considerare le soluzioni. In caso di problema delicato, ci si rivolga al Servizio diocesano del catecumenato.

  1. a) Se non c’è impedimento, il responsabile informa la persona del cammino che inizia: durata, tappe, incontri. Designa un accompagnatore che camminerà con lei lungo tutto il percorso, nel quale Dio continuerà ad agire.
  2. b) Se risulta che la persona non potrà, per ora, arrivare fino ai sacramenti, ne sarà informata. Si avrà cura di presentarle il cammino possibile, che può comunque comprendere l’ingresso in catecumenato. Questo cammino resta quello della conversione, alla sequela di Cristo. Le si indicheranno i punti di cambiamento necessari per giungere ai sacramenti. Altrimenti le si proporrà una struttura di accoglienza che le permetta di vivere la gioia e la fraternità che si attende dalla Chiesa venendo verso di essa.
  • Come manifestare la Chiesa come luogo di comunione e non di esclusione?
  • Come migliorare la vita delle nostre comunità perché ciascuno possa esservi accolto?
  • Come reinventare gesti liturgici a cui tutti prendano parte? (Esempio: il rito dell’aspersione, le benedizioni).
  • Come superare, se del caso, la questione possibile / non possibile? E perfino la questione catecumenato / sacramenti?
  • Come inventare percorsi per le persone che, in situazioni complesse, non possono per ora avanzare verso i sacramenti?

 

 

Incontro con il gruppo catecumenale

Dopo il primo discernimento, il responsabile del gruppo catecumenale della parrocchia accoglie il «candidato» o «precatecumeno». Lo informa del cammino proposto (durata, tappe, riunioni) e designa un accompagnatore che camminerà con lui lungo tutto il percorso.

Una pedagogia del cammino

Il momento del primo incontro è molto importante, perché è lì che si può aprire il cammino. È dunque indispensabile che noi, che accompagneremo, ci mostriamo come compagni di strada. Non accogliamo soltanto per accogliere, ma per impegnarci a percorrere la strada che si apre ai catecumeni, lasciando che Cristo ci raggiunga su questa strada.

Ciò che conta anzitutto sono le persone che accogliamo, con ciò che hanno di unico. Ci impegniamo con loro in una sorta di iniziazione reciproca che si dispiegherà progressivamente lungo il cammino.

Il ruolo del popolo di Dio e della comunità

È durante tutta l’iniziazione cristiana che il popolo di Dio, «rappresentato dalla comunità locale» (RICA, n. 44), deve aiutare i candidati e i catecumeni. La comunità stessa si arricchisce a doppio titolo:

«Esso (il popolo di Dio) deve comprendere e manifestare costantemente che l’iniziazione degli adulti è vitale per lui e dipende dalla responsabilità di ogni battezzato» (RICA, n. 44).

«Con i catecumeni, i battezzati entrano maggiormente nelle ricchezze del mistero pasquale; rinnovano anche la propria conversione e permettono ai nuovi cristiani di rispondere generosamente alla chiamata dello Spirito Santo» (RICA, n. 39).

Quattro tempi e tre celebrazioni liturgiche

La struttura del Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti si fonda su quattro tempi: «L’iniziazione degli adulti comporta una progressione» (RICA, n. 39); «l’itinerario spirituale comporta tempi o periodi scanditi da importanti celebrazioni liturgiche o tappe» (RICA, n. 41).

  1. Tempo del precatecumenato o tempo della prima evangelizzazione (RICA, n. 65 ss.), dopo un’accoglienza.
  2. Tempo del catecumenato, dopo la celebrazione dell’«ingresso in catecumenato», in cui i catecumeni, «candidati-postulanti», vogliono diventare discepoli di Cristo (RICA, n. 103 ss.).
  3. Tempo della Quaresima, o tempo della purificazione e dell’illuminazione (RICA, n. 147 ss.), dopo la «chiamata decisiva e iscrizione del nome», in cui il vescovo chiama ciascun «eletto» a prepararsi più intensamente.
  4. Tempo del neofitato, o tempo della mistagogia, dopo la celebrazione della Veglia pasquale, in cui ciascuno riceve i tre sacramenti dell’iniziazione cristiana: battesimo, confermazione ed eucaristia. Questo tempo va da Pasqua a Pentecoste. Oltre, la vita cristiana si dispiega pienamente, nel quotidiano (RICA, n. 236 ss.).

Le tappe dell’iniziazione cristiana

(Illustrazione dell’originale.) Dal basso verso l’alto si ritrovano i quattro tempi: 1) precatecumenato o prima evangelizzazione; 2) catecumenato; 3) Quaresima o illuminazione e purificazione; 4) neofitato con mistagogia. Gli ultimi tre tempi hanno come inizio una celebrazione: l’ingresso in catecumenato; la chiamata decisiva; i tre sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimo, confermazione, eucaristia).

I quattro pilastri del catecumenato e i tempi dell’itinerario

Per ciascun tempo, l’accompagnatore è invitato a prevedere una progressione seguendo i quattro pilastri del catecumenato: 1) Parola di Dio, 2) conversione, 3) preghiera e liturgia, 4) vita nella Chiesa.

