375 anni dalla morte di Santa Virginia Bracelli: le iniziative per ricordarla

Ci sono santi la cui presenza continua a parlare attraverso persone, luoghi e gesti quotidiani. È il caso di Santa Virginia Centurione Bracelli, la cui memoria le Suore di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario continuano a custodire con fede e generosità.

Ricorrono quest’anno i 375 anni dalla morte di Santa Virginia.

Per questo anniversario le Suore hanno voluto far conoscere Virginia, soprattutto attraverso le giovani religiose della congregazione, che hanno iniziato a diffondere la sua figura, i suoi scritti e il messaggio della fondatrice anche attraverso i social e un canale YouTube dedicato. Una modalità nuova per raccontare una donna vissuta nel Seicento, ma capace ancora oggi di parlare a una città che forse la conosce meno di quanto potrebbe.
«A Genova c’è bisogno di riscoprire Santa Virginia», raccontano le suore della Casa Madre in Viale Bracelli. Perché nella chiesa delle Brignoline il suo corpo è ancora custodito, intatto, nell’urna collocata sotto l’altare. È una presenza concreta, che può diventare occasione di incontro e di preghiera. L’urna venne aperta e resa visibile alla devozione dei fedeli nel 1985, in occasione della beatificazione e della visita di Papa Giovanni Paolo II. Fino ad allora il corpo della fondatrice era rimasto nascosto. Fu allora che, accompagnate anche da monsignor Pedemonte, le religiose maturarono l’idea di creare un luogo che permettesse di avvicinarsi a Virginia e conoscerne la storia. Da quel momento, spiegano, «è cominciata una devozione vera e propria», perché chi entra nella chiesa può vedere il corpo della Santa, fermarsi in preghiera e conoscere la sua vicenda attraverso libri e materiali dedicati.
Oggi, attraverso gli appuntamenti pubblicizzati anche online, è possibile entrare nella chiesa e incontrare le religiose, che aprono l’urna, raccontano la vita della fondatrice e guidano i presenti nella preghiera. Un’esperienza semplice, ma significativa: non soltanto vedere, ma conoscere e pregare davanti a una donna che ha fatto della carità una scelta radicale.

L’eredità di Santa Virginia
E proprio la carità è la chiave per comprendere che Santa Virginia non appartiene soltanto al passato. La sua eredità continua nella vita quotidiana della congregazione. Nella Casa Madre vivono e vengono assistite le consorelle anziane e malate; le religiose sono impegnate nelle parrocchie, nel catechismo, negli ospedali e nelle strutture per persone con disabilità. Alcune prestano servizio anche al Gaslini, altre operano nelle realtà diocesane dedicate all’accoglienza e alla cura.

Ma c’è soprattutto un segno che racconta con immediatezza il legame con il carisma della fondatrice: la mensa per le persone in difficoltà. Ogni giorno vengono preparati circa 45-50 pasti. Non ci sono liste, tessere o controlli: «La Provvidenza, in quel momento, è sufficiente per tutti». Chi arriva riceve un pasto, senza dover dimostrare nulla. Un servizio che negli anni ha conosciuto diverse forme.

La presenza delle Brignoline a Genova
La congregazione, pur essendo numericamente piccola, continua così a mantenere una presenza capillare. Sono circa 180 le religiose complessivamente, distribuite nelle diverse realtà della congregazione, in Italia e all’estero. A Genova il servizio si articola in numerosi ambiti: dalla Casa Madre alla scuola, con nido, primavera e scuola dell’infanzia, dalle parrocchie agli ospedali, fino alle strutture per anziani e persone con disabilità. «Siamo poche, ma siamo buone», scherzano le religiose. E soprattutto, aggiungono, «ci vogliamo bene come una famiglia». Una fraternità concreta, fatta anche di fatiche, differenze e inevitabili discussioni, ma capace di sostenersi quando una consorella è in difficoltà. È forse questa la risposta più autentica alla domanda su come riportare Santa Virginia nella vita della città. Non soltanto attraverso celebrazioni e iniziative, ma mostrando che il suo carisma è ancora all’opera. Virginia continua a parlare attraverso una porta aperta, un pasto preparato, una persona anziana assistita, un bambino accolto, una preghiera davanti alla sua urna.

Ma l’auspicio delle Brignoline è che, oltre l’anniversario, rimanga qualcosa di più: la possibilità per Genova di tornare a riconoscere una delle sue figlie più importanti. Non una figura consegnata alla storia, ma una donna che, ancora oggi, attraverso le sue suore, continua a prendersi cura della città.

Segui il cammino delle Suore Brignoline collegandoti a