La testimonianza di Suor Cecilia di ritorno da Nairobi

Sono tornata! E ogni volta che pronuncio questa parola, sento che non è un semplice ritorno: è un appuntamento mantenuto. Nairobi per me non è solo una città. È Vita. È Speranza. È Futuro. È il luogo dove il Signore mi ha aspettata con pazienza, dove mi ha chiamata ancora una volta a dire un nuovo “sì”. Qui, in comunione con la mia comunità, la missione non è stata un’attività, ma una forma di vita. Sono tornata perché in questi anni un seme è cresciuto. Si chiama Muungano -in swahili significa insieme. È nato nel cuore pulsante della baraccopoli di Kawangware. Per le donne. Dalle donne. Non è retorica dire che in molti Paesi del mondo la donna vive ancora sotto la soglia della dignità, del rispetto, della libertà. Il Kenya sta camminando verso un cambiamento, ma la strada è lunga. Il gruppo che seguo è composto da ventuno donne. Io le chiamo coraggiose. Hanno ferite profonde, ma stanno imparando a trasformarle in porte aperte sulla speranza. Muungano nasce perché possano formarsi, lavorare insieme, costruire un futuro economicamente solido e indipendente. Producono uniformi scolastiche. A settembre 2025 è arrivato il primo ordine da una scuola governativa locale. Ogni mese ci incontriamo per una formazione spirituale, economica, sanitaria e umana. Ora stiamo aprendo la produzione di abiti liturgici:le mani degli impoveriti vestono la preghiera. Camici, casule, stole, tuniche per chierichetti, prime comunioni e battesimi. Il 24 febbraio vivremo il primo showroom. E nasce anche un progetto per ragazzi con disabilità, perché nessuno resti invisibile. Il mio cuore è colmo di gratitudine per le meraviglie che il Signore compie con i piccoli. Seguire il Vangelo significa essere meno calcolatori e più uomini e donne di fede. Ed ecco la parola che cambia tutto: Eccomi.

Suor Cecilia Samiolo