Tempo Persona Celebrazione di avvio
Precatecumenato = prima evangelizzazione «simpatizzante» Accoglienza
Catecumenato «candidato» Ingresso in catecumenato
Quaresima = purificazione-illuminazione «eletto» Chiamata decisiva e iscrizione del nome
Neofitato = mistagogia «neofita» Tre sacramenti dell’iniziazione cristiana: battesimo, confermazione, eucaristia

 

I quattro pilastri del catecumenato corrispondono alle domande poste dal vescovo durante la chiamata decisiva: «Sono stati fedeli nell’ascoltare la Parola di Dio annunciata dalla Chiesa?», «Hanno cominciato a vivere alla presenza di Dio?», «Hanno partecipato alla vita fraterna?». Sono tre domande, su: Parola, preghiera, vita nella Chiesa. La trama resta quella di una conversione: hanno cominciato? C’è un ordine in questi quattro pilastri.

  • La Parola di Dio è prima.
  • Ciò che essa produce in ciascuno viene in secondo luogo: un invito alla conversione.
  • La risposta di ciascuno a Dio, personale e poi comunitaria, viene in terzo luogo: preghiera e liturgia.
  • La vita fraterna che ne risulta viene in quarto luogo: vita nella Chiesa, vita cristiana al servizio di tutta l’umanità.

Questi pilastri sono posti con flessibilità, secondo i tempi definiti dal RICA: prima evangelizzazione, catecumenato, Quaresima, tempo pasquale («mistagogia»). È importante, lungo tutto il cammino comune, trovare il giusto dosaggio. A questo proposito, il «documento di lavoro» per l’assemblea ecclesiale provinciale riporta una testimonianza: «Un’ora per la Parola, 15 minuti per la preghiera, 10 minuti per la dottrina, 0 minuti per la conversione» (p. 31). Ciò testimonia la difficoltà di dosare bene. La Parola è sempre prima. Il momento di preghiera è rispettato. Sono probabilmente la conversione personale e l’impegno a vivere nella Chiesa i due pilastri più delicati da accompagnare?

 

 

Tempo del precatecumenato

Il precatecumenato è un tempo di prima evangelizzazione, tempo della scoperta della persona di Cristo e della comunità cristiana. Comincia progressivamente nella persona una doppia trasformazione: nell’ordine della fede e nell’ordine del cambiamento di vita (conversione). La durata è propria di ciascuno. Questo tempo può condurre alla celebrazione dell’ingresso in catecumenato.

Punti di riferimento per aiutare il discernimento

Quattro pilastri, costitutivi del cammino catecumenale, devono essere vissuti insieme. Il catecumeno avanza verso i sacramenti dell’iniziazione: 1) mediante la frequentazione regolare della Parola di Dio, 2) mediante la conversione di tutto il suo essere, 3) mediante la preghiera e la celebrazione, 4) mediante la vita nella Chiesa. Per ciascuno di questi quattro pilastri si propongono qui di seguito dei punti di riferimento per aiutare il discernimento.

Modulo I: «Scheda informativa» — Tempo del precatecumenato o della prima evangelizzazione

(Dopo l’accoglienza del «simpatizzante o precatecumeno»)

1° Parola di Dio

  • Imparare a conoscere la Bibbia, Parola di Dio: la sua struttura, il suo statuto (è Dio che parla).
  • Mostrare che tutto converge verso Cristo, centro della Rivelazione. Concentrarsi sul «kerygma»: Figlio di Dio, morto e risorto, venuto a salvarci per amore.
  • Presentazione del Vangelo.
  • Affrontare anche la prima alleanza, o Antico Testamento, dalla Genesi ad alcune figure significative: Abramo e la fede; Mosè e la Legge; i profeti.

2° Conversione

  • Rileggere la propria vita con le sue ombre e le sue luci.
  • Prendere coscienza del bene e del male.
  • Che cosa devo cambiare nella mia vita?
  • Far maturare una vera volontà di seguire Cristo e di chiedere il battesimo (RICA 66).
  • Incontrare già altri precatecumeni.

3° Preghiera e liturgia

  • Scoprire la preghiera come relazione con il Dio vivente.
  • Comprendere il senso dei gesti più semplici: il segno della croce, ecc.

4° Vita nella Chiesa

  • La vita cristiana non si vive da soli.
  • Il gruppo dei precatecumeni è un primo approccio alla vita nella Chiesa.
  • Comprendere la parrocchia come comunità cristiana di base.

 

 

Tempo del catecumenato: dall’ingresso in catecumenato

Al termine del tempo di precatecumenato, il simpatizzante o precatecumeno entra nella comunità cristiana mediante la celebrazione dell’ingresso in catecumenato, in cui riceve il nome di catecumeno. Durante la celebrazione esprime pubblicamente il desiderio di proseguire la scoperta di Cristo. Viene segnato con il segno della croce e riceve il libro dei Vangeli. Iscritto nel registro diocesano del catecumenato, è ormai membro della Chiesa in quanto catecumeno. Si apre allora il tempo del catecumenato.

Punti di riferimento per aiutare il discernimento

Modulo II: «Ingresso in catecumenato» — Tempo del catecumenato

(Dopo l’ingresso in catecumenato del «candidato-postulante»)

1° Parola di Dio

  • Avanzare nella comprensione della Parola di Dio in vista di una scoperta personale del mistero della salvezza.
  • Fare l’esperienza che la Parola di Dio è un vero nutrimento (Mt 4,4).
  • Approfondire il senso della Scrittura come Parola di vita.

