Voci dalla Domenica della Parola 2026

Fatica e bellezza del “tutto”
Voci dalla Domenica della Parola 2026

Il 25 Gennaio è stata la Domenica della Parola 2026. L’Apostolato Biblico dell’Ufficio Catechistico della Diocesi ha proposto alle parrocchie la lettura integrale del Vangelo di Matteo, in continuità con l’esperienza dello scorso anno, che ha visto la lettura per intero del Vangelo di Luca, organizzata nella chiesa di S. Marco al Molo.
Cinque parrocchie e un monastero hanno accolto l’iniziativa, organizzando la lettura con un comune canovaccio e diversi elementi originali, a seconda delle peculiarità e delle sensibilità delle singole realtà. Hanno così condiviso l’esperienza il monastero di S. Prospero di Camogli e le parrocchie di S. Margherita di Sori, S. Gottardo, S. Antonio di Boccadasse, S. Marco al Molo e N.S. Assunta di Sestri Ponente.
La lettura continua e integrale di un testo biblico ha l’obiettivo di rendere possibile un abbraccio complessivo della “storia” raccontata dall’autore e delle finalità che questi si proponeva nel narrarci gli eventi e nel “parlare” le parole di Dio. Bene lo hanno colto coloro che hanno partecipato alla lettura di quest’anno. “È stata un’esperienza nuova e suggestiva che ci ha offerto una visione di insieme molto istruttiva del Vangelo di Matteo”, così ci viene detto dai partecipanti alla lettura a S. Margherita di Sori, e ribadito da N.S. Assunta di Sestri, per cui secondo Cristina e Martina, l’esperienza “ha permesso di percorrere l’intero testo  evangelico in un unico arco temporale, restituendone l’unità narrativa e il ritmo originario”.
Si tratta in fondo di un’esperienza insolita, “impossibile da ottenersi con la lettura parziale e spezzettata durante l’anno liturgico” (S. Margherita di Sori), che permette di concedere del tempo, più tempo alla Scrittura perché possa essere ascoltata e possa ugualmente avere spazio nelle nostre vite spesso troppo “piene” per poter liberare un vuoto per Dio. Un tempo e uno spazio che Dio chiede per “entrare” con la sua Parola nella nostra vita.
Questo atto richiede fatica: “Dare il giusto spazio alla parola di Dio è doveroso ma è anche un impegno gravoso”, afferma Katia della parrocchia di S. Gottardo. Così come può essere difficile tenere l’orecchio attento per una lettura così lunga: “Non è stato semplice mantenere la concentrazione per tutto questo tempo” (S. Margherita di Sori). Ma la fatica è ricompensata dalla possibilità di lasciarsi “dire” dalla Parola, dandole il tempo di agire e di prendere dimora.
Infatti, nonostante l’effettiva difficoltà di rimanere “attenti alla sua voce” per alcune ore, diverse testimonianze riportano i frutti reali di questo lungo “rimanere” nel testo. Alcuni hanno sottolineato “la forza e la radicalità dell’invito a trasformare la propria vita nella Sua sequela”, o lo stimolo per “il desiderio di approfondire, e speriamo di organizzare nelle prossime settimane degli incontri con questa finalità” (S. Margherita di Sori). Altri hanno evidenziato come “L’ascolto prolungato ha favorito una comprensione più ampia del messaggio, lasciando spazio alla riflessione personale” (Cristina e Martina, Sestri).

Un lungo abbraccio al testo attraverso il quale si può cogliere, come a volo d’uccello l’intera vicenda di uno dei Vangeli sinottici, quello con più capitoli, 28, leggendone connessioni, scoprendone la struttura e la trama, assieme alle intenzioni dell’evangelista.

