“Reggete ancora porte invisibili dell’alleanza, bastioni di sereno !” con questa invocazione, tratta da una poesia di Mariangela Gualtieri, ha concluso il suo intervento e la conferenza dom Bernardo Gianni, Abate benedettino di San Miniato al Monte (Firenze), che ha partecipato all’incontro tenutosi nella sala Frate Sole (messa a disposizione dalla Comunità dì Sant’Egidio) nell’ambito delle iniziative per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani a Genova.
Padre Bernardo, che ha dipinto le Chiese come “fiori diversi nel giardino del Regno di Dio, chiamati a sbocciare insieme” ha sollecitato i cristiani delle diverse confessioni ad “accordare le molteplici responsabilità per essere un fermento di unità, ricordando che la preghiera ci apre ad un anelito ecumenico ed unitivo”. Riprendendo le parole del poeta Mario Luzi, l’abate ha condiviso il sogno che la chiesa, tutte le chiese possano diventare un «laboratorio delle anime», febbrile e «infuocato» opificio dove «si ricoverano gli sperduti… si raccolgono i relitti, si raggiustano i rottami» e soprattutto «si fabbricano ali per il volo, in questa officina».
Prima di dom Bernardo era intervenuta Erica Sfredda, predicatrice valdese proveniente da Torino e già presidente nazionale del SAE (Segretariato attività ecumeniche) fino allo scorso 31 dicembre 2025. Erica, partendo dal richiamo di Efesini 4,1 “comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto”, ha proposto le sfide alla dignità del dirsi cristiani nella complessità dei tempi che viviamo. Le stesse sfide che hanno portato all’ aggiornamento alla Charta Oecumenica del 2001, sottoscritto nel 2025 dalle chiese europee – Conferenze Episcopali Europee (CCEE) e della Conferenza delle Chiese Europee (KEK). È stato proposto un ampio e significativo compendio di ciò che le chiese hanno recepito e concordato per essere testimoni efficaci del Signore Gesù in questi tempi difficili. La crisi climatica, le guerre, le migrazioni, le nuove tecnologie sono le sfide che ha recepito la Charta Oecumenica “per non parlare solo di unità ma viverla, al di là della stanchezza che a volte rallenta il cammino ecumenico”.
Concludendo con l’invito ad ascoltare i giovani, risorsa vera della chiesa. Gli interventi dei due relatori sono stati inframezzati dall’esecuzione musicale del prof. Fabrizio Giudice, docente di chitarra al Conservatorio “Paganini” di Genova. Con la sua chitarra il maestro ha proposto brani che sono stati particolarmente apprezzati dal pubblico presente per la loro bellezza e per la magistrale esecuzione. I brani proposti: Una limosna por el Amor de Dios” di Augustin Barrios Mangore, Fuga BWV 1000 (di J.S.Bach), Ave Maria (F. Schubert arr. Gorlin/Giudice) Padre Nazareno Fabretti (1920-1997), che volle e fondò la Sala Frate Sole nei locali dell’Annunziata (dove ospitò, fra gli altri, Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira, don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, padre David Maria Turoldo ed Ernesto Balducci; inoltre invitava giornalisti come Enzo Biagi e Guglielmo Zucconi, gli attori di teatro in tournée a Genova, scrittori ed intellettuali), avrebbe gioito nel vedere in essa riuniti cristiani delle diverse confessioni, intenti ad ascoltare parole e musiche che parlavano alla mente e ai cuori.
Luciano Rosasco