2° Conversione

  • Vivere ogni cosa nella speranza di Cristo (RICA, n. 103).
  • Lasciarsi condurre dallo Spirito Santo (RICA, n. 103).
  • Passare dall’uomo vecchio all’uomo nuovo. Cambiamento progressivo della mentalità e dei costumi (RICA, n. 103).
  • Fare l’esperienza di rotture e distacchi, nel combattimento spirituale.
  • Fare l’esperienza della gioia che Dio dona nella conversione.
  • Parlare attorno a sé (famiglia, amici, colleghi) della propria fede, della propria conversione e della vita ecclesiale.

3° Preghiera e liturgia

  • Iniziazione progressiva a pregare Dio più facilmente, a dire la propria fede (RICA, n. 103).
  • Cominciare a pregare da solo.
  • Cominciare a partecipare ad alcune assemblee di preghiera: messa, ecc.
  • Comprendere le celebrazioni come preghiere.
  • Conoscere il Credo e il Padre nostro.
  • Conoscere il senso dei tre sacramenti: battesimo, confermazione, eucaristia.
  • Scoprire l’anno liturgico.

4° Vita nella Chiesa

  • Praticare l’amore fraterno (RICA, n. 103).
  • Approfondire il senso della Chiesa.
  • Incontrare fedeli della propria parrocchia.
  • Prendere coscienza della diversità dei gruppi religiosi.
  • Essere informato dell’insegnamento della Chiesa.
  • Pregare con altri cristiani.
  • Cominciare ad assumere impegni puntuali.

 

 

Tempo del catecumenato (seguito): verso la chiamata decisiva

Il percorso catecumenale, la cui durata è variabile (da 1 a 2 anni), si conclude, in senso stretto, con la celebrazione della «chiamata decisiva e iscrizione del nome», all’inizio della Quaresima.

A Parigi, la chiamata decisiva ha luogo il primo sabato di Quaresima. I catecumeni sono invitati in cattedrale, dove l’arcivescovo chiama ciascuno di loro. Li riveste della sciarpa viola che porteranno per tutto il tempo di Quaresima fino alla Veglia pasquale. Poi iscrivono il loro nome su registri che vengono affidati alla preghiera delle monache delle comunità contemplative di Parigi.

Viene allora il tempo della purificazione e dell’illuminazione. È il tempo della Quaresima per i catecumeni così chiamati, o «eletti». Questo tempo si conclude con la Veglia pasquale, durante la quale il catecumeno riceve i tre sacramenti dell’iniziazione cristiana: battesimo, confermazione, eucaristia. Il battesimo di un adulto non può essere celebrato al di fuori della Veglia pasquale. Ogni altra richiesta, per ragioni precise, deve essere trasmessa al Servizio diocesano del catecumenato.

Punti di riferimento per aiutare il discernimento

Modulo III: «Chiamata decisiva e iscrizione del nome» — Tempo della Quaresima o della purificazione e dell’illuminazione

(Dopo la chiamata decisiva da parte dell’arcivescovo, dell’«eletto»)

1° Parola di Dio

  • Fedeltà nell’ascoltare la Parola di Dio annunciata dalla Chiesa (RICA, n. 139).
  • Vivere alla presenza di Dio, scrutando la Parola (RICA, n. 139).
  • Conoscere sempre più la Bibbia.
  • Concentrarsi sul kerygma, in vista della testimonianza di Cristo.

2° Conversione

  • Conversione della mentalità e dei costumi, e pratica della carità (RICA, n. 128).
  • Conoscenza sufficiente del mistero cristiano e fede illuminata (RICA, n. 128).
  • Seguire Cristo con generosità.
  • Vivere i comandamenti.
  • Accogliere i tre sacramenti come dono di Dio per una vita nuova in Cristo.
  • Scegliersi eventualmente un nome di battesimo. Iscrivere il proprio nome.
  • Entrare nel combattimento spirituale con Cristo.

3° Preghiera e liturgia

  • Volontà esplicita di ricevere i tre sacramenti (RICA, n. 128).
  • Continuare a venire alla messa domenicale.
  • Vivere le ultime tappe: scrutini della 3ª, 4ª e 5ª domenica di Quaresima, settimana santa.
  • Restituire il Credo e il Padre nostro.

4° Vita nella Chiesa

  • Partecipazione crescente alla vita della comunità (RICA, n. 128), mediante impegni concreti.
  • Comprendere che è la Chiesa intera a condurre all’incontro con Cristo.
  • Partecipazione alla vita fraterna e alle preghiere (RICA, n. 139).
  • Scoprire il sostegno della preghiera della Chiesa, non solo in parrocchia ma più ampiamente, specialmente in seno alla diocesi.