Ma cosa resta di un simile approccio alla Scrittura dopo una “maratona” come questa? Lo chiarisce bene Katia di San Gottardo: “Ascoltando il susseguirsi dei capitoli del Vangelo di Matteo, mi sono ripetuta che non serve concentrarsi su tutto, non sarebbe possibile, e nemmeno utile perché è la Parola di Dio stessa che ti raggiunge quando serve”. In effetti è così, o almeno è evidente che la Parola parla in maniera diversa ad ognuno di noi, lo coglie nella sua vita, difficoltà e gioie, e nel suo particolare percorso esistenziale. È ovvio, dunque, che in una simile esperienza si venga colpiti e ci si concentri su alcuni elementi che in quel momento ci dicono “di più”. In questo senso buona testimonianza è quella di Pino, lettore a S. Marco al Molo: “ho provato un'emozione indicibile che è sfociata,
soprattutto nella preghiera del Padre nostro, in un momento di reale coesione e identificazione con il testo tale da provocare in me una tale emozione che mi ha costretto a fermarmi per qualche istante”.

A ciò serve la lettura continua: creare un percorso in cui ognuno trova la “parola” giusta per sé, all’interno del “tutto” della Scrittura. Non si vuol dire con questo che ognuno si possa costruire un proprio vangelo, ma che la Parola di Dio è multiforme e plurale, tale da raggiungere ognuno nel
proprio specifico mondo interiore.
Un’esperienza in fondo complessa e complessiva, tale da “creare un bellissimo momento di riflessione davvero coinvolgente” (Luca, S. Prospero di Camogli), non solo “personale”, ma anche “comunitaria”. La lettura è stata, infatti, messa in comune, condivisa, come servizio dai lettori e come ascolto da chi ha partecipata, in buon numero a seconda delle diverse chiese. La Parola è fruttuosa per noi proprio se è “comunitaria”, ecclesiale, strumento e fonte della vita della Chiesa, dei credenti e do coloro che si fanno domande. Anche questo è un elemento emerso da quasi tutte le testimonianze ricevute. È la fatica di cogliere il “tutto”, e il “tutto” si coglie insieme, oltre che personalmente. E nel “tutto” navigano tante gocce che sono le parole che noi cogliamo e che possono trasformare la nostra vita, se diamo “tempo e spazio” alla Parola per divenire stabile nel “vuoto” che riusciamo a creare per accoglierla. È chiaro fin da ora che anche il prossimo anno vi chiederemo un’ulteriore fatica. Abbiamo un anno per prepararci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco le testimonianze di alcune persone che hanno partecipato alla lettura del Vangelo di Matteo nelle diverse parrocchie:

È stata una esperienza certamente particolare, anche se non sono riuscito a rimanere tutto il tempo della lettura. Mi sono sentito in connessione con Dio. Sentivo nelle parole dei fratelli un messaggio di verità e di bontà. E occasioni costanti di riflessione e preghiera. Era come ritagliarsi uno spazio nelle proprie giornate, uno spazio per connettersi con Dio… e farlo in comunità.

Paolo Barabino, San Gottardo

………………………………..

Quando sono venuta a conoscenza di questa iniziativa sono stata felice e sorpresa allo stesso tempo. “Dare il giusto spazio alla parola di Dio è doveroso, ma è anche un impegno gravoso”, mi sono detta, “sia in termini di tempo che di attenzione: chi si accosterà a un tale evento?”. Ma subito la mia poca fede è stata smentita dai fatti: all’inizio non eravamo molti e, essendo nei primi gruppi di lettura, non mi sono guardata intorno più di tanto, ma dopo il 14° capitolo ho alzato brevemente lo sguardo e ho visto più persone di quelle che credevo. Nello stesso istante, mi sono resa conto che il Signore non è mai stato un eccellente matematico e che non si è mai preoccupato dei numeri, visto che è partito da una base di 12 per un mondo intero da evangelizzare… Quante persone, quanta attenzione… non trova certo limiti in questo. Ascoltando il susseguirsi dei capitoli del Vangelo di Matteo, mi sono ripetuta che non serve concentrarsi su tutto, non sarebbe possibile e nemmeno utile, perché è la Parola di Dio stessa che ti raggiunge quando serve. Lamentandomi della mia poca memoria un sacerdote, un giorno, mi disse che la Parola di Dio non deve essere memorizzata, ma ti lascia quello di cui hai bisogno in quel momento: che sia un concetto, una frase o solo una parola… e se non serve a te ma ad altri, si paleserà dal nulla allo stesso modo. Ed è così che io ho tenuto per me il mio messaggio del giorno e mi sono rallegrata nel sapere che per ognuno è stato sicuramente così. Ma la scoperta più grande, ripensando a quel giorno, è stata capire quanto la misericordia del Signore si palesi anche nel permettere che tutti si possano accostare alla sua parola: in un mondo sempre più preoccupato di tutelare la propria privacy, la Parola del Signore si fa tutto per tutti perché da tutti può essere letta e da tutti ricevuta senza distinzione di età, sesso o etnia. Ho, anzi, abbiamo un tesoro prezioso tra le mani che è fatto della sua vita, delle Sue parole e del Suo esempio e spesso ci lamentiamo e facciamo domande le cui risposte sono già state date. Relegare tutto questo a quei pochi minuti di lettura domenicale (o a volte feriale) non basta… non può bastare. È una cosa che so, che ho sempre saputo, ma che forse solo ora ho davvero capito.

