CATECHESI A PARTIRE DALLA MADONNA DELL’ULIVO

Il Museo Diocesano organizza  visite guidate alla mostra “SACRO & POP. LA QUASI OLIVA SPECIOSA IN CAMPIS DI NICOLO’ BARABINO CAPOLAVORO DELLA PITTURA DELL’OTTOCENTO” alle ore 15,30 e alle ore 16,30.

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La mostra è ospitata negli spazi del Museo Diocesano di Genova fino al 23 febbraio 2026: il progetto fa parte di un’iniziativa più articolata intitolata “OTTOCENTO SVELATO. RACCONTI DI COLLEZIONI E MUSEI NELLA GENOVA DEL XIX SECOLO” che riunisce diverse iniziative di mostra accomunate dalla volontà di far conoscere aspetti meno noti del patrimonio culturale genovese del XIX secolo.

La “Quasi oliva speciosa in campis di Nicolò Barabino, capolavoro della pittura dell’Ottocento”, organizzata dal Museo Diocesano in collaborazione con la Fondazione San Lorenzo Impresa Sociale e con il patrocinio di Regione Liguria, vuole portare all’attenzione del pubblico l’opera di Nicolò Barabino (1832- 1891), protagonista di primissimo piano della pittura italiana del secondo Ottocento.

L’opera che ne rappresenta in modo emblematico la pittura e che gode tuttora di maggiore popolarità mediatica è la grande Madonna con Bambino eseguita per la chiesa di Santa Maria della Cella in Sampierdarena (città natale dell’artista). Il dipinto fu presentato alla Esposizione Nazionale di Venezia del 1887 dove, notato dalla regina Margherita di Savoia, fu acquistato e collocato nella camera da letto della sovrana presso la Villa Reale di Monza.

Barabino dovette così realizzare per la chiesa di Sampierdarena una replica cui apportò significative varianti, specie nella scelta degli elementi di contorno, sostituendo tra l’altro la presenza di simboliche arance con ricche fronde di ulivo, da cui derivò la popolare definizione di Madonna dell’ulivo con cui l’opera è anche conosciuta. La mostra, curata da Lilli Ghio, Paola Martini, Caterina Olcese Spingardi, Sergio Rebora intende presentare a un vasto pubblico la versione superstite della Quasi oliva speciosa in campis valorizzandone gli aspetti culturali senza trascurare quelli di culto e contestualizzandola nell’ambito della ricerca dell’artista intorno a quest’immagine. Si parte da un percorso che dalla Consolatrix Afflictorum e passando attraverso la Madonna del Rosario dell’Immacolata (rappresentata dal prezioso modelletto conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Genova) culmina nella replica privata del trittico Rossi, nella raffinata Charitas ora (LA Galleria BPER), e nella rielaborazione proposta da Monteverde nella tomba Balduino, di cui sarà esposto il bozzetto (Musei di Nervi – GAM).

Altre importanti opere sono state messe a disposizione da prestatori privati e saranno l’occasione di mostrare al pubblico manufatto ceramici di grande raffinatezza. A parte, in chiusura di mostra sarà inoltre riservato spazio alla “oggettistica” POP prodotta dalla fortuna visiva dell’opera. L’esposizione è organizzata in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e grazie al contributo di CAMERA DI COMMERCIO DI GENOVA, BPER BANCA, FONDAZIONE FRIENDS OF GENOA, COOP LIGURIA, FABRIZIO BORDO SAS. È stato realizzato un catalogo della mostra edito da SAGEP e in vendita presso il bookshop del Museo (Euro 15.00).

 

Per la visita guidata: biglietto visita guidata alla mostra € 10,00 comprensivo di ingresso al museo e visita guidata. La visita guidata si svolgerà in due orari 15,30 e 16,30.

Prenotazioni a info@museodiocesanogenova.it – tel. 010/2475127 (in orario di apertura lunedì 10,00-13,00 e 14,00-18,00, da mercoledì a domenica 14,00-18,00, chiuso il martedì).

 


Per una catechesi a partire dal quadro

1. L’ulivo, segno di pace e di alleanza
L’opera di Barabino inserisce Maria e Gesù dentro un intreccio di rami d’ulivo, evocando il grande simbolismo biblico della pace e dell’alleanza. Dopo il diluvio, la colomba porta un ramoscello a Noè: “Ecco, le acque si erano ritirate dalla terra” (Gen 8,11). È il segno che Dio non abbandona l’umanità.
Maria, “Madonna dell’Ulivo”, diventa così la custode della Pace vera, quella che il Figlio annuncerà: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace; non come la dà il mondo” (Gv 14,27).
Papa Giovanni Paolo II ricordava: “Maria è la Madre della Pace, perché ha dato al mondo il Principe della Pace”.
La pace cristiana non nasce dagli accordi o dalle strutture, ma da un cuore riconciliato con Dio.