 

 

Tempo della Quaresima

Il tempo di Quaresima è chiamato anche «Tempo della purificazione e dell’illuminazione». In seno alla loro comunità parrocchiale, durante la messa domenicale, circondati dai loro accompagnatori e dai loro padrini e madrine, i «catecumeni-eletti» vivranno intensamente le cinque domeniche di Quaresima: più come un ritiro che come una catechesi. La consegna del «Credo in Dio» (Simbolo) e la consegna del «Padre nostro»; il 1°, 2° e 3° scrutinio li condurranno fino alla domenica delle Palme, che segna l’ingresso nella Settimana santa prima della Veglia pasquale. Il documento della Diocesi di Parigi del 2009, Per attuare il Rito dell’Iniziazione Cristiana degli Adulti, dalla chiamata decisiva alla notte pasquale, riassume:

Itinerario delle domeniche di Quaresima

Domenica Vangelo e riti
Vigilia della 1ª domenica di Quaresima Chiamata decisiva da parte dell’arcivescovo, in cattedrale. Chiamata per nome.
1ª domenica di Quaresima Vangelo delle tentazioni nel deserto.
2ª domenica di Quaresima Vangelo della Trasfigurazione. Consegna del Simbolo della fede. Consegna del Padre nostro.
3ª domenica di Quaresima Vangelo della Samaritana (Gv 4). 1° scrutinio.
4ª domenica di Quaresima Vangelo del cieco nato (Gv 9). 2° scrutinio.
5ª domenica di Quaresima Vangelo di Lazzaro (Gv 11). 3° scrutinio.
Domenica delle Palme Effatà e restituzione del Simbolo della fede.
Veglia pasquale Sacramenti del battesimo, della confermazione e dell’eucaristia.

 

I tre sacramenti dell’iniziazione cristiana

Durante la Veglia pasquale, il catecumeno, divenuto eletto, riceve i tre sacramenti dell’iniziazione cristiana: battesimo, confermazione, eucaristia.

I sacerdoti vigilano affinché la celebrazione di ciascun sacramento sia svolta attraverso i riti e i simboli che le sono propri, per manifestare bene la specificità di ciascuno e l’unità di questi sacramenti che ci fanno partecipare al mistero pasquale.

Punti di riferimento per aiutare il discernimento

Modulo IV: «Scheda riassuntiva dei sacramenti» — Tempo della mistagogia o del neofitato

(Dopo i tre sacramenti: battesimo, confermazione ed eucaristia, per il «neofita»)

1° Parola di Dio

  • Entrare nella storia della Rivelazione, così come si svolge.
  • Leggere ogni giorno alcuni versetti biblici.
  • Continuare a conoscere alcuni grandi testi biblici fondamentali, insistendo sul tempo pasquale fino all’Ascensione e alla Pentecoste.

2° Conversione

  • Vivere in coerenza con i sacramenti ricevuti, sentendosi in particolare «sacerdote, profeta e re» per il battesimo.
  • Crescere nella vita interiore.
  • Sentirsi responsabile dell’annuncio del Vangelo, vivere da «discepolo-missionario» (papa Francesco).
  • Avanzare su un cammino di santità, vivendo quotidianamente da cristiano.

3° Preghiera e liturgia

  • Partecipare ogni domenica alla messa.
  • Fare l’esperienza degli altri sacramenti, in particolare la riconciliazione (confessione).
  • Dedicare ogni giorno un tempo alla preghiera.
  • Pregare da solo, ma anche con altri.

4° Vita nella Chiesa

  • Trovare il proprio posto e la propria missione nel cuore della Chiesa.
  • Entrare nella storia della Chiesa.
  • Sviluppare la conoscenza della vita dei santi.
  • Aprirsi alla dimensione universale della Chiesa.
  • Camminare insieme (sinodalità), accompagnati dai propri padrini e madrine.
  • Prendere parte ad azioni di carità e di evangelizzazione, mediante impegni concreti.
  • Approfondire il senso dei sacramenti ricevuti: mistagogia.

 

 

Tempo del neofitato

Il tempo del neofitato si estende lungo tutto il tempo pasquale, fino a Pentecoste. I nuovi battezzati sono chiamati «neofiti». La parola significa «pianta nuova» ed evoca l’idea di «innesto». Scoprono la ricchezza di ciò che hanno ricevuto. Ne raccolgono l’esperienza e i frutti. Quest’ultimo tempo dell’iniziazione comporta una mistagogia, parola che significa «ingresso nel mistero».

«La mistagogia si compie anzitutto attraverso il modo in cui la liturgia è celebrata, in quanto portatrice del mistero e capace di introdurvi in tutta la sua profondità. Designa anche la catechesi che si appoggia sugli atti liturgici per dispiegarne la ricchezza di senso, alla maniera delle catechesi mistagogiche di Ambrogio di Milano o di Cirillo di Gerusalemme. Il tempo della mistagogia mira dunque a collocare i nuovi battezzati in un tipo di esistenza conforme a ciò che hanno ricevuto e sono diventati mediante i sacramenti dell’iniziazione cristiana». (RICA, p. 21, nota 2)

La domenica dopo la domenica di Pasqua, detta domenica in Albis (in bianco), ormai anche domenica della Misericordia, tutti i neofiti, rivestiti della veste bianca ricevuta al battesimo, partecipano alla messa nella loro parrocchia. Inoltre sono invitati a una o più catechesi mistagogiche proposte nella diocesi durante il tempo pasquale.

La comunità parrocchiale è chiamata ad accompagnare in modo particolare i neofiti in questo tempo del neofitato. Questo tempo della mistagogia è un vero tempo di apprendistato della vita ecclesiale. È un tempo breve, cinquanta giorni. Deve rimanere tale. In seguito, con e come tutti i battezzati, coloro che hanno ricevuto i sacramenti devono vivere secondo il Vangelo e darne testimonianza.

