Il reliquiario del Braccio di Sant’Anna in mostra a Palazzo Strozzi

Nel cuore di Firenze, a Palazzo Strozzi, è in corso dal 26 settembre al 24 gennaio 2027 la mostra Broken: The Power of the Fragment in Sculpture, organizzata dalla National Gallery of Art di Washington insieme alla Fondazione Palazzo Strozzi. L’esposizione propone un nuovo sguardo sulla cultura e sui frammenti che continuano a rappresentare importanti opere d’arte. Nelle sale quattrocentesche sono stati riuniti 65 frammenti scultorei provenienti da molteplici culture e periodi storici, con l’obiettivo di esplorare la potenza evocativa del frammento nella cultura contemporanea. A questo scopo, il percorso indaga le principali cause all’origine di tali mutilazioni: dall’iconoclastia alla guerra, dal vandalismo alle calamità naturali.

La mostra si apre con una delle opere genovesi più significative: il monumento funebre di Margherita di Brabante, oggi custodito nel Museo di Sant’Agostino. I frammenti della monumentale tomba commissionata da Enrico VII per la sposa Margherita sono esposti come suggestivo incipit. L’Elevatio animae di Margherita fu realizzata da Giovanni Pisano e collocata nell’abside della chiesa di San Francesco di Castelletto. In seguito alla demolizione dell’edificio, il monumento fu smembrato e i brani marmorei vennero dispersi, per poi essere ricomposti da Franco Albini negli anni Cinquanta del Novecento all’interno del Museo di Sant’Agostino. L’opera è tra le sculture medievali più ammirate e la sua frammentarietà ha permesso agli studiosi di avviare interessanti ricerche sulla forma originaria del monumento, che nel XIV secolo fu un’importante meta di venerazione grazie alla generosità e alla carità dimostrate in vita da Margherita.

Nelle sale successive — dopo aver ammirato una testa di Buddha del IV-V secolo proveniente dal MAO di Torino, la spada della statua di un re ellenistico del 300 a.C. e il piede sinistro della statua equestre di Luigi XIV (1692) dal Museo del Louvre, insieme a molti altri reperti provenienti dai più prestigiosi musei del mondo — è esposto il reliquiario del Braccio di Sant’Anna, concesso in prestito dal Capitolo dei Canonici della Cattedrale di San Lorenzo e in deposito presso il Museo del Tesoro della Cattedrale.

La scelta dei curatori risponde al desiderio di mostrare una reliquia insigne a forma di arto umano che, pur essendo solo una parte del corpo venerato, ne rappresenta l’integrità spirituale. Il reliquiario non è inteso soltanto come uno straordinario manufatto d’oreficeria bizantina del XIV secolo, ma anche come testimonianza della fede di una comunità devota che ha arricchito l’opera nel tempo con anelli e piccoli oggetti donati come ex voto. Sant’Anna, madre della Vergine Maria, è infatti tradizionalmente invocata dalle partorienti.

Il prezioso reliquiario faceva parte del ricco bottino sottratto dai genovesi a Costantinopoli e rimase nella colonia di Pera fino al 1461, anno in cui fu trasferito a Genova e custodito nel convento francescano di Nostra Signora del Monte fino alla soppressione degli ordini religiosi nel 1810. La fattura costantinopolitana è stata confermata confrontando le fini decorazioni dell’oggetto con le coperte auree delle icone trecentesche realizzate nella capitale d’Oriente. La teca di vetro che lascia intravedere il braccio risponde a una ritualità tipicamente latina, ma i critici ritengono sia stata realizzata da un orafo costantinopolitano attivo a Pera. Il braccio presenta un fitto motivo inciso a elementi vegetali sinuosi ed è ornato da diverse pietre incastonate, tra cui uno smeraldo e cinque balasci. Si ipotizza che la coroncina che decora il polso sia un dono di Giovanna di Savoia, andata in sposa nel 1326 all’imperatore Andronico III Paleologo. L’autenticità della reliquia è attestata dall’iscrizione alla base (+ Hoc + est + manus + cum + brachio + beate + anne + amen), mentre due sigilli arcivescovili chiudono la teca a memoria delle ricognizioni effettuate nel corso dei secoli.

La mostra Broken rappresenta quindi un’occasione per comprendere come capolavori che un tempo incarnavano simboli di potere o manifestazioni del sacro abbiano mutato il proprio significato originario al variare degli eventi storici.

Il Braccio di Sant’Anna ne è un chiaro esempio: da reliquia eccellente divenuta bottino di guerra a reperto museale, capace comunque di conservare la propria profonda valenza liturgica all’interno del Museo del Tesoro della Cattedrale.

Grazia Di Natale