Atti di straordinaria amministrazione: il Decreto Arcivescovile del 20/07/2026

Ai Reverendi Parroci,

Ai Consigli per gli Affari Economici della Parrocchie

Ai Legali Rappresentanti, agli Amministratori e ai Responsabili degli Enti ecclesiastici e delle Persone Giuridiche soggetti alla vigilanza dell’Arcivescovo di Genova

A tutti coloro che, a diverso titolo, sono chiamati ad amministrare i beni ecclesiastici presenti nel territorio dell’Arcidiocesi di Genova.

Carissimi,

l’amministrazione dei beni ecclesiastici rappresenta uno strumento indispensabile perché la Chiesa possa continuare a svolgere la propria missione di evangelizzazione, di carità e di servizio alle persone.

I beni che ci sono affidati non appartengono a chi temporaneamente li amministra, ma sono un dono ricevuto dalle generazioni che ci hanno preceduto e una responsabilità verso quelle che verranno. Essi sono destinati a sostenere l’annuncio del Vangelo, la celebrazione dei Sacramenti, l’educazione, la carità e tutte quelle opere attraverso le quali la Chiesa rende presente Cristo nel mondo.

Per questa ragione il diritto canonico affida al Vescovo il compito di vigilare affinché tali beni siano amministrati con prudenza, trasparenza, responsabilità e nel pieno rispetto della loro destinazione ecclesiale.

Con il presente Decreto, l’Arcivescovo ha ritenuto opportuno aggiornare la disciplina relativa agli atti eccedenti l’amministrazione ordinaria, recependo l’esperienza maturata nel nostro territorio e le nuove esigenze amministrative emerse nella vita della nostra Arcidiocesi.

Il Decreto vuole offrire criteri chiari e uniformi, affinché ciascun amministratore possa operare con maggiore serenità, nella certezza di agire nel rispetto della normativa canonica e civile, evitando situazioni che potrebbero esporre l’ente, gli amministratori stessi o la comunità ecclesiale a rischi patrimoniali o giuridici.

Viviamo un tempo nel quale la gestione è diventata sempre più complessa: gli aspetti economici, fiscali, urbanistici, lavoristici e contrattuali richiedono competenze specifiche e una crescente attenzione. Al tempo stesso, la nostra Chiesa diocesana è chiamata a vivere con sempre maggiore convinzione il cammino della fraternità tra le parrocchie, della corresponsabilità e della collaborazione tra le diverse realtà ecclesiali. Anche l’amministrazione dei beni è parte di questo percorso: condividere competenze, confrontarsi nelle scelte più importanti e valorizzare il sostegno reciproco significa rafforzare la comunione ecclesiale e mettere il patrimonio della Chiesa sempre più al servizio della missione pastorale.

Per questo motivo diventa fondamentale consolidare la collaborazione tra le parrocchie, le Congregazioni sottoposte all’Ordinario Diocesano, gli enti ecclesiastici e l’Arcidiocesi, affinché ogni scelta importante possa essere adeguatamente valutata e condivisa, in uno spirito di comunione che favorisca la crescita delle fraternità pastorali e una gestione sempre più responsabile e lungimirante dei beni ecclesiastici.

ln questo senso, l’autorizzazione preventiva prevista per gli atti di straordinaria amministrazione non deve essere percepita come un controllo fine a sé stesso, ma come uno strumento di comunione ecclesiale, di corresponsabilità e di tutela reciproca. Essa consente infatti di verificare preventivamente la correttezza delle operazioni, di offrire il necessario supporto tecnico e giuridico e di prevenire errori che potrebbero compromettere il patrimonio ecclesiastico o gravare sulle comunità affidate alle nostre cure. Questo modo di procedere consente di inserire ogni singolo atto in un piano più globale di respiro diocesano.

Vi invito pertanto ad accogliere questo Decreto (qui in allegato) con spirito di collaborazione e di fiducia, considerandolo come un aiuto concreto nell’esercizio del vostro servizio.

 

Mons. Andrea Parodi
Economo diocesano e Vicario episcopale

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