A rigore di termini, il «neofitato» cessa alla fine del tempo pasquale, a Pentecoste. È allora che i padrini e le madrine subentrano pienamente all’accompagnatore.

Attuazione del tempo della mistagogia nelle comunità

(Secondo il RICA, nn. 236-243, pp. 163-164)

  • Il tempo della mistagogia è della massima importanza: permette ai neofiti, aiutati dai loro padrini e madrine e dai loro pastori, di entrare in rapporto più stretto con i fedeli e di portare loro una visione rinnovata dell’esistenza e un nuovo dinamismo. Circondandoli di attenzione e di amicizia, si veglierà in particolare sul consolidamento della loro vita cristiana e sul loro pieno e gioioso inserimento nella comunità.
  • Poiché il carattere di questo tempo e la sua qualità derivano da questa esperienza personale e nuova della vita sacramentale e comunitaria, il momento principale della mistagogia è costituito dalle cosiddette «messe per i neofiti», cioè le messe delle domeniche del tempo pasquale. Oltre all’incontro con la comunità radunata e alla partecipazione ai misteri, i neofiti vi trovano letture particolarmente adatte a loro, soprattutto nell’anno A del lezionario. A queste messe è invitata tutta la comunità locale, con i neofiti e i loro padrini e madrine.
  • Durante tutto il tempo pasquale, alle messe domenicali, i neofiti saranno raggruppati in uno stesso luogo nell’assemblea dei fedeli. Impareranno con i loro padrini e madrine a partecipare alla messa. Nell’omelia e, se opportuno, anche nella preghiera universale, si terrà conto di loro.
  • In seguito, nell’anniversario del loro battesimo, è bene che gli ex neofiti si riuniscano per: rendere grazie a Dio, scambiarsi la propria esperienza e attingere nuove forze.

 

 

Padrini e madrine

Il padrino o la madrina è scelto dal catecumeno per il suo esempio, per le sue qualità e per amicizia. È delegato dalla comunità cristiana locale e approvato dal sacerdote. Mostra al catecumeno come vivere del Vangelo. Lo aiuta, gli porta il sostegno della sua testimonianza e veglia sulla crescita della sua vita battesimale.

Scelto, se possibile, al momento dell’ingresso in catecumenato, esercita pubblicamente il suo incarico il giorno della chiamata decisiva, rendendo testimonianza sul catecumeno davanti alla comunità. Il suo ruolo si amplia quando il neofita ha ricevuto i tre sacramenti. Di fatto, per tutta la sua vita cristiana, deve aiutarlo a rimanere fedele al suo battesimo (RICA, n. 46).

Ruolo del padrino o della madrina

Il padrino o la madrina aiuta il catecumeno durante la preparazione ai sacramenti e, dopo il battesimo, contribuisce alla sua perseveranza nella fede e nella vita cristiana. È auspicabile che sia scelto il più presto possibile.

Scelta del padrino o della madrina

Condizioni per esserlo:

  • Essere stato scelto dal futuro battezzato o, in mancanza, dal parroco o dal ministro del sacramento.
  • Essere idoneo a svolgere questa funzione e avere l’intenzione di farlo.
  • Essere abbastanza maturo per svolgere questa funzione, il che si presume se ha compiuto sedici anni, a meno che il parroco o il ministro ritenga di dover ammettere un’eccezione per giusto motivo.
  • Aver ricevuto egli stesso i tre sacramenti dell’iniziazione (battesimo, confermazione ed eucaristia) e condurre una vita conforme alla fede e alla funzione che sta per assumere.
  • Non essere il padre o la madre. Sarebbe opportuno che non fosse il coniuge del futuro battezzato.
  • Può esserci soltanto un padrino o una madrina, oppure entrambi.
  • Il padrino deve appartenere alla Chiesa cattolica e non essere escluso dal diritto dalla funzione di padrino. Quando c’è già un padrino cattolico, si può ammettere, come testimone cristiano del battesimo, un cristiano non appartenente alla comunità cattolica. Per quanto riguarda gli Orientali separati, vedere la disciplina speciale per le Chiese d’Oriente (RICA, p. 14).

Presenza e sostegno del padrino o della madrina

Il padrino o la madrina, con la sua presenza accanto al nuovo battezzato, indica un’apertura alla Chiesa. Ciò è particolarmente significato nell’azione liturgica: anzitutto alla chiamata decisiva, quando presenta il futuro figlioccio all’arcivescovo; poi durante la celebrazione del battesimo, alla veglia pasquale, quando consegna al figlioccio, a nome della Chiesa, il cero acceso; infine nel tempo della mistagogia. Quando il neofita muove i primi passi da cristiano battezzato, ha particolarmente bisogno del sostegno del suo padrino o della sua madrina.

I ruoli dell’accompagnatore e del padrino-madrina sono distinti

Un catecumeno è affidato a un accompagnatore per un tempo determinato, fino alla celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana. Il padrino subentra allora, in una relazione diversa e duratura. Cammina con lui per tutta l’esistenza. È presente nei momenti di pace e di gioia, ma anche nella pena e nella prova.

Salvo casi eccezionali, non è auspicabile che l’accompagnatore diventi padrino o madrina. Ciò non gli impedisce di mantenere rapporti amichevoli con il nuovo battezzato.