Katia Gambaro, San Gottardo

………………………………..

Anche quest’anno, come quello scorso, ho partecipato insieme ad altri parrocchiani di S. Marco al Molo alla lettura integrale del Vangelo di Matteo. È stata, come del resto anche un anno fa, un’esperienza molto emozionante e coinvolgente ma, vuoi per il testo che mi è stato assegnato ( i capitoli dal 5 al 7, ovvero il discorso della montagna), vuoi perché ho cercato con le mie modeste capacità e possibilità non solo di leggere, anzi meglio sarebbe dire di ascoltare la Parola di Dio, ma di pregare, ascoltando, con le Sue stesse parole, così come ci sono state affidate dall’evangelista, ho provato un’ emozione indicibile che è sfociata, soprattutto nella preghiera del Padre nostro, in un momento di reale coesione e identificazione con il testo tale da provocare in me una tale emozione che mi ha costretto a fermarmi per qualche istante. Pregare, come ho detto, non con le nostre, ma con le parole stesse che Dio ha ispirato all’autore sacro, ritengo essere la forma più efficace e appagante di preghiera.

Pino Lamazza, San Marco al Molo

………………………………..

Domenica 25 gennaio la comunità parrocchiale di N.S. Assunta in Sestri Ponente, insieme alle altre parrocchie del vicariato, ha vissuto un’esperienza intensa: la lettura integrale del Vangelo secondo Matteo, dalle 19:15 fino a quasi le 23.

Un appuntamento fuori dal comune, che ha unito ascolto, silenzio, condivisione e convivialità, coinvolgendo i presenti in un’esperienza profonda e continuativa di circa quattro ore.

La lettura, proposta senza interruzioni, ha permesso di percorrere l’intero testo evangelico in un unico arco temporale, restituendone l’unità narrativa e il ritmo originario. L’ascolto prolungato ha favorito una comprensione più ampia del messaggio, lasciando spazio alla riflessione personale.

Un tempo lungo, interrotto solo da piccole pause per un piccolo spuntino e bere qualcosa di caldo, ma soprattutto per respirare, ascoltare e lasciarsi toccare dalla Parola. Pause semplici, vissute con naturalezza, che hanno contribuito a rendere l’incontro sostenibile e umano, senza spezzarne il significato.

Un modo diverso di stare insieme, di fare comunità, di riscoprire la forza di un Vangelo ascoltato tutto d’un fiato.

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione preziosa per riscoprire la forza della Parola ascoltata nella sua interezza, in un tempo lento e condiviso, lontano dalla frammentazione quotidiana. Un’esperienza che molti partecipanti (in media un’ottantina) hanno descritto come intensa e sorprendentemente attuale, capace di parlare al presente pur attraverso un testo antico.

La buona partecipazione del Vicariato e l’atmosfera raccolta fanno pensare che incontri di questo tipo possano trovare spazio anche in futuro, come proposta di ascolto profondo, comunità e spiritualità vissuta.