2. Maria, donna dell’ascolto e dell’abbandono
Nel volto di Maria dipinta da Barabino si legge un silenzio colmo di ascolto: è il silenzio dell’obbedienza, dello stupore, dell’abbandono fiducioso.
Il Vangelo lo dice con semplicità e forza: “Ecco la serva del Signore: avvenga di me secondo la tua parola” (Lc 1,38).
La sua luce non viene da sé stessa ma da Dio. È la creatura completamente aperta alla volontà del Padre.
Papa Benedetto XVI affermava: “Maria è la donna che ascolta; la sua fede nasce dall’ascolto e si alimenta nel silenzio.”
La Madonna dell’Ulivo ci invita a ritrovare questo ascolto profondo, così raro nel nostro mondo rumoroso.

3. Gesù Bambino, luce che rischiara il mondo
Il bambino tenuto tra le braccia di Maria è raffigurato luminoso, vigile, quasi benedicente. Il profeta aveva annunciato: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce” (Is 9,1).
La luce che il pittore dona al volto del Cristo è la stessa luce che, nel Prologo di Giovanni, “splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno vinta” (Gv 1,5).
Papa Francesco ricorda: “Il Bambino di Betlemme è la tenerezza di Dio che entra nella nostra storia fragile.”
Nella sua piccolezza, Gesù rivela la grandezza di un Dio che non si impone, ma si consegna.

4. Maria, Madre che custodisce e dona
Le mani di Maria stringono Gesù con dolcezza, ma senza possederlo.
Il Vangelo ci ricorda che Maria “custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19).
La maternità di Maria è modello di ogni maternità cristiana: custodire ciò che Dio affida, ma al tempo stesso offrirlo per la missione.
Papa Paolo VI scriveva: “Maria è Madre della Chiesa perché continua a generare alla vita divina i fratelli di Cristo.”
Nella Madonna dell’Ulivo si vede questo duplice movimento: cura e missione, tenerezza e consegna.

5. L’ulivo come simbolo della fecondità divina
L’ulivo è albero resistente, longevo, testimone di generazioni: attraversa il quadro come una benedizione.
Il Salmo canta: “Io sono come ulivo verdeggiante nella casa di Dio” (Sal 52,10).
Maria è quell’ulivo reso fecondo dallo Spirito: in lei germina la Vita nuova, Cristo.
Papa Giovanni Paolo II disse: “Maria è la terra buona in cui il seme della Parola ha portato il frutto più bello.”
Il quadro ci parla dunque della fecondità spirituale che nasce da una vita radicata in Dio, come l’ulivo nelle sue profonde radici.

6. Gesù, Principe della Pace che viene in braccio a Maria
Il Bambino stringe un ramoscello: non è un dettaglio ornamentale, ma una professione di identità.
Egli è il Principe della Pace annunciato da Isaia: “Grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine” (Is 9,6).
La pace non è solo un dono, è una missione: Gesù la porta e la affida a ciascuno di noi.
Papa Francesco ammonisce spesso: “La pace è artigianale: si costruisce ogni giorno, con piccoli gesti.”
Maria lo presenta al mondo come il vero artigiano della riconciliazione.

7. Maria, trono della Sapienza
La posizione di Maria, seduta e avvolta in un mantello che ricade in onde armoniose, richiama l’antico titolo mariano di “Sede della Sapienza”: colei che porta in sé il Verbo eterno.
“Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14).
Maria diventa così il primo tabernacolo della storia.
Benedetto XVI scrisse: “In Maria il Figlio di Dio trova una dimora: ella è il trono vivente sul quale la Sapienza prende posto.”
Contemplare la Madonna dell’Ulivo significa allora riconoscere che ogni cristiano è chiamato a diventare dimora di Dio.

8. La Chiesa, che continua l’abbraccio di Maria
L’abbraccio di Maria a Gesù è anche immagine profetica dell’abbraccio della Chiesa verso ogni uomo.
La Chiesa riceve Cristo per donarlo, proprio come Maria: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo” (Mc 16,15).
Così, l’ulivo attorno a Maria diventa anche simbolo della missione: portare vita, pace, consolazione.
Papa Francesco afferma: “La Chiesa è Madre: accoglie, accompagna, genera alla fede.”
La Madonna dell’Ulivo è icona di questa maternità ecclesiale: serena, salda, ospitale.

9. Il silenzio contemplativo che apre alla fede
Il volto di Maria è immerso in un silenzio profondo: un silenzio che non è vuoto, ma pienezza.
Il Vangelo ribadisce più volte questa dimensione: “Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore” (Lc 2,51).
È nel silenzio che Maria accoglie, discerne, comprende.
Papa Francesco ha detto: “Il silenzio di Maria è eloquente: è lo spazio in cui Dio parla.”
La Madonna dell’Ulivo ci insegna che la fede cresce solo quando lasciamo che Dio ci raggiunga nel profondo.

Conclusione
La “Madonna dell’Ulivo” non è solo un dipinto: è una catechesi visiva sull’identità di Maria e di Cristo.
È annuncio di pace, di luce, di ascolto, di fecondità, di missione.
Contempliamola come chi entra in un santuario, lasciandoci guidare da Colei che, come ulivo fecondo, porta al mondo il frutto più prezioso: Gesù, nostra Pace.