PSALLITE: RIVISTA ON LINE DI PASTORALE LITURGICA

Tra i vari strumenti per catechisti e animatori della pastorale si guardi la rivista online PSALLITE:

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(Dal numero di Settembre 2025 dedicato al tema della luce) Dalla Rivelazione alla Liturgia…
La parola luce (con altri termini legati al suo campo semantico: lampada, stella, splendore, fulgore, brillare, illuminare, rischiarare…) attraversa da un capo all’altro la Rivelazione biblica, come una grande inclusione: la troviamo dall’inizio di Genesi[1] e al termine di Apocalisse[2]. È la prima realtà creata, indispensabile alla vita. Nel compimento questo inizio è superato: a illuminare è l’esperienza diretta del Signore. Questo solo riscontro ci fa subito intuire che la luce rivela in modo privilegiato qualcosa del mistero di Dio. Ma è soprattutto nei Vangeli che questa parola, concentrandosi su Cristo (il Messia, il Consacrato) assume concretezza e disegna un volto, il Suo, Figlio di Dio fatto uomo. L’Incarnazione è descritta come il venire nel mondo della luce vera (Gv 1,9), alla sua nascita una luce avvolge i pastori (Lc 2,9), mentre il cammino dei Magi verso la mangiatoia è guidato da una stella (Mt 2,1). Simeone nel tempio riconosce nel neonato che tiene fra le braccia la luce per illuminare i popoli (Lc 2,28 ss). Quel Bambino una volta cresciuto, si definirà “luce del mondo” (Gv 8,12; 9,5) che rischiara il cammino di chi lo segue. E di luce brillerà il suo volto trasfigurato (Mt 17,2). Se al momento della morte in croce si fa buio su tutta la terra, la scoperta del sepolcro vuoto avviene all’alba di un giorno nuovo, con l’annuncio di uomini in abiti sfolgoranti (Lc 24,4).

Tanto divino splendore non può che riversarsi abbondantemente nei segni e nei testi della Liturgia, giungendo al suo culmine ogni anno proprio con il solenne lucernario nella notte di Pasqua.