Itinerario catecumenale e attori

Attorno al catecumeno

Dal punto di vista del catecumeno, c’è un itinerario di incontri con persone. Esse sono qui riepilogate in un ordine anzitutto cronologico: dalla parrocchia alla diocesi. Per comodità non figura l’assemblea dei fedeli. Questa assemblea diventa progressivamente una comunità, pronta ad integrare i nuovi a partire dall’ingresso in catecumenato.

Nell’originale una tabella indica, per ciascun tempo (accoglienza/precatecumenato; ingresso in catecumenato/catecumenato; chiamata decisiva/Quaresima; tre sacramenti/neofitato-mistagogia), quali attori sono coinvolti: parroco, accompagnatore, padrino/madrina, vescovo.

È Cristo che ci precede e ci accompagna in ogni cosa. È dunque Lui che ci chiama e ci inizia, per fare di noi i suoi discepoli-missionari.

Ciò deve dare ogni ispirazione e pace agli accompagnatori di catecumeni. Non devono trascinare qualcuno che sarebbe in ritardo e a cui bisognerebbe far recuperare un tempo perduto. In definitiva, l’accompagnamento del catecumeno consiste nel seguire insieme Cristo, verso il Padre, nello Spirito Santo.

Cinque riferimenti per gli accompagnatori

  • La Bibbia.
  • Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC), se necessario nella versione abbreviata Youcat.
  • Il Rito dell’Iniziazione Cristiana degli Adulti (RICA).
  • Il Compendio della dottrina sociale della Chiesa (DSC), se necessario nella versione Docat.
  • Il Direttorio per la catechesi.

 

 

Moduli da inviare

  1. Scheda informativa, fin dai primi incontri in precatecumenato (modulo I)
  2. Celebrazione dell’ingresso in catecumenato (modulo II)
  3. Celebrazione della chiamata decisiva e iscrizione del nome (modulo III)
  4. Scheda riassuntiva dei sacramenti dell’iniziazione cristiana (modulo IV)

Modulo I: «Scheda informativa»

Quando? Da compilare quando è presa la decisione di chiedere i sacramenti, fin dalle prime settimane di precatecumenato: la fiducia è stabilita e la richiesta si concretizza. Prestare attenzione alla situazione canonica, in particolare matrimoniale.

Chi? È l’accompagnatore che compila il modulo, con discrezione. Può essere l’occasione di un dialogo di fiducia che permette di conoscere meglio il «candidato» al battesimo. In nessun caso si lascerà il precatecumeno compilarlo da solo.

Come? Tutte le voci vanno compilate (cfr. Direttorio canonico e pastorale per gli atti amministrativi dei sacramenti). Anche per la Chiesa i dati statistici sono preziosi: permettono di visualizzare il panorama catecumenale della diocesi e di adottare i mezzi per adeguarsi alle richieste.

Per «Tradizione familiare» si intende l’ambiente culturale e religioso in cui il candidato è stato educato. Si nota spesso che, anche se occorre risalire alla generazione dei nonni, molti catecumeni provengono da famiglie di tradizione cristiana. Queste informazioni sono utili anche per l’accompagnamento.

Per «La richiesta di ingresso nella Chiesa è stata provocata da quale occasione» si intende l’elemento scatenante: incontri, grande evento ecclesiale, desiderio antico, morte o malattia di persone care, ecc.

Invio dei moduli. Il responsabile parrocchiale del catecumenato, in collegamento con il parroco, si assicura che tutte le voci di questa «scheda informativa» siano compilate. Il tutto sarà inviato al servizio diocesano con la scheda successiva, al momento della «celebrazione dell’ingresso in catecumenato».

SCHEDA INFORMATIVA

(da inviare al servizio diocesano con la scheda di ingresso in catecumenato e l’atto di nascita)

Si prega di compilare la scheda nel modo più completo e leggibile possibile e di farla firmare dal catecumeno.

Servizio del Catecumenato – Associazione Diocesana di Parigi, 10 rue du Cloître Notre-Dame, 75004 Parigi – Tel. 01 78 91 91 56 / 01 78 91 91 57 – catechumenat@diocese-paris.net

  • Diocesi di Parigi – Parrocchia
  • / Sig.ra / Sig.na – Nome – COGNOME – cognome da nubile
  • Telefono – E-mail
  • Data di nascita – città e paese di nascita – nazionalità
  • Tradizione religiosa familiare – Professione
  • Questa persona è già in contatto con un sacerdote, un diacono, altri cristiani (indicarne i nomi)
  • Situazione attuale: celibe/nubile; fidanzato/a; sposato/a; vedovo/a; separato/a; divorziato/a (che vive solo/a); divorziato/a (risposato/a); vita coniugale; altra situazione da precisare
  • Se la persona è sposata: nome e cognome del coniuge; data e luogo del matrimonio civile; data e luogo del matrimonio religioso; progetto di matrimonio religioso (sì/no) — occorrerà fornire una copia dell’atto di battesimo con annotazioni marginali del coniuge
  • Se il «precatecumeno» aveva contratto un matrimonio precedente: civile (sì/no, data, luogo); religioso (sì/no, data, luogo) — occorrerà fornire una copia dell’atto di battesimo con annotazioni marginali del coniuge di quel precedente matrimonio
  • La richiesta di ingresso nella Chiesa è stata provocata da (quale occasione)
  • Data della prima richiesta in vista del Battesimo, della Confermazione, dell’Eucaristia
  • Nome e funzione della persona che richiede queste informazioni
  • Nome e cognome dell’accompagnatore
  • Data e firma del catecumeno