Cristina Del Ponte e Martina Balbi, Sestri P.

………………………………..

Domenica 25 Gennaio, su proposta dell’ Ufficio Catechistico e sotto la guida del diacono Pio Costa e del Parroco di Sori  Don Nicola Improda, con una discreta partecipazione di uditori si è tenuta nella Chiesa Parrocchiale di Sori, dalle 15 alle 18, la lettura integrale del Vangelo di Matteo. Lettura direi solenne in quanto è avvenuta alla presenza di Gesù Eucaristico nel tabernacolo aperto, i lettori (sei donne e quattro uomini) indossavano il camice, il Vangelo era esposto al centro della navata,  sul leggio davanti all’altare, decorato con bellissimi addobbi floreali. Il canto “Vocazione” (consono con il vangelo domenicale) ha dato inizio alla lettura e il canto “S. Maria del Cammino” l’ha conclusa. Hanno partecipato lettori e ascoltatori delle parrocchie di Sori e Pieve Ligure (compreso don Nzoli).

È stata un’esperienza nuova e suggestiva, che ci ha offerto una visione di insieme molto istruttiva del vangelo di Matteo, impossibile da ottenersi con la lettura parziale e spezzettata durante l’anno liturgico. Sono stato colpito dal grande utilizzo delle parabole, evidentemente considerate da Gesù  molto adatte per giungere al cuore della gente. Forse nelle nostre catechesi valorizziamo poco questa forma letteraria così efficace e diretta e la razionalizziamo troppo, mancando di valorizzarne la poesia e le emozioni. Molto belli e consolanti i racconti di miracoli di guarigione, che mettono in grande evidenza l’importanza della fede. Tra i discorsi di Gesù spicca quello contenente le beatitudini e le sei antitesi, per la forza e la radicalità dell’invito a trasformare la propria vita nella Sua sequela.

La lettura ha richiesto tre ore e non è stato semplice mantenere la concentrazione per tutto questo tempo. Certamente però ha stimolato il desiderio di approfondire (e speriamo di organizzare nelle prossime settimane) degli incontri con questa finalità.

Siamo pronti per l’edizione 2027 della Giornata della Parola.

Marino Clavio, S. Margherita in Sori

………………………………..

Ho partecipato domenica 25 gennaio alla Domenica della Parola presso il monastero benedettino olivetano di San Prospero in Camogli e sono rimasto profondamente colpito intanto dalla bellezza e serenità del luogo, del monastero e della chiesa nel suo insieme specialmente per come i monaci hanno saputo presentare la Parola di Dio nella lettura delle pagine di Matteo e creare un bellissimo momento di riflessione davvero coinvolgente.

Ha introdotto il pomeriggio, interamente dedicato a questa lettura, il priore del monastero dom Francesco Pepe con parole molto incisive nel loro contenuto, da cui traspariva il suo spirito monastico, davvero profondo in armonioso equilibrio tra l’”ora” e il “labora”.

Varie persone hanno dato dinamicità alla lettura di queste pagine evangeliche terminate con la lettura degli atti finali (passione, morte e resurrezione da parte del monaco dom Anselmo) in un succedersi di perfetta scansione della lettura e sfumature rispetto agli argomenti. Questo monaco ha trasmesso una preparazione ” tecnica ” veramente di livello. Ha alternato i brani della Parola di Dio all’organo e col canto seguendo passo passo coi brani ogni tema evangelico trattato il maestro Giuseppe Maggiolo, organista liturgico di esperienza.

Ringrazio dom Francesco, come penso abbiano fatto di persona e nel loro cuore tutti i partecipanti per questo pomeriggio, “alimento per lo spirito di ciascuno” e per tutte le sue iniziative che cercano di mettere in pratica la Parola di Dio! Dopo l’esperienza con il caro dom Beda Pucci ha riportato questo monastero ad un livello di luce spirituale di comunione tra i figli di Dio e accoglienza raramente riscontrabili. Grazie!

dott. Luca Moroni, Camogli