 

Modulo II: «Ingresso in catecumenato»

Quando? Prima di prevedere l’ingresso in catecumenato, vanno considerati diversi criteri:

  • Si può certamente fare l’ingresso in catecumenato senza arrivare al battesimo. In tal caso, occorre avvertire la persona delle difficoltà, che costituiscono un impedimento se permangono.
  • Contattare il Servizio diocesano per tutte le situazioni problematiche.
  • Vegliare sulla progressione dei catecumeni in ciascuno dei quattro pilastri di aiuto al discernimento descritti. Si tratta soltanto di alcuni punti di riferimento.

Chi? Il parroco, in collegamento con il responsabile parrocchiale e l’accompagnatore, prende la decisione di ammettere un catecumeno all’ingresso in catecumenato.

Nome cristiano (eventuale). Va scelto al momento dell’ingresso in catecumenato (RICA n. 93, can. 855) e riportato sulla scheda. Sarà utilizzato al momento della chiamata decisiva.

Celebrazione. Si farà in modo che la celebrazione abbia luogo durante una messa domenicale, per permettere a un gran numero di membri della comunità parrocchiale di circondare il catecumeno. Saranno presenti:

  • L’accompagnatore, come «garante» (RICA, n. 74).
  • Il padrino o la madrina, se già possibile. In ogni caso è auspicabile aiutare il catecumeno a sceglierlo/a fin da questa tappa.

Modulo. L’ingresso in catecumenato è la prima tappa in cui il catecumeno è accolto «pubblicamente» nella Chiesa. Da questo momento, anche se non prosegue fino al battesimo, il catecumeno è membro della Chiesa.

Il modulo da compilare al termine della celebrazione sarà oggetto di un registro stabilito per anno, conservato presso il Servizio diocesano del catecumenato. Sarà firmato dal parroco, dall’accompagnatore e dal catecumeno e munito del sigillo della parrocchia.

I due moduli (scheda informativa e celebrazione di ingresso in catecumenato) vanno indirizzati al servizio diocesano del catecumenato, con in più una copia integrale dell’atto di nascita di data non anteriore a tre mesi. In totale, il dossier comprende dunque tre documenti.

REGISTRO DIOCESANO DEI CATECUMENI

CELEBRAZIONE DELL’INGRESSO IN CATECUMENATO (da inviare al servizio diocesano)

  • Diocesi di Parigi – Parrocchia …
  • Il … è stato/a accolto/a nella comunità cristiana dal Padre …
  • Nomi – Nome cristiano – COGNOME
  • Nato/a il … a …
  • Figlio/a di … e di …
  • Domiciliato/a a … – Telefono …
  • (Eventualmente) sposo/a di …
  • «Illuminato dallo Spirito Santo e avendo ascoltato l’annuncio del mistero di Cristo, cerca consapevolmente e liberamente il Dio vivente e intraprende un itinerario di fede e di conversione nella Chiesa cattolica in vista di ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimo, confermazione, eucaristia)».
  • Il suo accompagnatore è: …
  • «Nella fede e nella gioia di Cristo, firmiamo insieme»: il parroco; il sacerdote (o il diacono); l’accompagnatore; il (la) catecumeno/a; sigillo della parrocchia.
  • Si prega di allegare una copia integrale dell’atto di nascita (di data non anteriore a tre mesi) e la scheda informativa. (2025/2026)

 

Modulo III: «Chiamata decisiva e iscrizione del nome»

Quando? Il modulo va compilato per ogni catecumeno presentato alla chiamata decisiva dell’anno. Questo modulo III presuppone l’invio preliminare della scheda informativa (I) e di quella dell’ingresso in catecumenato (II), nonché della copia integrale dell’atto di nascita (di data non anteriore a tre mesi) e della lettera al vescovo.

Chi? Dal parroco o dal responsabile del catecumenato della parrocchia.

Invio del modulo. Il modulo, datato e firmato, va inviato al Servizio diocesano tassativamente un mese e mezzo prima della data della celebrazione, con la lettera al vescovo. Da questo invio dipendono:

  • La lettera d’invito a ciascuno dei catecumeni;
  • L’organizzazione della celebrazione della chiamata decisiva e iscrizione del nome;
  • L’accoglienza e la collocazione dei catecumeni e del loro padrino o madrina in cattedrale;
  • Le autorizzazioni a battezzare firmate dal vicario episcopale per il catecumenato, poi inviate ai rispettivi parroci.

Alcuni consigli per la lettera all’arcivescovo

Conviene curare la formula iniziale e finale per l’arcivescovo. Lo stile di ciascun catecumeno resta poi molto personale. Inoltre la lunghezza della lettera è molto flessibile.

L’esperienza di questi ultimi anni mostra che queste lettere sono magnifiche, con elementi principali regolarmente messi in rilievo: storia della persona e desiderio di essere battezzata.

È auspicabile insistere anche su alcuni orientamenti da esprimere. In questa prospettiva, gli accompagnatori possono suggerire ai catecumeni questi orientamenti complementari, senza poi interferire, ovviamente, nella redazione della lettera.

Messo in rilievo nelle lettere Orientamenti da esprimere anche
Passato Discepolo di Cristo
Personalità Futuro
Desiderio di essere battezzato Posto nella Chiesa
Sostenuto dai tre sacramenti: battesimo, ma anche confermazione ed eucaristia
In missione, mandato a portare il Vangelo, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

Fonte: inchiesta di Matthéo Gervois sui percorsi di neofiti e sulle lettere di catecumeni un anno prima, Servizio diocesano del catecumenato, Parigi, 2023.

CELEBRAZIONE DELLA CHIAMATA DECISIVA E ISCRIZIONE DEL NOME

(da inviare al servizio diocesano)

  • Il Padre …, parroco della parrocchia …, presenta in vista dei sacramenti dell’Iniziazione Cristiana: Sig.ra / Sig.na / Sig. …
  • Nomi – COGNOME – nome cristiano
  • Data e luogo di nascita – indirizzo – telefono – e-mail
  • PADRINO (nome, cognome) – MADRINA (nome, cognome)
  • e chiede: di chiamare questa persona al battesimo durante la celebrazione diocesana della chiamata decisiva del … / di dispensare questa persona dalla chiamata decisiva per un motivo grave …
  • e di autorizzarmi a celebrare i sacramenti dell’Iniziazione Cristiana (battesimo, confermazione, eucaristia): durante la notte pasquale / eccezionalmente più tardi nell’anno, alla data del … per il seguente motivo …
  • Nella chiesa … o cappella …
  • Autorizzate il trasferimento di queste informazioni all’Associazione Journal Paris Notre-Dame e ad altri media? Sì / No
  • Fatto a Parigi il … – Firme: del parroco; del responsabile dell’équipe catecumenale; dell’accompagnatore; del catecumeno; sigillo della parrocchia.
  • Nota: questo documento presuppone l’invio preliminare della «Scheda informativa», del modulo «Celebrazione dell’ingresso in catecumenato» e della copia integrale dell’atto di nascita. Si prega di compilare tutte le voci e di allegare la lettera del catecumeno all’Arcivescovo. (2025/2026)

 

Modulo IV: «Scheda riassuntiva dei sacramenti»

Invio del modulo. Il modulo va compilato a partire dai registri parrocchiali e inviato al Servizio diocesano del Catecumenato, 10 rue du Cloître Notre-Dame, 75004 Parigi.

I SACRAMENTI DELL’INIZIAZIONE CRISTIANA (Scheda riassuntiva)

Da inviare al servizio diocesano dopo l’iscrizione sui registri parrocchiali

  • Diocesi di Parigi – Parrocchia
  • Nome – Cognome
  • Ha ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimo, confermazione ed eucaristia) il …
  • Nella parrocchia …
  • Battesimo e confermazione sono iscritti sul registro parrocchiale di … – Anno: … – Atto n°: …

 

 

 

Nota conclusiva della guida

Questa guida si rivolge agli accompagnatori di catecumeni in parrocchia.

  • Parte dal Rito dell’Iniziazione Cristiana degli Adulti (RICA).
  • Propone criteri di discernimento per l’accompagnamento.
  • Infine, commenta i moduli che scandiscono il percorso.

Segue i tempi del rito:

  • Prima evangelizzazione, prima dell’ingresso in catecumenato;
  • Catecumenato, prima della chiamata decisiva;
  • Quaresima e suoi scrutini, prima della celebrazione dei tre sacramenti dell’iniziazione: battesimo, confermazione, eucaristia;
  • Mistagogia, durante il neofitato dei nuovi cristiani.

Per ogni tempo, i quattro pilastri del catecumenato servono come elementi di discernimento: Parola di Dio; conversione; preghiere e celebrazioni; vita nella Chiesa.

Estratto dell’intervento di Mons. Laurent Ulrich, arcivescovo di Parigi

Incontro con i responsabili e gli accompagnatori del catecumenato, 4 febbraio 2023

«Le tre domande della chiamata decisiva: “Sono stati fedeli nell’ascoltare la Parola di Dio? Hanno cominciato a vivere alla presenza di Dio? Hanno partecipato alla vita fraterna e alle preghiere?”, sono elementi oggettivi. Mi è stata spesso posta questa domanda da accompagnatori di catecumeni, che mi dicono: ma come volete che giudichiamo la fede degli altri?

Non si chiede di giudicare la fede degli altri. Si chiede:

  • di vedere oggettivamente se hanno amato entrare nella Parola di Dio;
  • di vedere oggettivamente se hanno cominciato a pregare;
  • di vedere oggettivamente se hanno cominciato a far sì che la volontà di Dio e le preoccupazioni degli altri contino più della propria volontà e della cura dei propri interessi.

Sono cose che si possono rilevare. Hanno iniziato un cammino nel quale si vede che la loro vita è a poco a poco trasformata? Sono domande oggettive a cui si può rispondere: sì, ho visto che amavano ascoltare la Parola di Dio; sì, ho visto che amavano mettersi al servizio degli altri per l’amore di Gesù». (p. 9)

 

Servizio diocesano del catecumenato – 10 rue du Cloître Notre-Dame – 75004 Parigi

Tel. 01 78 91 91 56 / 01 78 91 91 57 – catechumenat@diocese-paris.net – Orari: martedì, mercoledì, giovedì 9–17